RUGBY Tadhg Leader, il mediano d’apertura irlandese, potrebbe tornare a disposizione del Badia per cercare di ottenere la salvezza. Nicola Mazzuccato e Joe McDonnell verranno confermati alla guida del Progetto Polesine e della Monti Junior Rovigo

Per il professore l’Eccellenza è da riformare

Tadhg Leader potrebbe ritornare a Badia per le ultime partite di campionato
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Massimo campionato italiano, rugby giovanile, Massimo Brunello, Progetto Polesine, Badia, Villadose, il professor Luigi Costato (foto a lato) analizza la situazione ovale “La nostra idea è quella di riuscire a creare qui a Rovigo una scuola di rugby come, sia pure in altra epoca e con modalità diverse, avvenne con l’arrivo di Julien Saby. Avere a disposizione un tecnico straniero di uguale spessore sarebbe il primo passo verso questa direzione”.


Rovigo - Il “Progetto Polesine”, nato per coordinare e unire gli sforzi delle varie società della provincia, è sicuramente un’idea interessante. Avendo come obiettivo principale la formazione dei giovani è abbastanza normale che ci sia la necessità di avere tempi medio-lunghi per valutarne l’efficacia. Lo sottolinea lo stesso professor Luigi Costato che del “Progetto Polesine” è tra i sostenitori più importanti. “Il lavoro che stiamo facendo sta già fornendo indicazioni interessanti anche se sappiamo bene che non dobbiamo attenderci risultati concreti immediati – spiega Costato – Quello che possiamo notare è l’aumento del numero dei ragazzi che si avvicinano al rugby e la tendenza che vede Rovigo, grazie alla presenza dell’Accademia, diventare un polo di attrazione per i giovani di altre provincie. Sono segnali importanti sui quali dobbiamo lavorare per il futuro. Credo che gran parte del merito debba andare ai tecnici Nicola Mazzuccato e Joe McDonnell che stanno portando avanti un programma molto efficace.”

Verranno confermati anche per la prossima stagione?
“Certamente, anche perché il lavoro da fare non manca. Da qualche tempo nel “Progetto Polesine” è entrato a far parte anche il Monselice dove c’è un bel gruppo di giovani che stiamo seguendo direttamente con il nostro staff tecnico. La nostra idea è quella di riuscire a creare qui a Rovigo una scuola di rugby come, sia pure in altra epoca e con modalità diverse, avvenne con l’arrivo di Julien Saby. Avere a disposizione un tecnico straniero di uguale spessore sarebbe il primo passo verso questa direzione. I nostri allenatori, comunque, stanno facendo molto bene e una conferma l’abbiamo avuta di recente quando Geoff Moon (il tecnico neozelandese della mischia che è stato a Rovigo a dicembre, ndr) si è complimentato per il lavoro che stanno svolgendo e avendo parole di stima per McDonnell, definito un ottimo esperto della mischia.”

“Progetto Polesine” contiene anche la richiesta fatta alla Fir per diventare una franchigia provinciale. Come stanno le cose?
“Siamo in attesa di una risposta in questo senso. La questione più complessa da districare è quella degli scambi di giocatori tra le società che fanno parte della franchigia. Si sta studiando il problema tenendo in considerazione vari fattori, dall’età dei giocatori alla categoria nella quale verrebbero impiegati. C’è la volontà di porre dei limiti per non avvantaggiare questa o quella squadra. Dobbiamo ricordarci, però, che prima di tutto c’è l’interesse generale di aumentare il numero dei giocatori e il loro livello tecnico. E’ questo l’obiettivo che deve avere il rugby italiano se vuole crescere. E poi bisogna anche pensare a sbocchi diversi per i tanti ragazzi che escono dai settori giovanili.”

