RUGBY ECCELLENZA Simone Ragusi, volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo, dopo aver conquistato la maglia azzurra con gli Emergenti, ha il futuro segnato tra i grandi

Il predestinato

Simone Ragusi volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo
Simone Ragusi volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo
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Simone Ragusi volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo
Simone Ragusi volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo
Simone Ragusi volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo
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Simone Ragusi volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo
Simone Ragusi volto nuovo della Vea FemiCz Rovigo con Denis Zanconato tecnico del Frassinelle ed in servizio presso la Polizia di Stato
Strenne in Piazza Natale 2018

Talentuoso, determinato, oggetto del desiderio dei top team di Eccellenza, ha seguito Frati e De Rossi a Rovigo, un percorso che lo ha visto partire dall'As rugby Milano, passando per gli Ospreys di Duncan Jones ed indossando la maglia Bridgend Ravens in Premiership. Con i Cavalieri Prato la passata stagione nel girone di ritorno è stato tra i protagonisti, permit player con le Zebre, è la nuova speranza rossoblù: Simone Ragusi (foto a lato)



Rovigo - Se per coach Frati il giovane Francesco Menon è l'erede di Mirco Bergamasco, Simone Ragusi candidamente risponde di puntare ad emulare il padre Gianluca capace di indovinare ben 4 drop con la maglia del Maa Milano nel derby cittadino contro il Cus e di vantare anche un successo sul Rovigo al Giuriati. Cresciuto a pane e rugby, Simone Ragusi è figlio d'arte, il padre allena tutt'ora in serie B, capace di portare l'Asr Milano dalla C alla serie A, impegnato giornalmente anche con le giovanili, inevitabile che tutta la famiglia fosse coinvolta nel mondo ovale, visto che pure il nonno è stato ai vertici federali regionali. Per Simone, papà Gianluca è il miglior allenatore che Milano abbia mai avuto "Non ha mai fatto il salto di qualità, dedicandosi al lavoro probabilmente non ha avuto l'opportunità, ma proprio qualche giorno fa Stefano Bordon mi diceva che è sprecato per la serie B".

La partita della svolta per il giovane utility back, come piace definirsi, è stata probabilmente quella in Amlin Challenge Cup contro lo Stade Français lo scorso anno con la maglia del Prato, schierato mediano d'apertura fece un match di spessore, si guadagnò la fiducia dei tecnici Frati e De Rossi e nel girone di ritorno divenne protagonista. Ha lavorato molto Simone Ragusi, cresciuto nell'As rugby Milano nei campi di via Carlo Valvassori Peroni sin dall'età di 4 anni "La società dove sono cresciuto è l'unica della città ad aver mantenuto negli anni una identità ben solida, un settore giovanile sempre in fermento, uno dei migliori d'Italia, mio cugino in Under 8 è arrivato secondo per due anni di fila a trofeo Topolino, io stesso sono arrivato 3 volte quarto ed abbiamo vinto anche con concentramenti importanti come a Padova e Noceto".

E' cresciuto con Luca Morisi, attualmente al Benetton Treviso in Pro12, e per Ragusi sarà lui il rugbista che si metterà maggiormente in luce nei prossimi anni "Non c'è nessuno forte come lui, ai centri è devastante". Un'esperienza importante a 19 anni dal punto di vista formativo in Galles alla corte degli Ospreys, il suo primo giorno fu proprio Duncan Jones a fargli da cicerone "Si è presentato, mi ha chiesto se ero nuovo, e con naturalezza mi ha illustrato gli impianti e spiegato tutto quello che c'era da sapere, quando lo rivedo in televisione lo ricordo con grande affetto".  Trovare un posto da titolare nella franchigia era impensabile, ma il rossoblù si è fatto le ossa in Premiership con lo storico club del Bridgend Ravens. "E' stata una sensazione forte - ammette Simone Ragusi - mi allenavo ogni giorno con atleti incredibili che avevano vinto il Sei Nazioni e centrato il grande slam, mi vedevano un po' come un cucciolino, ma il mio sogno più grande è poterci giocare contro, un giorno".

Simone Ragusi ha dimostrato di avere numeri importanti con Prato e con la Nazionale Emergenti nel ruolo di mediano d'apertura e di estremo "Beh per come sono fatto mi piace mettere lo zampino sul match, entrare nel vivo del gioco, prendermi delle responsabilità, mi piace essere più coinvolto", tradotto: numero 10 senza ombra di dubbio. Al giovane talento milanese il compito di fare esperienza con la maglia dei Bersaglieri, il primo passo verso la maglia azzurra che conta lo ha già compiuto meritandosi la chiamata delle Zebre come permit player, il cammino sembra già segnato, anche se di ostacoli nello sport di alto livello ce ne sono parecchi.
La determinazione non gli manca, che sia un predestinato? Intanto per la partita con le Fiamme Oro la sua presenza è in dubbio per un risentimento muscolare, ma quando sarà in campo, papà Gianluca sulle tribune del Battaglini di sicuro ci sarà anche se a Rovigo con la maglia del Maa Milano non ha mai vinto.

Giorgio Achilli

 

 

17 settembre 2013
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