CONSIGLIO DI BACINO ROVIGO DA COSTITUIRE La Regione Veneto bacchetta le amministrazioni comunali che votarono l’emendamento alla convenzione, proposta dal coordinatore Rovigo. Ma probabilmente, alla fine, sarà il capoluogo a doversi adeguare

Rifiuti, Venezia bacchetta i Comuni che rimpallano a Rovigo

Tra ville e giardini 2018
Il dipartimento ambiente della Regione Veneto scrive ancora una volta ai comuni del bacino Rovigo 1 intimando l’adozione dello statuto base regionale proposta dall’ente coordinatore per la costituzione del Consiglio di bacino, ovvero il Comune di Rovigo. I precedenti termini per l’attivazione dei poteri sostitutivi regionali sono già scaduti il 5 febbraio 2017 ma in Polesine il presidente della Provincia Marco Trombini ancora confida di trovare un accordo con Massimo Bergamin


Rovigo – Nonostante la maggior parte dei Comuni polesani avesse votato una convenzione, dove l’unico “emendamento” approvato dal testo originale si potrebbe tranquillamente definire un cavillo (LEGGI ARTICOLO)la Regione Veneto dà ragione al Comune capoluogo, l’unico ad essersi astenuto dal voto che mise d’accordo gli altri Comuni. Così continua l’infinita vicenda della costituzione del Consiglio di bacino dove nell’ultima assemblea dei Comuni la maggioranza si era espressa favorevole all’approvazione di una convenzione dove veniva esplicitato che nella composizione da statuto della governance i membri sarebbero stati 5 più uno (mozione Diegoli- Simoni), piuttosto che il richiamo alla normativa vigente che prevede un numero di componenti da 3 a 7. Il Comune di Rovigo si è sempre attenuto allo schema di convenzione base, proposto dalla Regione, che non esplicitava il numero dei componenti.
Poiché la convenzione deve essere identica in tutti e 50 i comuni, la Regione cerca di dirimere il problema creato dai sindaci del Polesine. E sebbene la maggioranza dei Comuni abbia votato la convenzione emendata, qualcuno portandola ed approvandola già nel rispettivo consiglio comunale, la Regione non vuole sentirne parlare e risponde ai comuni di attenersi alle direttive proposte dall’ente coordinatore. Non sembra essere per la Regione una questione di buon senso, ma una questione di norma. Tanto che l’ex presidente dell’Ato Rifiuti e sindaco di Trecenta Antonio Laruccia commenta: “Si tratta solo di una piccola modifica che tra l’altro rientra nei numeri indicati dalla normativa. Se non si trova un accordo si va verso il commissariamento”. I poteri sostitutivi della Regione sarebbero già dovuti subentrare al termine dell’ultima scadenza del 5 febbraio.

Nel pomeriggio di mercoledì 15 febbraio, il presidente della Provincia Marco Trombini ha incontrato il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, ed esce molto positivo dall’incontro tanto da dichiarare che “la collaborazione è possibile”. “Durante il colloquio abbiamo convenuto insieme che pur di mantenere una collaborazione sul territorio ci impegneremo per riuscire ad arrivare ad una intesa. Insomma, bisogna che qualcuno – e in questo caso il Comune deputato è il coordinatore, ovvero Rovigo – vada a dire in Regione che tutti i Comuni hanno trovato un accordo per la costituzione dello statuto del Consiglio di bacino”. In poche parole Rovigo dovrebbe cospargersi il capo di cenere, cambiare posizione per la terza volta, adottare la convenzione votata all’unanimità dagli altri Comuni, ritornando quindi in consiglio comunale, e chiedere alla Regione di accettare la convenzione emendata facendosi portavoce dei desideri del territorio, salvando quindi tutti i 49 i Comuni dall’onta del commissariamento regionale. Gli stessi desideri che l’hanno fatto capitolare completamente su Ecoambiente.
15 febbraio 2017
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