IL CONVEGNO Lunedì sera speciale alla sezione Aia di Rovigo con quattro componenti del gentil sesso impegnate nel mondo dello sport che hanno portato la loro testimonianza ed esperienza. Due arbitri, un direttore sportivo ed un ex azzurra ovale

Noi donne siamo abituate a guadagnarci le cose

Lorenza Visentini, Scilla Gennaro, Enrica Quaglio, Graziella Pirriatore e l'assessore provinciale Leonardo Raito
In prima fila il delegato provinciale del Coni Marco Bonvento e Clelio Mazzo per la Figc
L'arbitro Graziella Pirriatore
Sergio Sica interviene nel dibattito
Lorenza Visentini, Scilla Gennaro, Enrica Quaglio e Graziella Pirriatore
Lorenza Visentini e Scilla Gennaro
Il direttore Lorenza Visentini riceve dal presidente Aia di Rovigo Sergio Sica la maglia del centenario dei fischietti con tanto di personalizzazione
Anche per Enrica Quaglio lo stesso onore
Un gradito omaggio floreale offerto a tutte le donne dai giovani arbitri
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Il rigore femminile era il tema della serata, e per il presidente Aia di Rovigo Sergio Sica "A certi livelli alle donne non fa paura l'uomo, ma l'alto grado di competitività femminile le porta a diventare più combattenti nei confronti delle colleghe vista la penuria di posti assegnati". Lorenza Visentini, dg del Delta Porto Tolle, Enrica Quaglio, sportiva e consigliere Coni, l'ex fischietto Scilla Gennaro e Graziella Pirriatore, arbitro in serie D, hanno parlato della valenza al femminile, qualità indiscusse che vengono accolte in un mondo, quello del calcio, ad alto livello di diffidenza


Rovigo - Lorenza Visentini direttore generale del Delta Porto Tolle che milita in Lega Pro in Seconda divisione, Scilla Gennaro ex arbitro ed attualmente osservatore Uefa, Enrica Quaglio, ex cestista e rugbista ai massimi livelli Nazionali ed attuale consigliere del Coni e Graziella Pirriatore, arbitro nel campionato Nazionale di serie D. Gli ingredienti c'erano tutti, a moderare l'incontro l'assessore provinciale allo Sport Leonardo Raito, e nella sede di viale Tre Martiri allo stadio Gabrielli, una sala gremita prevalentemente di sesso maschile con in prima fila il delegato Figc Clelio Mazzo e Marco Bonvento, numero uno del Coni.

Il tema è sempre attuale, e lo diventa ancor di più l'indomani del blocco della proposta di Legge respinto alla Camera dei Deputati sulla parità di quote candidabili per le prossime consultazioni elettorali. 

"Le donne - commenta Enrica Quaglio - nel mondo del rugby sono sempre state viste con un occhio critico, eppure in questo Sei Nazioni l'Italia al maschile non ha ancora vinto un match, le ragazze ben due e si parla di riscatto femminile. A risultati invertiti si sarebbe parlato di riscatto maschile? la risposta è no". L'analisi non fa una piega, matematica a parte, la Quaglio si occupa di formazione al Coni per allenatori e prossimamente anche per gli atleti "La donna spesso ci vede di più di un uomo, ma non per questioni di vista, sfruttano meglio la sfera emozionale, soprattutto nelle dinamiche di team. La verità è che le donne devono lottare 10 volte di più per raggiungere lo stesso obiettivo di un uomo, per questo sono più determinate".

"Il 9 marzo del 2002 sono diventata arbitro - commenta Graziella Pirriatore - nella sezione di Bologna, un compleanno festeggiato sui campi, avevo già 19 anni, ed ho iniziata per puro caso, mai avrei pensato di mettermi la giacchetta nera, non ho legami familiari, un caso raro direi. Lo sport diventa importante quando dà un senso alle persone, il motore della vita, capisci il valore del sacrificio, dell'abnegazione dei risultati che a volte non arrivano nonostante l'impegno. Uno strumento per crescere prima come persone e poi come atleti, dirigenti o arbitri. Noi donne siamo più attente, più precise, pignole, siamo abituate a guadagnarci le cose. La passione deve portarvi oltre la barricata, altrimenti ci si ferma prima di cominciare". Evoca anche Julio Velasco e suoi insegnamenti allo sport italiano "E' un vincente - ha commentato Graziella Pirriatore - ha aiutato a riconoscere le sconfitte ad atleti che cercavano sempre alibi e scuse. Quando l'ho sentito parlare per la prima volta per me è stata una folgorazione. Ma devo ringraziare Nicola Rizzoli perché mi è stato vicino in un momento difficile, la sua umanità è un esempio non è solo un grande arbitro. La meticolosità di Collina è stata quella che più mi ha colpito e la sua carriera parla da sola". Alla domanda di una giovane collega della sezione di Rovigo che le poneva la questione sull'accoglienza che riceve domenica dopo domenica nei campi di calcio la grintosa Pirriatore non ha dubbi "E' solo un problema loro, se diventa tuo vuol dire che ti senti inadeguata, chi ha scelto per te vuol dire che sei pronta, non sono le società che scelgono gli arbitri, rendo l'idea?". Eccome, in sala secondi interminabili di silenzio prima dell'applauso.

