LAVORO E GIUSTIZIA ROVIGO Dopo la sospensione di quattro mesi senza stipendio, confermata dal giudice del lavoro, arriva anche la richiesta di rinvio a giudizio per truffa

Dipendente Ulss furbetto: "Processatelo per truffa"

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Nei giorni scorsi, era arrivata la sentenza di primo grado, pronunciata dal giudice del Lavoro di Rovigo, che aveva confermato la pesante sanzione disciplinare dell'Ulss a carico di un lavoratore che non sarebbe stato presente, come avrebbe dovuto, in orario di lavoro (LEGGI ARTICOLO). Ora il quadro si aggrava, con una richiesta di rinvio a giudizio per truffa



Rovigo - La Procura di Rovigo ha chiesto, per lui, il rinvio a giudizio per l'ipotesi di reato di truffa, aggravata "dal fatto di avere cagionato danno a carico di un ente pubblico e dell'aver commesso i fatti con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti a un pubblico servizio". Destinatario della richiesta, un dipendente dell'Ulss 5 polesana, che già nei giorni scorsi aveva visto il giudice del Lavoro rigettare la sua richiesta e quindi convalidare di fatto la sanzione disciplinare che aveva fatto scattare l'Ulss a suo carico.

Al centro di tutto, ci sarebbero mancate presenze al lavoro, in orari nei quali il lavoratore avrebbe dovuto esserci. Si tratterebbe, quindi, secondo questa ricostruzione, di assenteismo.

I fatti risalirebbero al biennio 2011 e 2012 e sarebbero stati portati alla luce dalle verifiche interne dell'Ulss 18, i cui organi di controllo hanno quindi assolto, in questo caso, perfettamente alla propria funzione. E' stato anche avanzato il sospetto che i motivi dell'assenza fossero dovuti a una attività lavorativa parallela a quella che il professionista avrebbe dovuto svolgere all'ospedale San Luca di Trecenta.

A fronte della sanzione disciplinare conservativa, il dipendente aveva immediatamente presentato ricorso, assistito dall'avvocato Alessandro Furlani di Occhiobello, mentre l'azienda, nel costituirsi come parte civile, aveva scelto l'avvocato Alessio Cervetti, esperto in tematiche sanitarie. Dopo il tentativo di conciliazione previsto per legge in questi casi, la causa aveva imboccato la via del rito ordinario. In primo grado, il ricorso è stato rigettato. E ora arriva anche il penale.

18 febbraio 2017
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