CULTURA ROVIGO L'intervista al musicista più visionario ed eclettico del Polesine: Carlo Tenan, diplomato in oboe, pianoforte e musica elettronica. Direttore d'orchestra che dirige senza partitura e che riscuote successo di critica e pubblico

L'enfant prodige è diventato un grande maestro

La musica l'ha respirata in famiglia da quando è nato e, fin da piccolissimo, ha messo in evidenza la sua passione per gli strumenti musicali. All'asilo suonava l'armonica a bocca tra lo stupore degli amichetti, e alle elementari, a Lendinara dove è nato, studiava musica nella banda locale di cui faceva parte. Un talento raro e precoce che Carlo Tenan sviluppa ulteriormente con gli studi al Conservatorio di Rovigo e poi in quello di Bologna diplomandosi, in successione, in oboe, pianoforte, direzione d'orchestra, composizione e musica elettronica. Polesano, classe 1969, Carlo Tenan inizia la sua brillantissima carriera a 20 anni quando entra come primo oboe nell'Orchestra del Teatro comunale di Bologna e poi in quella della Scala. L'incontro con Lorin Maazel è la svolta che segna l'avvio di un percorso costellato di successi come direttore d'orchestra. Tra le doti che gli vengono riconosciute: un senso infallibile del teatro, la magia di 'far accadere la musica' e viverla in diretta con gli strumentisti che guida con il continuo contatto visivo


 

Rovigo - La musica è una passione profonda e sentita in casa Tenan, a Lendinara, dove nasce Carlo, il 4 agosto 1969. E la musica è il filo conduttore di questo dialogo. 

Come e quanto la musica ha influito sulla sua vita? 
"Fin da piccolissimo avevo una vera passione per gli strumenti musicali. All'asilo suonavo l'armonica a bocca mentre gli altri bambini stavano ad ascoltare. Quando ero alle elementari studiavo musica con la banda del paese. La scuola media è stata quella del Conservatorio di Rovigo dove ho iniziato a studiare oboe per fare più presto, perché quello che desideravo veramente era dirigere. Poi ho studiato pianoforte per il gusto di suonare per conto mio. Quindi sono approdato alla direzione d'orchestra e alla composizione. La musica elettronica è arrivata più tardi". 

A 20 anni lei è già primo oboe dell'Orchestra del Teatro comunale di Bologna e poi della Scala.
"Sì, potevo già essere autonomo e indipendente, ma il mio obiettivo era dirigere. La prima esperienza è stata con una versione ridotta, per ragazzi, del Don Giovanni di Mozart, a Como. Esperienza ripetuta l'anno dopo con la versione normale dell'opera”.

Punto nodale del suo percorso nella direzione d'orchestra è stato l'incontro con Lorin Maazel.
"In effetti, in parallelo con l'incarico di primo oboe a Bologna ero impegnato a perfezionarmi nella direzione d'orchestra sinfonica, prima con Daniele Gatti e poi con Lorin Maazel. La direzione d'orchestra vera inizia con la collaborazione, in qualità di assistente alla preparazione, a produzioni sinfoniche e liriche dirette da Mtislav Rostropovitsch, George Pretre, Rafael Fruhbeck de Burgs e Antonio Pappano. La collaborazione con Lorin Maazel inizia nel 2002, dopo la partecipazione al 1° concorso internazionale per direttori d'orchestra Maazel/Vilar".  

Tra le doti che le vengono riconosciute c'è la capacità di memorizzare tutte le parti delle opere che dirige in modo da non aver bisogno di una traccia da seguire. 
"Quando dirigo devo avere un contatto visivo continuo con gli strumentisti, per dare gli attacchi al momento giusto e seguire direttamente tutto ciò che avviene. Cosa che non potrei fare se dovessi seguire una traccia. Non è un vero imparare a memoria, ma provare le parti sentendole passare attraverso se stessi". 

Il compositore che preferisce?  
"Le opere di Mozart sono quelle che mi hanno dato di più; il Don Giovanni, in particolare, è la mia preferita pur se ogni volta che dirigo sento che il mio lavoro consiste nel creare le condizioni perché la musica accada; si realizzi una magia che coinvolge tutti, pubblico compreso". 

C'è un tipo di musica che non ha vissuto come suo?
"Tutte le musiche che ho diretto, pur se all'inizio c'era poco feeling, magari perché erano di autori minori, con lo studio vi sono entrato dentro eliminando il confronto e il giudizio negativo. Per cui, ogni cosa che ho diretto, alla fine l'ho adattata a me".

Ha mai suonato al Sociale di Rovigo? 
"Sì, una volta molti anni fa. Era un concerto con i conservatori del Veneto con un programma di musiche di Gershwin e Tchaikowski".

Dalla musica classica alla musica elettronica, non è un accostamento insolito?
"La musica elettronica è un modo diverso di comporre ma con le stesse logiche della musica tradizionale, e questo vale anche per la musica etnica. Mi offre qualsiasi suono esistente e immaginario, tutti i colori del mondo per fare un quadro armonioso. Quello che mi interessa è la ricerca continua per essere sempre più consapevole di me e di quello che accade intorno per avere sempre l'opportunità di scegliere". 

Qualcosa che veramente non le piace?
"La musica commerciale, quella che viene imposta senza una giustificazione e martella i timpani per condizionare le scelte. All'opposto, la musica indiana etnica a volte mi fa impazzire perché ha una sua ragione d'essere, ha una tradizione, umanità, la storia di uno sviluppo, il valore di una preghiera". 

Di recente ha debuttato come direttore d'orchestra al Rossini opera festival, riscuotendo il successo che le è abituale. Quale sarà il prossimo impegno? 
"Il primo di settembre inizia la registrazione del nuovo disco del tenore Juan Diego Flores per la Decca international. Ad accompagnare Flores la Filarmonica Gioachino Rossini con la mia direzione. Si tratta di una raccolta di arie d'opera italiane".

Nato a Lendinara, in provincia di Rovigo, Carlo Tenan brucia letteralmente le tappe di quella che si può davvero definire una brillante carriera. Si forma al Conservatorio Venezze di Rovigo e poi a Bologna. Si diploma in oboe, pianoforte, direzione d'orchestra, composizione e musica elettronica. Il perfezionamento in direzione d'orchestra con Lorin Maazel e l'inserimento, unico artista italiano, nel primo concorso internazionale Maazel/Vilar segna la sua affermazione a livello internazionale.  Ha diretto alcune tra le più prestigiose orchestre del mondo: da quella dell'Accademia di santa Cecilia, alla Konzerhaus di Berlino; dall'Orchestra del Maggio musicale fiorentino alla Tokyo Philarmonic Orchestra. E' compositore di successo. La sua ricerca in campo musicale si allarga anche a generi non tradizionali come la musica elettronica o etnica come quella indiana. Dal 2000 ogni sua direzione è accompagnata dai commenti entusiasti della critica e dal consenso incondizionato del pubblico. 

28 agosto 2014
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