TRAGEDIA SUL LAVORO ADRIA (ROVIGO) Drammatico il bilancio di un incidente alla Coimpo durante il lavaggio di una cisterna dai fanghi. Anche due feriti gravi ricoverati in ospedale

Inferno a Ca' Emo, quattro morti per un nube tossica

Il luogo della tragedia. La Co.Impo srl di Ca’ Emo frazione di Adria (Rovigo)
Il tenente colonnello dei Carabinieri di Rovigo Andrea Firrinceli sul luogo del disatro
Tra ville e giardini 2018

Tragedia sul lavoro alla Coimpo di Ca' Emo, alle porte di Adria, dove questa mattina una nube tossica di ammoniaca ha stroncato quattro vite. Si tratta di tre polesani e di un camionista padovano. Due i feriti, gravi: un quinto operaio e un vigile del fuoco, impegnato nelle operazioni di soccorso, entrambi intossicati

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Adria (Ro) - La conta dei morti si è aggiornata alle 13.22, quattro ore dopo la nube tossica che questa mattina ad Adria si è portata via quattro vite.
Erano da poco passate le nove e mezzo quando alla Coimpo di Ca' Emo, azienda che si occupa della lavorazione di rifiuti speciali, si è improvvisamente sprigionata una nuvola di ammoniaca durante il lavaggio della cisterna con acido solforico, una reazione chimica che ha intossicato l'aria e i presenti nel raggio di una decina di metri.
Tre delle vittime sono polesane, un rodigino di Sant'Apollinare, Marco Berti, 47 anni, e due che risiedevano ad Adria: si tratta di Nicolò Bellato, 28 anni e Paolo Vallesella, 53 anni, tutti dipendenti della Co.Im.Po. Quest'ultimo, è stato rinvenuto senza vita a ore di distanza, accasciato nei pressi di una vettura che ne aveva nascosto il corpo ai soccorsi e a bordo della quale, con ogni probabilità, stava tentando una fuga disperata. La quarta vittima è invece un camionista esterno alla ditta, Giuseppe Baldan, 47 anni nato a Piove di Sacco residente a Campolongo, in zona per un carico per conto di un'azienda di Campolongo maggiore, nel veneziano.

I dettagli che emergono da una prima ricostruzione della vicenda sono davvero choccanti: il primo a trovare la morte sarebbe stato un operaio seguito subito dall'autista. Ad accorgersi che qualcosa non andava, da un rapido sguardo dato ai monitor interni, Bellato, impiegato amministrativo, che sarebbe uscito nel disperato quanto inutile tentativo di aiutare i colleghi. Del quarto cadavere si è detto: Vallesella, il più anziano ed esperto del gruppo, forse intuendo la tragedia, avrebbe cercato la fuga tentando invano di arrivare all'auto. 
Due invece i feriti, entrambi gravi, si tratta di un altro operaio, M. G., 41enne, di Adria, e di un vigile del fuoco: il primo, intubato, è stato ricoverato ad Adria mentre il secondo è stato portato d'urgenza Rovigo. Entrambi sono rimasti intossicati e i sanitari temono per la loro vita. 

Sul posto, sin dalla disperata richiesta d'aiuto - erano le 9.49 - c’erano i mezzi dei vigili del fuoco, personale di Spisal ed Arpav oltre alle ambulanza del 118, una delle quali è poi rimasta a supporto dei soccorsi. Nella mattinata sono sopraggiunti il prefetto Francesco Provolo, il questore Eugenio Russo, oltre al sindaco di Adria Massimo Barbujani. A coordinare le indagini, invece, il pm di turno della Procura di Rovigo Sabrina Duo', sul posto, che ha immediatamente aperto un'inchiesta; quanto al sito, è stato isolato e "sigillato" come una vera e propria scena del crimine dai carabinieri che allontanano i curiosi e i non addetti ai lavori.

 

Fr. Sac.

22 settembre 2014
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