RUGBY Racconti tra il semiserio e confronti con la storia tra mondo ovale, hockey, polo, calcio gaelico e football australiano prima delle codifiche. I giornalisti Luca Tramontin e Daniela Scalia hanno fatto tappa a Rovigo

Incroci di discipline diverse nel tempio ovale

Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia. Al loro fianco Raffaello Franco (Ascaro Rovigo Gaelic Football & Handball) e Federico Andriolli (Posse Rossoblu)
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia.
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia.
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia.
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia.
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia. Presente anche Stefano Bettarello
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia.
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia. Filippo Frati coach della Vea FemiCz Rovigo
Serata particolare in club house allo stadio Battaglini. Ospiti d'onore Luca Tramontin e Daniela Scalia.
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“Storia e humor della palla ovale", serata speciale organizzata dalle Posse Rossoblu e l'Ascaro Rovigo Gaelic Football & Handball. Curioso racconto di quella volta che Luca Tramontin si dimenticò di rispettare il minuto di silenzio nel match tra Benetton e Casale e si ritrovò da solo in mezzo al pack biancoverde con la palla in mano e la divisa rosso fuoco.


Rovigo - Lo sapevate che in Nuova Zelanda, terra dei leggendari All Blacks, prima di giocare a rugby la disciplina più popolare era il calcio gaelico? A spiegarlo in una serata speciale nella club house dello stadio Battaglini i giornalisti Luca Tramontin e Daniela Scalia. "Storie e humor della palla ovale", un'ora e 15 minuti di racconti sfiziosi e di un confronto serrato con il pubblico ed una mediana di tutto rispetto, Filippo Frati, ex azzurro ed attuale coach della Vea FemiCz Rovigo e Stefano Bettarello, apertura rossoblù e del Benetton Treviso oltre che della Nazionale. 

Una serata organizzata dall'Ascaro Rovigo Gaelic Football & Handball e dall'infaticabile Raffaello Franco in collaborazione con le Posse Rossoblu. Sullo sfondo della club house le immagini della Leggenda di Maci Battaglini, ma il racconto è partito da lontano, dalle codifiche delle discipline, ai falsi luoghi comuni, Webb Ellis in primis. La violazione del territorio è il tema della serata, oggetto di conquista, regole stabilite inizialmente sul terreno in cui si giocava. Hockey, rugby, football australiano e calcio gaelico hanno la stessa origine e spesso la superficie inizialmente ne condizionava il connubio. Per esempio sulla sabbia si giocava a rugby con le mazze da hockey, ed ancora oggi un gruppo di atleti, una volta l'anno, si riunisce per riproporre la storia. Genesi di sport in terra Britannica che in tempo di pace facevano sviluppare il senso di appartenenza alla rispettive comunità, a polo, se il terreno era troppo pericoloso per i cavalli, si preferiva continuare con il bastone con una sorta di hockey. Chi ha inventato cosa è la domanda sbagliata per Luca Tramontin: "Sarebbe meglio chiedersi chi l'ha codificata la disciplina, impossibile stabilire se nel 1700, quando due squadre si incontravano, giocassero a hockey, calcio gaelico o rugby. I due capitani si incontravano prima della partita, stabilivano le regole dell'incontro tramite una mediazione e poi davano vita alla sfida". Solo con il tempo verranno individuate le norme che ne regolano la pratica, le prime federazioni nascono tra il 1890 e il 1920, ma in alcuni college inglesi sopravvivono nella tradizione alcune discipline curiose. Se agli albori nel rugby la palla si passava in avanti, le similitudini nell'ingaggio tra hockey e la mischia a tre del rugby a sette sono evidenti, stessa struttura di gioco frutto dell'istinto umano. Altra parentela con l'hockey e il rugby, il disco ingiocabile procura un ingaggio, idem per lo sport della palla ovale dove però una volta le mischie duravano minuti.

Ma l'aneddoto più simpatico arriva alla fine, ed è Daniela Scalia a sollecitare il collega a raccontarlo "Se vi state chiedendo - spiega Luca Tramontin - chi è il giocatore veneto che durante il minuto di raccoglimento di un match è partito da solo, quello sono io". La storia fa sorridere, si gioca Benetton-Casale, era da poco scomparso un dirigente, prima della partita le raccomandazioni di rito per il minuto di raccoglimento, di solito il mediano d'apertura in questi dà un calcetto al pallone e gli atleti rimangono immobili, peccato che nell'occasione Oscar Collodo opta per un calcio normale, Tramontin quando ha visto la palla in volo è partito a mille. "Mi sembrava fin troppo facile, ho conquistato con un balzo il pallone e mi sono ritrovato nel mezzo del pack del Benetton Treviso, non sapevo se tornare indietro, per fortuna Stefano Annibal mi è venuto in soccorso e mi ha detto: ormai sta qua!".

Tramontin ha passato probabilmente i 60 secondi secondi più difficili della sua carriera rugbistica con la palla in mano e la maglia rosso fuoco in mezzo al pack biancoverde.

Giorgio Achilli

 

 

 

30 gennaio 2014
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