RUGBY PRO12 Zebre di Parma senza risorse e vittime di un cortocircuito diventato insostenibile. La città non risponde e l’esperimento celtico sembra sull’orlo del baratro

Titoli di coda di un progetto mai decollato 

Gavello convegno

C’è poco da stare allegri, la situazione sembra esplosiva, a Parma il presidente delle Zebre ha annunciato che se entro febbraio non arriva un sostegno concreto del territorio, la società potrebbe valutare di “riassegnare il titolo sportivo”. Tradotto: si chiude, anzi si trasloca con tutta probabilità.


Parma - “Abbiamo come obiettivo futuro quello di vincere il Guinness Pro12 e ce la possiamo fare, nonostante le difficoltà del momento. Per questo motivo puntiamo molto sul sostegno delle realtà economiche locali entro la fine del mese di febbraio, altrimenti potrebbero sorgere problemi. Senza un’adeguata sostenibilià economica la Federazione Italiana Rugby potrebbe valutare di riassegnare il titolo sportivo, non permettendoci continuare a partecipare a questi importanti tornei europei”. Le parole sono del presidente delle Zebre Stefano Pagliarini, una conferenza stampa organizzata il 10 gennaio 2017 con le istituzioni locali per lanciare un appello, ma di fatto si traduce in autogol. Per vincere il Pro12 servono non meno di 10 milioni di Euro, ma se già a febbraio la società annuncia di essere alla canna del gas, francamente non si capisce di cosa si stia parlando. Vogliamo immaginare che siano frasi di circostanza, ma essere all’ultimo posto di un torneo (quello celtico) e dichiarare di volerlo vincere in futuro, è quantomeno azzardato. E' chiaro che in discussione non c'è lo staff tecnico con Gianluca Guidi in testa, e neppure gli atleti, che stando a quanto emerso, non se la stanno passano troppo bene. Parma non è una città che vive di rugby, ma per il calcio. E' una bella piazza, ma la struttura della cittadella ovale sembra più una cattedrale nel deserto. Noceto, in questo momento, offre più garanzie di una franchigia federale la cui sostenibilità economica non è garantita dal territorio. Meglio migrare.

In questo momento nello sport è difficile trovare sponsor, se poi si è ultimi in classifica e con il bilancio in rosso, è quasi impossibile. Eppure alla conferenza stampa sulla cui utilità nutrimao forti dubbi, vi hanno preso parte il presidente della Provincia Filippo Fritelli, l’assessore allo Sport del Comune di Parma Giovanni Marani, il consigliere regionale Alessandro Cardinali, e il consigliere della Fir Stefano Cantoni e rappresentanti delle categorie economiche del parmense (poche), oltre al numero uno delle Zebre.

Iniziativa sicuramente nata con i migliori auspici (ma tardiva), ma sembrano più dei titoli di coda. Le ipotesi sono diverse, fino a due anni avremmo scommesso su un trasferimento della franchigia a Calvisano, ma Roma potrebbe essere la scelta più giusta. Un connubio con le Fiamme Oro e con le società del centro-sud Italia sembra essere molto più di una ipotesi.  Ma è tutta una questione di sponsor, inutile girarci intorno, due franchigie che costano 8 milioni di Euro (4 a testa per Zebre e Benetton Treviso) sono una cifra esorbitante per una Federazione che ha presentato un bilancio già in deficit di 2 milioni di Euro. La cruda verità è che due squadre italiane nel campionato celtico sono una follia. Mancano i giocatori, i soldi, e soprattutto gli sponsor di peso. Non basta avere uno stadio degno, serve anche dell’altro.

 

 

10 gennaio 2017
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