Scilla Gennaro, figlia d'arte, confessa di essersi avvicinata al mondo del calcio per caso, "Nel bene e nel male ho vissuto una favola, tante emozioni di diversi tipi, se mi fossi chiamato Riccardo sarebbe stato uguale, è ovvio che fisicamente tra uomo e donna c'è una differenza sostanziale, però avevo un obiettivo e quando sono decisa vado dritta al punto". Delegato Uefa per le gare al femminile, la veronese ricorda i primi tempi con il fischietto e la giacchetta nera "Nel 1991 quando ti vedevano arrivare ti squadravano come fossi un marziano, ora ovviamente sono più abituati ad essere diretti da una donna".

"La parte più difficile di questo mestiere - commenta il direttore Lorenza Visentini - non è il mercato, ma la gestione del gruppo, in rosa ci sono 25 giocatori o più, in campo ne vanno 11, gli infortuni, le litigate con il mister, il giocatore ribelle, quello che non parla, tante sono le cose da affrontare. A fianco a me ho avuto professionisti della qualità di Briaschi e quest'anno abbiamo una collaborazione con Andrea Seno ed ho visto come un vero direttore sportivo con esperienza si approccia, la donna secondo me ha più sensibilità in questo senso. il mister guarda la prestazione, il presidente il risultato della domenica, invece ci sono altre dinamiche da affrontare". Tra i direttori sportivi da cui ruberebbe qualche segreto, Lorenza Visentini non ha dubbi  "Sabatini della Roma, carattere burbero ma che sa quello che vuole e che trasmette molta grinta e Bigon del Napoli, l'organizzazione in persona, due caratteristiche diverse che mi hanno colpito molto quando li ho conosciuti al corso federale".

Ma è il padrone di casa Sergio Sica, presidente della Sezione Aia di Rovigo, a coinvolgere il direttore su un tema importante, ovvero l'assunzione di provvedimenti disciplinari da parte delle società nei confronti di giocatori che si rendono protagonisti di atti poco edificanti (chiaro riferimento alla squalifica con prova televisiva di Daniele De Rossi della Roma, ndr), "Noi abbiamo iniziato una politica del rigore - commenta Lorenza Visentini - una multa per ogni giornata di squalifica a giocatori che fanno mancare il loro apporto alla squadra, sono dei dipendenti a tutti gli effetti. Dopo l'ultima, quella con la Spal, il nostro giocatore (il capitano Enrico Gherardi, ndr), mi ha chiesto anche lo sconto" ben tre le giornate di squalifica per il centroavanti deltino. 

Tutte concordi le direttici di gara sul trattamento del pubblico nei loro confronti e sugli apprezzamenti che le giacchette nere sono costrette a sopportare "Rispetto ai nostri colleghi uomini sono più originali, anche divertenti", nessuno riferibile evidentemente, ma ci pensa Leonardo Raito in 'scivolata' a servire un assist perfetto "Su un campo nel veronese uno spettatore ad un arbitro gli ha promesso, testuali parole: 'Te cavo la pelle come un conejo' (coniglio, ndr)". Più che un apprezzamento ha gli aspetti di una minaccia, ma abbiamo sentito anche di peggio, purtroppo. 

La serata si è conclusa con un omaggio particolare consegnato proprio dal presidente Sergio Sica a Lorenza Visentini ed Enrica Quaglio, due maglie ufficiali, quelle del centenario, con tanto di ricamo nel colletto, per le colleghe Graziella Pirriatore e Scilla Gennaro un gradito mazzo di fiori, loro la maglia se la sono conquistata già sul campo, domenica dopo domenica.

Giorgio Achilli

 

11 marzo 2014
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