CULTURA ESTE (PADOVA) Sabato 18 giugno dalle ore 20 la rodigina Alessandra Rigolin presenterà una nuova performance ispirata al progetto fotografico “Stanze" questa volta con un one woman show dedicandosi da sola a fotografia, testo e interpretazione

Stanze diventa un one woman show

Confartigianato Polesine 11 dicembre 2018

Un dramma vero, vissuto personalmente, da cui Alessandra Rigolin in soli 45 minuti ha cercato di esprimere andando a ritroso, un passo alla volta, nella disperazione che la attanagliava, le frustrazioni per aver perduto tutto ciò che aveva sognato di essere, di divenire. “La materia è strumento per dare voce ai miei silenzi. Adesso l’unica vera bussola che seguo, sono io” conclude Alessandra che farà rivivere si suoi spettatori presso la chiesetta di San Rocco ad Este il suo stesso intenso percorso attraverso una piena forma d’arte


 

Este (Pd) - Alessandra Rigolin accompagnerà il pubblico ad entrare nel luogo dove ognuno ha timore di andare: dentro se stessi. Sabato 18 giugno alle ore 20, alle 21 e alle 22 alla chiesetta di San Rocco ad Este, la Rigolin presenta il progetto fotografico Stanze con l’aiuto della voce di Luigi Marangoni e le musiche di Lodovico Einaudi.

La performance aprirà le porte che daranno vita ai propri “soffocamenti", alla morte interiore, alla rinascita. Un viaggio cosciente verso la verità. La voce di Luigi Marangoni accompagnerà gli ospiti attraverso lunghi corridoi che porteranno ad aprire le porte delle stanze. Alla fine si uscirà con una nuova coscienza di sé. La presenza di Alessandra sarà costantemente sulla scena, a differenza della prima performance dove era solo una comparsa.

Alessandra Rigolin nata a Lendinara nel 1976, seguendo un percorso autodidatta, si avvicina allo studio della pellicola in camera oscura e allo sviluppo di tecniche alternative. Fotografa sé stessa per la prima volta nel 2012, quando frequenta il Masterclass di Enrico Bossan. Durante il suo percorso ha incontrato diversi artisti che hanno contribuito alla formazione di ciò che Alessandra è oggi. “Stanze” il suo primo vero spettacolo al quale si rifarà quello attuale è andato in scena il 2 ottobre al Ridotto, è un esempio di contaminazione delle arti, riprende sempre lo stesso messaggio: rivivere la sofferenza per ritrovare se stessi (LEGGI ARTICOLO).

L’artista con l’intento di ricordare questo spettacolo ed invitare a partecipare al prossimo ha lasciato un video esemplificativo del suo modo di lavorare, criptico ma pur sempre in grado di esprimere l’essenza del suo progetto (LEGGI ARTICOLO). “Fotografare me stessa per mostrarmi e vedermi, per capire chi sono. Ho iniziato a mettere sul tavolo gli oggetti della mia quotidianità, - spiega Rigolin - le foto dell’album di famiglia che mi rappresentavano, che rappresentavano tutte le donne che stavo vivendo. Avevo la necessità di trovare me stessa, ma per farlo dovevo arrivare al punto più difficile: per rinascere dovevo morire dentro, ho affrontato tutti i miei soffocamenti, donandomi totalmente. Avevo bisogno di silenzio. Per un anno ho vissuto sola per toccare le mie angosce. Ho frammentato la mia donne in tutte le mie donne; ho vissuto Alessandra come bambina felice, come donna desiderosa di essere sposa e madre, donna distrutta dai sogni infranti. Per riuscire a mostrarmi dovevo vivermi, toccare le mie angosce, riviverle per metabolizzarle e superarle. Dovevo capire chi ero e ritrovare la bambina felice che era in me, quella che baciava la mamma. Ho guardato le foto, le ho toccate, strappate, ricucite; con lo strappo ho aperto le porte delle mie donne, rimaste chiuse fino ad allora. Strappata la prima foto ho ricominciato a respirare e sono riuscita ad andare avanti perché le donne che stavo vivendo appartenevano al passato, non c’erano più e la sofferenza era vinta. La materia è strumento per dare voce ai miei silenzi. Adesso l’unica vera bussola che seguo, sono io”.

L’ingresso è di 10 euro e la prenotazione è obbligatoria al telefono 388 6370013.

17 giugno 2016
Studio legale Fois 468x60




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