In che senso?
“Adesso dopo l’Under 18 per i migliori c’è il campionato d’Eccellenza, un torneo che è sempre meno attraente e dove militano alcune squadre che non hanno i mezzi tecnici adatti per questo livello. Questo rende difficile il lavoro di formazione dei giovani che vi approdano. Disputare partite dove si vince con 50/60 punti di scarto non aiuta a crescere. Si migliora solo giocando con i più bravi. Per questo servirebbe un’Eccellenza più competitiva, magari con un numero di squadre ridotto, che diventasse davvero una fucina di formazione. Qui in Polesine, ma credo accada anche altrove, c’è anche il problema dei ragazzi che dopo l’Under 18 hanno come sbocco la serie A o le categorie inferiori che comportano complicazioni “logistiche” per chi magari studia o lavora. Non è facile, infatti, fare i conti con spostamenti, impegni e orari che non coincidono. Succede così che più di qualcuno abbandoni il rugby. Dobbiamo fare in modo che non succeda.”  

Parliamo dell’Accademia Under 18, una realtà che lei ha fortemente voluto a Rovigo. Come va?
“In effetti si tratta di un esperimento che ho richiesto alla Federazione perché credo che ogni società dell’Eccellenza debba avere in loco un’Accademia. Non dimentichiamo che in questo gruppo ci sono una ventina di giocatori rodigini, ai quali si aggiungono quelli provenienti da altre provincie. Anche qui non è possibile pretendere subito dei risultati, però le convocazioni di tre nostri ragazzi con la nazionale Under 17 rappresenta un segnale positivo. Sono convinto che in futuro le cose andranno sempre meglio.”

Il tecnico dell’Accademia Under 18 di Rovigo è un rossoblù “doc” come Massimo Brunello. Più di una voce lo dà in partenza per la panchina del Calvisano. Lei che ne pensa?
“Brunello ha un rapporto professionale con la Federazione e sta a lui scegliere il suo futuro. Non tocca certo a me decidere su questo. Personalmente preferirei restasse a Rovigo e credo pure che lo stesso Brunello, per ragioni anche familiari, voglia la stessa cosa. Però lui ha scelto la carriera di allenatore e davanti a certe proposte professionalmente importanti è giusto fare tutte le valutazioni del caso.”

Come stanno andando il Badia e il Villadose, due società che fanno parte del “Progetto Polesine”?
“Il Badia sta cercando di salvarsi e mi auguro che riesca a raggiungere questo obiettivo. Purtroppo rispetto alla passata stagione sta pagando la partenza di qualche giocatore, tra tutti l’apertura Berchesi, un giocatore che l’anno scorso era stato fondamentale per la promozione. La squadra è stata anche sfortunata perché il giocatore che era stato individuato per sostituirlo è arrivato a Badia Tadhg Leader, già infortunato tanto che dopo poco è tornato in Irlanda. Adesso è guarito e probabilmente potrebbe tornare in Italia per dare una mano alla squadra a restare in Serie A. Il Villadose, invece, mi pare stia facendo un buon campionato, considerato che c’è stato un ringiovanimento della squadra. C’è anche una crescita del settore tecnico con la presenza di nuovi allenatori.”

Un’ultima domanda. L’ex presidente del Rovigo, Susanna Vecchi, è stata condannata, come responsabile legale della società rossoblù, per non aver pagato un’imposta. Che commento si sente di fare?
“Non voglio entrare nel merito della vicenda. Dico solo che chiunque si sia occupato della Rugby Rovigo merita un ringraziamento per ciò che ha fatto a favore della società. Credo che ognuno abbia fatto del proprio meglio, qualcuno anche impegnandosi economicamente, sapendo che le soddisfazioni sarebbero state ben poche. Negli ultimi anni la società ha vissuto momenti difficili e situazioni complicate. Da tre stagioni, però, si è creata una struttura sociale solida che sta garantendo una gestione attenta, ma è sempre più faticoso trovare le risorse necessarie.”

Roberto Roversi

 

4 marzo 2015
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