POLESINE ACQUE ROVIGO Il progetto di fusione tra Polesine Acque e Centro Veneto Servizi continua e verrà depositato in Camera di commercio. L’assemblea intercomunale dei soci ha votato favorevolmente. 10 comuni astenuti tra cui il capoluo

Il 70% dei nostri sindaci vota per svendere la nostra acqua

Musikè Fondazione Cariparo 730x90 istituzionale - post evento

Il documento con il progetto di fusione tra Polesine Acque e Centro Veneto Servizi sarà depositato in camera di commercio: lo ha deciso l’assemblea intercomunale dei soci che dopo aver ascoltato l’illustrazione sulla due diligence industriale e tariffaria finalizzata all’operazione di aggregazione delle società Centro veneto servizi e Polesine acque ha dato voto favorevole all’operazione. Astenuti 10 comuni tra cui il capoluogo, assenti invece Castelgugliemo, Giacciano Con Baruchella e San Bellino. Frattura tra i sindaci di Forza Italia con Angela Zambelli favorevole, Luigia Modonesi contraria. Per Antonio Laruccia lo statuto della futura società “è una aberrazione”



Rovigo - L’astensione dei comuni di Gavello, Calto, Stienta, Castagnaro, Ficarolo, Fiesso Umbertiano, Villanova Marchesana, Trecenta, Gaiba e Rovigo all’assemblea intercomunale dei soci di Polacque non è riuscita a far sì che il progetto di fusione tra la società rodigina e Centro Veneto Servizi non venisse depositato in camera di commercio.

La maggioranza dei soci infatti, circa il 70%, assenti all’assembla i comuni di Castelgugliemo, Giacciano con Baruchella e San Bellino, nella giornata di martedì 18 ottobre ha approvato la deposizione in Camera di commercio del progetto di fusione tra la società rodigina e quella padovana. Nonostante l’illustrazione da parte di Alessandro Bernardini dello studio Soatto e Cortellazzo di Padova sulla due diligence industriale e tariffaria finalizzata all’operazione di aggregazione delle società centro veneto servizi e Polacque del 19 settembre 2015, molti amministratori o loro delegati hanno espresso dubbi e perplessità sulle tempistiche affinché possa essere modificato ed approvato il progetto, ma anche sulle procedure di votazione di esso. Tra questi il comune veronese di Castagnaro ed i polesani di Fiesso Umbertiano e Trecenta con i sindaci Luigia Modonesi ed Antonio Laruccia. 

Fiducia invece a prescindere dai dubbi e della perplessità da parte del comune di Lusia con il primo cittadino Luca Prando, del comune di Polesella con Leonardo Raito che assieme alla collega di Crespino Angela Zambelli ed al vicesindaco di Adria Federico Simoni, hanno parlato di questo progetto come una opportunità per la comunità fino al primo cittadino di Canaro Nicola Garbellini che ha dato il suo parere favorevole auspicando comunque ad una partecipazione condivisa da tutti i sindaci. 

Modifica invece il proprio parere contrario il comune di Rovigo, che detiene il 16,91% delle quote, in merito al progetto di fusione, astenendosi dal voto ma di fatto non cambiando lo stato delle cose. “Il Comune attraverso gli uffici non ha avuto modo di valutare coscientemente gli effetti dell’operazione poiché le carte contenenti i dettagli relativi alla fusione sono arrivate tardi” spiega Susanna Garbo in rappresentanza del sindaco Massimo Bergamin ed aggiunge : “In merito alla bozza di statuto invece il voto sarà contrario perché impedisce la tutela della cittadinanza” a differenza di quanto hanno sostenuto poco prima i colleghi Raito e Zambelli. 

L’approvazione del primo punto all’ordine del giorno è avvenuta singolarmente con esito favorevole come anche il secondo sul piano economico finanziario 2016-28 di Polesine Acque del 16 settembre 2016 finalizzato all’operazione di aggregazione e presa d’atto del piano economico finanziario 2016-18 di Cvs oltre che il sesto sull’illustrazione delle bozza di progetto di fusione che hanno visto sempre l’astensione dei soliti 10 comuni ed il voto favorevole degli altri.

Il valore di concambio nella nuova società per i comuni della provincia di Rovigo è stato fissato dallo studio incaricato da Cvs per la fusione in circa il 23%, ovvero i comuni polesani vedranno ridotte di 3 quarti le proprie quote di rappresentanza, la bassa padovana invece governerà la nuova società forte del 77/78% delle quote (LEGGI ARTICOLO).

L’assemblea sarà convocata il 26 ottobre alle 14.30.

18 ottobre 2016
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento