PD ROVIGO Tesseramento, Fausto Merchiori prima dice che è aperto ora che è sospeso. Il problema è l'anagrafe ufficiale e il Zanellato candidato alla segreteria provinciale non ci sta: "Se le cose stanno così dovrei far invalidare la convenzione"

Convalidate tessere "anomale", l'accusa di Julik

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Dietrofront di Merchiori: "Bisogna attendere la segreteria nazionale per riprendere il tesseramento al Partito democratico". Il coordinatore provinciale per il congresso ha scritto a tutti i coordinatori di circoli informandoli di quanto deciso. Julik Zanellato, candidato al congresso provinciale, lancia accuse di "analfabetismo politico". "Quante volte ce lo devono dire che a Rovigo si può far ripartire il tesseramento riaperto in tutta Italia?". Zanellato addita le tessere già iscritte nell'anagrafe ufficiale "anomale", ovvero senza il versamento della quota minima di 15 euro. "Perché si chiudono gli occhi benevolmente solo quando fa comodo?" e conclude provocatorio: "Devo far invalidare la convenzione provinciale di Rovigo?"



Rovigo - Il 28 novembre Fausto Merchiori, coordinatore provinciale per il congresso, assieme alla sua commissione fa sapere che sta aspettando dalla segreteria nazionale l'esplicazione in merito alla ripresa del tesseramento provinciale. Proprio due giorni prima a RovigoOggi.it aveva detto che il tesseramento anche a Rovigo, come in tutta Italia, era aperto dal 24 novembre (leggi articolo). "Deve essere stato tirato per la giacchetta da qualcuno" commenta Julik Zanellato, candidato alla segreteria provinciale del Pd. "Il tesseramento è aperto in tutta Italia dal 24 novembre e se non sbaglio Rovigo è in Italia o no? Qualsiasi altra interpretazione è fuorviante e senza fondamento" prosegue Zanellato. 

La precisazione sull'attesa di notizie dalla segreteria nazionale è stata fatta direttamente da Fausto Merchiori che ha inviato la comunicazione via mail a tutti i coordinatori di circolo per informarli in merito ai tesseramenti e rimarcando che la deliberazione numero 1 del 18 novembre non è mai stata formalizzata dalla commissione anche se la commissione regionale in data 24 novembre avrebbe dato il proprio nulla osta per la ripresa del tesseramento. Infatti la commissione congressuale "mozzata" a tre membri, in seconda battuta, con lo zampino di Angelo Zanellato, delegato del candidato provinciale di Filippo Silvestri, ha "ritenuto doveroso" attendere lo svolgimento delle convenzioni nazionali e quindi aspettare l’esito della segreteria nazionale in merito alla ripresa o meno del tesseramento in Polesine. 
Nella riunione della commissione congressuale del 27 novembre i toni si sono così inaspriti, da portare Luisa Vallese e Franco Modena, due dei cinque componenti della stessa, a disertare i lavori per "il comportamento offensivo anche a livello personale di Angelo Zanellato". "Non potevamo proseguire serenamente l'impegno - spiega Luisa Vallese - a meno di un ripensamento politico e comportamentale di Zanellato". Vallese parla "di interperanze di Angelo Zanellato che capziosamente interpretando circolari interne al partito e degli organismi centrali di garanzia, ha inteso restringere la platea degli iscritti al partito per congressi di circolo e provinciali, a metà ottobre scorso, nonostante la delibera di 10 giorni or sono della Commissione provinciale per il Congresso di aprire il tesseramento dal 24 novembre e contrariamente agli intendimenti espressi da Filippo Silvestri stesso che viceversa ha auspicato un partito aperto anche a nuove adesioni".


"Il pretesto - spiega Zanellato - è legato all'anagrafe definitiva degli iscritti, dalla quale si deve partire per le nuove iscrizioni. La delibera nazionale dice che l'anagrafe vera e propria è quella approvata dopo il congresso dei circoli, che noi non abbiamo ancora fatto". "Eppure la convenzione provinciale si è tenuta anche senza anagrafe definitiva! Cosa devo fare, far invalidare i risultati della convenzione perché l'anagrafe su cui è stata svolta non era quella definita dalla delibera nazionale?". "Non si può - tuona Zanellato -  chiudere un occhio in maniera benevola solo quando fa comodo". "E cosa dire di quelle tessere registrate nei vari circoli e ritenute valide dalla commissione di Edo Boldrin che non avevano versato i 15 euro minimi? Perché quelle tessere sono state inserite nell'anagrafe mentre il congresso locale di Adria è stato invalidato per lo stesso motivo? ovvero che diverse tessere non avevano versato la quota minima di 15 euro?". Zanellato ha una risposta alle sue domande: "Sono tutti analfabeti politici".

29 novembre 2013
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