EVENTI CEREGNANO (ROVIGO) Domenica 1 maggio alle ore 11 si terrà l’inaugurazione del museo de “La Boje”, il primo movimento sindacale d’Italia nato nella frazione di Pezzoli 

Tutto pronto per l'atteso taglio del nastro

Tra ville e giardini 2018

Verrà ricordata la rivolta di Pezzoli che trovò l'adesione di 40mila braccianti, domenica 1 maggio con l’inaugurazione del museo de “La Boje”, il primo movimento sindacale d’Italia nato proprio nella frazione di Ceregnano nel 1884. Il museo è all’interno delle ex scuole elementari, ristrutturate con 250mila euro 


 

Ceregnano (Ro) - Giorni di fermento e ultimi preparativi a Pezzoli, frazione del comune di Ceregnano, che vedrà domenica 1 maggio alle ore 11 l’inaugurazione del museo de “La Boje”, il primo movimento sindacale d’Italia nato proprio a Pezzoli nel 1884. 

Alla cerimonia parteciperanno oltre al sindaco Ivan Dall’Ara e lo storico Vittorio Tomasin, il delegato del Vescovo per la benedizione, i cori “Berretto Frigio” e “Virgilio Stocco”, nonché vari rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Ci sarà anche una rappresentazione. La “Boje” (testo ideato da Antonella Bertoli) sarà recitata e cantata da alcuni abitanti di Pezzoli, dalla vicesindaco Elena Dall’Oco e dai volontari dell’associazione “Amici Insieme”, per rievocare le ragioni della rivolta di fine ‘800.  Erano anni di sfruttamento e malnutrizione, la pellagra (malattia causata dalla carenza o dal mancato assorbimento di vitamine del gruppo B) devastava i volti e portava le persone alla pazzia. 

Quando i fiumi, l’Adige nel 1882 e il Canal Bianco-Tartaro-Castagnaro nel 1883, allagarono i campi della pianura distruggendo le coltivazioni, i braccianti scesero in sciopero che allora era proibito, domandando paghe più alte. Il presidente del consiglio Depretis dichiarò che non si poteva spostare il profitto dal capitale al lavoro. 

Alla fine, la rabbia a forza di bollire esplose in rivolta aperta: “La boje, la boje, de bòto la va de sora!” (Bolle, bolle, tra poco straborda cioè la rabbia esplode come l’acqua fuoriesce dalla pentola quando bolle): 40mila braccianti incrociarono le braccia e il governo mandò i carabinieri nelle campagne a sedare la rivolta. 

Il museo, è all’interno delle ex scuole elementari, ristrutturate e restaurate grazie ad un finanziamento del Gal di 200mila euro e della Regione Veneto, di circa 50mila euro, ottenuto dall’attuale amministrazione comunale.

29 aprile 2016
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