NOMINE PER POLARIS ROVIGO Cristina Caniato del Movimento 5 stelle controreplica a Matteo Zangirolami, ritenendo di non avergli mancato di rispetto

"Per gestire i rifiuti speciali serve un professionista che ne abbia l’esperienza"

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Cristina Caniato dopo l’attacco a Matteo Zangirolami che ha preteso delle scuse, spiega meglio "che cosa non va giù al Movimento 5 stelle” dei modi di fare della politica, e ribadisce perché il nome di Matteo Zangirolami, ma anche quello di qualsiasi altra persona priva di un curriculum professionale specifico abilitato per l’argomento in questione, i rifiuti speciali, non va bene



Rovigo - Niente scuse perché non ritiene di aver mancato di rispetto ma c’è la volontà di spiegarsi meglio. Cristina Caniato, coordinatrice del Movimento 5 stelle Rovigo, ora controreplica a Matteo Zangirolami, ex assessore di Bruno Piva e eletto in consiglio comunale dai rodigini per quattro mandati di fila ora in “pausa” per un giro di amministrazione, che le scuse le aveva chieste (leggi articolo) perchè si era sentito attaccato nella propria onorabilità in un primo intervento (leggi articolo). Un confronto giunto dunque al terzo episodio. "Quello che mi attribuisce, signor Zangirolami, è fonte di sue interpretazioni non certo frasi e quindi mie illazioni - esordisce Caniato -. Giocare con le parole fa sicuramente parte dell’abilità di un politico navigato, lei stesso infatti dichiara di far politica da circa un ventennio, ma, mi dispiace, non è riuscito nell’intento di stravolgere quanto ho affermato. Pertanto non vedo di cosa dovrei scusarmi visto che non le ho mancato in nessun modo di rispetto. Ma visto il suo risentimento, la cortesia che mi appartiene ed il valore semantico e sintattico delle parole, provo a fare chiarezza”.

"Mi chiede di dirle - scrive la pentastellata - in quali affari lei avrebbe garantito la spartizione quando io invece ho affermato che il suo nome e quello del signor Paulon indicano spartizioni di interessi rivendicati da lobbies politiche: come da lei confermato, il suo schieramento politico è indubbio. Ma se ancora non le fosse chiaro che cosa intendessi, per spartizione, ulteriormente specifico: l'assegnazione di posti chiave per l'amministrazione delle attività fondamentali per la vita di una città e dei cittadini ad esponenti di diverse appartenenze partitiche che hanno contribuito al successo elettorale. Non ho mai affermato che lo avesse chiesto lei né tantomeno il signor Paulon, l'ho appreso dalla stampa di qualche giorno fa (non mea sponte). Per inciso, aggiungo che non mi sembra di aver letto in merito alcuna sua smentita quando si ventilavano le nomine in questione, ma qualora lo avesse fatto ammetto la mia disattenzione".

Caniato spiega come tutto il sistema di attribuzione dei posti come si è usato nella politica sia inviso ai 5 stelle, a Grillo e company piace molto di più il “tecnico". "Vede, quello dell’assegnazione di posti e ruoli su indicazione dei partiti o gruppi, in base ai risultati elettorali, è una pratica alla quale proprio non riusciamo ad abituarci e non certo per ideologia. Riteniamo che la valutazione dei curricula e delle esperienze professionali specifiche per i ruoli di assessore e funzioni di gestione delle partecipate, sia fondamentale perché il solo requisito di saper amministrare è condizione necessaria, ma non sufficiente. Così come cozza con il nostro principio, che sta iniziando ad essere condiviso anche al di fuori del Movimento 5 Stelle, la durata della carriera politica che secondo noi deve terminare dopo due mandati, mentre lei ne ha fatti addirittura quattro".

"Tornando quindi alle competenze, io non ho ’contestato’ il suo curriculum vitae, non mi permetterei mai, io sono fortemente preoccupata del fatto che per quanto sopra menzionato, un ruolo delicatissimo come la gestione di una società che tratta appunto, non immobili, ma rifiuti speciali, possa andare a lei ma uguale sarebbe se andasse a me che mi occupo di contabilità e gestione di aziende, ma, mi permetta signor Zangirolami, lei metterebbe un diplomato all’alberghiera che fa il maître d'hotel a ‘dirigere' la sua immobiliare? Indico la nobile professione del maître perché la ritengo, a mio avviso, la più lontana dall’attività immobiliare, la locuzione è d'obbligo... di questi tempi non si sa mai".

La conclusione: "Ora, dopo aver letto la sua replica, sono ancora più preoccupata del fatto che lei si fa forte, ritenendosi quindi in grado anche di poter trattare rifiuti speciali, della sua capacità ed esperienza di amministratore maturata in quattro legislature. Non so se la sua è incoscienza o grande coraggio, io sinceramente questo coraggio non ce l’ho". 

11 luglio 2015
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