SPETTACOLO ROVIGO Stanze, andato in scena il 2 ottobre al Ridotto, è un esempio di contaminazione delle arti. Rivivere la sofferenza per ritrovare se stessi: il messaggio della giovane rodigina Alessandra Rigolin

Il percorso interiore di Alessandra diventa magia per tutti

Confartigianato Polesine 11 dicembre 2018

Dalla fotografia di paesaggio all'autoritratto, all'isolamento ed al silenzio per ritrovare il proprio io, strapparlo da un groviglio di sofferenza e restituirlo alla vita. Il progetto di Alessandra Rigolin, abbozzato nella mente e delineato dalle sue parole, prende forma con il suono, il movimento dei corpi, le scene che raccontano. Nascono le ''Stanze', percorso di recupero iniziato dalla scomposizione dell'essere per toccare la radice della sofferenza. Una dopo l'altra, le porte delle stanze si aprono, la sofferenza si scioglie e la protagonista ritrova la serenità di bambina fra le braccia della mamma. Al Ridotto del Sociale la prima rappresentazione di un testo che prefigura sviluppi interessanti



Rovigo - Uno spettacolo breve, tre quarti d'ora in tutto, e dentro tutta l'angoscia di un periodo di sofferenza che ha scardinato attese e speranze, che ha messo in crisi la stessa identità della protagonista. Un dramma vero, vissuto personalmente, da cui Alessandra Rigolin, autrice e interprete della rappresentazione e del commento vocale, ha cercato di sottrarsi andando a ritroso, un passo alla volta, nella disperazione che la attanagliava, le frustrazioni per aver perduto tutto ciò che aveva sognato di essere, di divenire. 'Stanze', è stato rappresentato al Ridotto del teatro Sociale, qualche sera fa, in tre momenti successivi -  data la sua brevità - per una quarantina di spettatori alla volta. Azione scenica e danza si sono susseguite sulla traccia del testo letto - fuori campo - dall'attore Luigi Marangoni. Attori della performance: Letizia Piva, Vito Alfarano, Thierry Parmentier, Fabula Saltica.

"Chi siamo? Dove stiamo andando?” dice la figura vestita di bianco issata su un piedistallo, che accoglie il pubblico all'ingresso emettendo profondi respiri. "Le 'Stanze' vi aspettano: sarete chiusi dentro per trovare la vostra identità". Si sale al primo piano dove sul pavimento giace, inerte, un giovane in pantaloncini rossi e la maglietta sollevata a coprire la testa e il viso. Lentamente comincia a muoversi, poi si rotola e si agita con frenesia mentre in una parte buia della sala una giovane donna è immobile, piegata sopra un pianoforte. "Bisogna morire per rivivere" pronuncia la voce fuori campo. "Bisogna entrare in se stessi e sedersi a guardare il proprio passato, chi si era. Frantumate tutte le parti del proprio corpo, esaminarle dentro i pezzi di uno specchio rotto, ritrovare le emozioni e arrivare al profondo del proprio essere, davanti a quelle stanze che racchiudono quello che eravamo e abbiamo perduto". 

Davanti al pubblico appare una figura che trascina un carrettino con delle sagome di angioletti. Ne prende in mano uno e lo accarezza. Poco dopo dal buio emergono le porte delle stanze che si aprono in sequenza mostrando le angosce che svaniscono, le maschere che liberano i lineamenti del volto, le fotografie ricomposte dai brani strappati. La sala torna a illuminarsi e davanti alla donna accanto al pianoforte si stagliano una ragazza giovane e una donna adulta. Danzano lontane e separate; per gradi si avvicinano fino a danzare l'una accanto all'altra. Si prendono per mano e ritrovano il legame di affetto che le univa: una mamma e la sua bambina che l'abbraccia e bacia con amore. 

Necessario un confronto con l’ideatrice, Alessandra Rigolin, per capire. "Ho iniziato a fotografare paesaggi, ma, ben presto, ho percepito che non mi rappresentavano. - le prime parole di Alessandra al telefono - Ho cominciato, così, a fotografare me stessa per mostrarmi e vedermi, per capire chi sono. Mi serviva, però, qualcuno che mi aiutasse a trovare il 'come'. Ho iniziato a mettere sul mio tavolo gli oggetti della mia quotidianità, le foto dell'albo di famiglia che mi rappresentavano, che rappresentavano tutte le donne che stavo vivendo. Avevo la necessità di ritrovare me stessa ma per farlo dovevo arrivare al punto più difficile: per rinascere dovevo 'morire', mi sono quindi, in qualche modo, tagliato il collo e ho affrontato tutti i miei soffocamenti, donandomi totalmente. Avevo bisogno di silenzio. Per un anno ho vissuto in casa da sola per toccare le mie angosce. Ho frammentato la mia donna in tutte le mie donne; ho vissuto Alessandra come bambina, madre, figlia, sposa. Per riuscire a mostrarmi dovevo vivermi, toccare le mie angosce, riviverle per metabolizzarle e superarle. Dovevo capire chi ero e ritrovare la bambina che era in me, quella che baciava la mamma nell'ultima foto esposta nell'atrio del Ridotto. Ho guardato le foto, le ho toccate, strappate, ricucite; con lo strappo ho aperto le porte delle mie donne, rimaste chiuse fino ad allora. Strappata la prima foto ho ricominciato a respirare e sono riuscita ad andare avanti perchè le donne che stavo vivendo appartenevano al passato, non c'erano più e la sofferenza era vinta. Le sei foto esposte nell'entrata del Ridotto rappresentano tutto questo, ciascuna un momento determinante per ritrovare la mia identità. La materia è lo strumento per dare voce ai miei silenzi. Adesso l'unica vera bussola che seguo sono io stessa" ha concluso. 

Entusiasta l’assessore alla cultura Andrea Donzelli: “E' stato realizzato un evento di contaminazione delle arti per far vivere allo spettatore un'esposizione fotografica insolitamente ricca ed emozionante. Il talento di Alessandra Rigolin, che si esprime principalmente tramite la fotografia, è basato sul suo percorso interiore, sulla sua sensibilità di somatizzare esperienze e trasformarle in un messaggio che ci arricchisce. Secondo me Alessandra è dotata di un grande talento, ed ho potuto percepire le emozioni del pubblico che ha stipato tutti e tre i turni di questo evento. Se il buongiorno si vede dal mattino sentiremo parlare molto di Alessandra Rigolin".

Lauretta Vignaga

7 ottobre 2015
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

DOMINA fuori tutto

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento