CULTURA ROVIGO Buona accoglienza al Salone del libro di Torino per “Dov'è la Vittoria?”, terza fatica letteraria del professore-scrittore Lorenzo Busson

La crisi di valori dai banchi di scuola alle pagine di un romanzo

Lorenzo Busson
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Una crisi profonda dei valori, l'incapacità di distinguere il confine che separa bene e male, narcisismo estremo che può portare fino all'autolesionismo e all'autodistruzione, un bisogno inconscio di alcol e droghe per poter “sopportare” la vita. E' un ritratto crudo quello che Lorenzo Busson (foto a lato) fa dei giovani nel suo terzo romanzo “Dov'è” la Vittoria?”, pubblicato 12 anni dopo “Studenti Serpenti” e presentato con successo al Salone internazionale del libro di Torino



Rovigo - “Dov'è la Vittoria?”. Parafrasando un verso dell'Inno di Mameli il professore-scrittore rodigino Lorenzo Busson da il "la" a un romanzo che di patriottico ha ben poco e vuole essere un ritratto crudo, ma non lontano dalla realtà, sulla profonda crisi di valori che caratterizza gli adolescenti di oggi

Vittoria è la ragazza della quale Marco, il protagonista del romanzo, si innamora. Ossessionato dall'aspetto fisico, con problemi alimentari e con “un corvo” dentro la testa che gli “gracchia” costantemente tutto il suo disprezzo, Marco, che fa parte di una tipica famiglia borghese, vive alla giornata, senza preoccuparsi del futuro, tra una striscia di “bamba” e una rapina con gli amici. Poi l'incontro con Vittoria, la bella storia d'amore che, però, non è destinata a durare. E da qui la parabola è nuovamente discendente, l'incapacità di accettare un rifiuto, di reagire e di rialzarsi. Fino a un epilogo che lascia a bocca aperta. 

“Dov'è la vittoria?” è il terzo romanzo di Lorenzo Busson, e arriva 12 anni dopo il successo del libro di debutto, “Studenti Serpenti”. Le due opere in comune hanno l'ambientazione, la scuola, e i protagonisti: gli studenti. Ma le analogie finiscono qui. La storia di “Dov'è la Vittoria?”, infatti, viene raccontato in prima persona dal protagonista, che si esprime come un ragazzo di 18 anni che vive un profondo disagio. Lo sforzo stilistico dell'autore, non gli ha fatto comunque perdere il suo sarcasmo pungente e l'umorismo che hanno caratterizzato i due libri precedenti. Questa volta, però, c'è più amarezza. Ed è lo stesso Busson a spiegare il perché: “L'io narrante non sta bene, vive una sofferenza psicologica e un disincanto nei confronti del mondo che è incompatibile con l'ideale di gioventù. Questi giovani sopravvivono nel presente, senza illusioni per il futuro”. 

A fare da sfondo alla storia è la città di Rovigo, con le sue vie, le piazze, i punti di ritrovo, perfino il clima, con quella nebbia che è il simbolo della piccola città del Nordest racchiusa tra due fiumi, dove tutti si conoscono e i pettegolezzi viaggiano alla velocità della luce. 

Fin dalle prime pagine l'autore si basa su fatti di cronaca realmente accaduti per dipingere un quadro a tinte forti: gli adolescenti descritti nel libro abusano di alcol e droghe di ogni tipo per “sopportare” lo scorrere dei giorni, sono violenti, spacciano, rubano, rapinano e la scuola è solo un luogo dove divertirsi alle spalle dei professori e dei compagni. Ma i 18enni di oggi sono davvero così? “Non tutti - spiega Busson - ma negli ultimi anni stiamo assistendo a una escalation di comportamenti negativi che vanno contro la morale, del quale gli autori sembrano non capire la gravità. Non distinguono più il confine tra il bene e il male, a causa di una desertificazione dei valori. Ma siamo noi adulti, insieme alle istituzioni, a doverci fare un esame di coscienza, evidentemente siamo noi a non riuscire più a trasmetterglieli”. 

Un grido d'allarme per cercare di sistemare le cose prima di vedere un'intera generazione prendere strade sbagliate. Nei 12 anni trascorsi dal romanzo di debutto, infatti, le classi sono cambiate molto: ora sono multietniche, costantemente connesse con il mondo attraverso smartphone e tablet, ma la tecnologia non sempre frutta benefici, spesso porta a scorciatoie che inibiscono le capacità di ragionamento e quindi Busson rimanda a settembre la touch generation. 

Presentato al Salone internazionale del libro di Torino il romanzo di Busson ha ricevuto un'ottima accoglienza da parte del pubblico, per la gioia del suo autore che lo definisce la sua opera “più sofferta, ma anche la più riuscita”. 
 

Emanuele Zago



Lorenzo Busson è nato a Rovigo nel 1960. Laureato in Giurisprudenza, insegna Discipline giuridiche ed Economiche all'Itc De Amicis di Rovigo. “Dov'è la Vittoria?” è il suo terzo romanzo. Prima ha pubblicato “Studenti Serpenti” (Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone 2001) e “Bar Nordest” (Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone 2002). Per il futuro ha in serbo un libro sugli anni '70.

29 maggio 2013
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