CRISI DI MAGGIORANZA ROVIGO Bruno Piva si è dimesso dal cda di Ascopiave, subentrerà Paron, e aspetta il nome del terzo assessore da inserire nella propria squadra di governo

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Il sindaco Bruno Piva ha ufficializzato le proprie dimissioni da consigliere di amministrazione di Ascopiave, al suo posto subentrerà il consigliere comunale Claudio Paron. Il rimpasto di giunta non è ancora ultimato, manca un nome ma non si conosce la provenienza politica

Rovigo - Ascopiave informa di aver ricevuto, nella serata del 21 maggio 2014, le dimissioni di Bruno Piva, componente indipendente e non esecutivo del consiglio di amministrazione di Ascopiave, nonché componente del comitato controllo e rischi e del comitato per la remunerazione. Le dimissioni sono legate alla avvenuta redistribuzione degli incarichi e degli oneri di lavoro all'interno del Comune di Rovigo, di cui è sindaco, e quindi a vicende interne al Comune stesso. Nella lettera di dimissioni, Piva ha ringraziato i soci per la fiducia ricevuta e per aver avuto la possibilità di partecipare alla gestione della Società, della quale ha dichiarato di aver apprezzato la serietà, correttezza, competenza e professionalità dei suoi organi e dirigenti tutti. “Per quanto a conoscenza della società, Piva non detiene azioni di Ascopiave”.

“Dice tutto la nota stampa che Ascopiave ha inviato, il consiglio era a conoscenza della mia volontà di cambiare quindi nessuna novità”, ha affermato il primo cittadino. Ora nella assemblea del prossimo giugno sarà nominato come sostituto Claudio Paron. “Incarico che non è incompatibile con il ruolo di consigliere comunale l’unica differenza sta nel compenso, se Paron vorrà quello di Ascopiave si dovrà dimettere da consigliere comunale”. 

Intanto in quel di palazzo Nodari Piva si respira aria fresca e il vento di crisi sembra essere definitivamente scemato anche se qualcuno sostiene che se ne vedranno delle belle già da lunedì 26 dopo il voto in 34 amministrazione comunali della provincia e delle elezioni europee. “Il rimpasto di giunta non è ancora finito - chiarisce Piva - mi devono ancora dare un nominavo, sino a quel momento tutto sarà in evoluzione”. 

Insomma niente di trascendentale, sembra stia succedendo quello che per un paio di mesi si era annunciato. Piva ha messo in atto le azioni che sono state accordate. Una domanda sorge spontanea: perché ha aspettato tanto? La maggioranza si è stremata e divisa nell'attesa e la popolarità dell'amministrazione tra i cittadini è scesa sotto i tacchi. Cosa doveva accadere, ed evidentemente è successo, perché tutte le perle si infilassero nel filo della collana? 
22 maggio 2014
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