GESTIONE RIFIUTI ROVIGO Dal Consorzio Rsu il grido di allarme: condotta diffamatoria che blocca i lavori della nuova discarica. Il parere di Raffaele Cantone presidente della Autorità Nazionale Anticorruzione e di Ivaldo Vernelli, consigliere comunale M5s

Bergamin - Tescaroli, si accende la sfida

DOMINA fuori tutto
Mentre il sindaco di Rovigo non si muove di un millimetro da quella che afferma essere una “condotta normale di un amministratore che parla per atti e non per pareri, ovvero quello della revisione di un progetto che prevederebbe il conferimento di almeno 30.000 tonnellate annue di rifiuto proveniente da fuori bacino, confermando la necessità della bonifica del sito inquinato di Villadose”, è dei primi giorni di ottobre la comunicazione del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione - Vigilanza contratti pubblici, Raffaele Cantone


Rovigo - Lo scenario prospettato dal Consorzio Rsu tramite l’Ente di bacino del liquidatore Pierluigi Tugnolo e l’Azienda speciale del legale rappresentante Nereo Tescaroli è che l’eventuale futura mancata erogazione del contributo regionale per la bonifica della vecchia Taglietto 1 e la costruzione della nuova discarica saranno da imputare proprio a Massimo Bergamin, Federico Simoni di Adria ed Ivaldo Vernelli, consigliere comunale di Rovigo e capogruppo dei Cinquestelle del capoluogo, colpevoli di aver espresso giudizi di nettissima contrarietà all’opera.

La questione sollevata dal Consorzio sarebbe la mancanza di titolo per interferire sulle opere, osservazione che nasce dal fatto che l’opera viene da “lontano” se non fosse per il piccolo e contingente dettaglio che i costi sarebbero oggi da anticipare alla stazione appaltante, ovvero all’Azienda speciale del Consorzio, da parte dell’azienda Ecoambiente srl di cui il Comune di Rovigo detiene tra partecipazione diretta ed indiretta il 75% delle quote. Su questo scenario insiste il Consorzio considerando che l’investimento non sarebbe fatto dai soci di Ecoambiente, ma da tutti i contribuenti tramite la tariffa e per questo motivo l’accantonamento delle risorse per il saldo lavori già appaltati non sarebbe completamente necessario.

Proprio sugli aspetti legati al finanziamento e saldo delle opere pubbliche, di seguito un estratto della nota del 6 ottobre 2015 dell’Autorità nazionale anticorruzione a firma del presidente Raffaele Cantone, che è pubblicata, per ovvia trasparenza, in forma integrale sul sito del Garante dal giorno successivo al deposito presso la segreteria del Consiglio.

“Pagamento dei lavori pubblici finanziati in tutto o in parte da soggetti esterni

E’ stata segnalata all’Autorità la circostanza che in diversi bandi di gara relativi all’affidamento di lavori pubblici viene inserita una clausola che subordina i pagamenti dovuti all’impresa esecutrice all’ottenimento di finanziamenti da parte di soggetti terzi (es. finanziamenti derivanti da fondi europei) ovvero a risorse non ancora a disposizione - quanto meno in termini di cassa - da parte della stazione appaltante.

Come noto, il principio di buon andamento di cui all’art. 97 Cost. unitamente alle previsioni dell’art. 81 Cost. impone che i provvedimenti comportanti una spesa siano adottati soltanto in presenza di idonea copertura finanziaria. …  possono effettuare spese solo se sussiste l'impegno contabile registrato sul competente programma del bilancio di previsione e l'attestazione della copertura finanziaria … 

Pertanto, la stazione appaltante ha l’onere di verificare ex ante la sostenibilità finanziaria degli interventi che intende realizzaregarantendone la permanenza anche in fase di esecuzione, coerentemente a quanto previsto nel bando di gara che … deve contenere, tra l’altro, le informazioni … relative alle modalità essenziali di finanziamento e di pagamento e/o riferimenti alle disposizioni in materia. 
… 
Si rileva, infine, che la previsione di termini e modalità di pagamento incerti, in quanto legati a finanziamenti ottenuti, ma non ancora erogati, oltre a non poter garantire la tassatività dei termini di pagamento prescritta dal diritto comunitario e nazionale, genera problematiche connesse alla sostenibilità della partecipazione alle gare stesse da parte dei soggetti privati, riducendone gli incentivi ed alterando, in tal modo, le condizioni di concorrenza sul mercato”. 

Se Bergamin, anche alla luce di questa nota che non suggerisce, ma impone, l’accantonamento delle risorse in fase preventiva (ex ante, non a posteriori) anche di quanto soggetto a contributo pubblico, continua ad affermare di seguire una “condotta normale di un amministratore che parla per atti e non per pareri, ovvero quello della revisione di un progetto che prevederebbe il conferimento di almeno 30.000 tonnellate annue di rifiuto proveniente da fuori bacino, confermando la necessità della bonifica del sito inquinato di Villadose” e non intende replicare al socio di Ecoambiente Consorzio, Ivaldo Vernelli non risparmia critiche.

“Uno scenario divertente - afferma Vernelli - non sono un ragazzino di primo pelo, e sto valutando di agire di conseguenza. Non accetto questo genere di velate minacce o intimidazioni. Apprendo oggi che Pierluigi Tugnolo avverte che in settimana partiranno le denunce contro il sindaco di Rovigo , il vice di Adria e contro di me. Ottimo: ci vedremo in tribunale. Basta che al Consorzio Rsu la smettano di pagare le spese legali con i soldi pubblici: combattiamo ad armi pari”.

“Con i soldi pubblici possono pagare consulenze di parte di prestigiosi studi legali - continua il Cinquestelle Vernelli - utilizzati da veri e propri colossi come per esempio Hera. Uno scenario già visto in quel di Trieste dove lo studio del professore Giuseppe Caia si occupa di smaltimento rifiuti per una controversia tra Comune di Trieste e l’azienda affidataria del servizio AcegasApsAmga.
Nella lettera che la dirigente comunale ha inviato al luminare si legge di un accordo con AcegasAps per inserire il compenso previsto per il professionista (16.000 euro iva compresa) in una posta specifica del piano economico finanziario per il servizio di raccolta rifiuti 2013”.

“Appare evidente a chiunque - conclude il consigliere comunale - che esiste una sproporzione inaudita tra la difesa e le disponibilità dell’attacco nei confronti del cittadino che legittimamente esprime la propria opinione, a maggior ragione se ne ha il dovere ricoprendo incarichi di rappresentanza elettiva come il sottoscritto.
Il direttore del consorzio deve rispondere ad una semplice domanda: aveva o no la disponibilità finanziaria prima di far indire la gara d’appalto per la realizzazione dei lavori? Siamo al paradosso, uno scenario allucinante dove chi esprime le proprie opinioni dovrebbe essere condannato a pagare ciò di cui è inadempiente l’accusa, ovvero la provvista finanziaria, prevista per Legge, preliminare ai lavori”.

L’operazione sembrerebbe essere tesa ad inasprire il dialogo tra i soci di Ecoambiente in vista della prossima assemblea dei soci prevista per il prossimo giovedì 29 ottobre in cui il Comune di Rovigo è chiamato a ricostituire l’organo di governo di Ecoambiente oggi monco dopo le dimissioni del consigliere Anna Rubello.
27 ottobre 2015
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