SANITA’ ADRIA (ROVIGO) Impegno per il bene comune con Omar Barbierato ritiene che ci debba essere una proposta precisa per il territorio mantenendo i servizi all’interno dell’ospedale 

"Bisogna andare a Venezia a battere i pugni"

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Dalla cucina fino ai servizi come la psichiatria e la neuropsichiatria infantile al centro traumi di zona: queste le proposte di Impegno per il bene comune di Adria che intende salvare l’ospedale di Adria ed i dipendenti che vi lavorano all’interno 



Adria (Ro) - “La Lega non sfilerà il 4 marzo ad Adria: se la notizia fosse confermata sarebbe di una gravità enorme”. Sono le parole di Omar Barbierato, consigliere comunale di Impegno bene comune di Adria relativamente alla manifestazione voluta dal sindaco di Adria Massimo Barbujani per protestare contro il taglio dei servizi nell’ospedale cittadino (LEGGI ARTICOLO). 

“Sarebbe un ulteriore segnale che questa amministrazione seppur premiata ampiamente dai cittadini adriesi pochi mesi fa alle amministrative è lontana dai problemi reali di Adria e del Delta. La denuncia che facciamo dal 2012 si sta purtroppo avverando. - afferma Barbierato - La Lega che prontamente aveva dato solidarietà ai lavoratori del Csa di Adria in consiglio comunale non ha votato la mozione di sfiducia al cda presentata da Cantarutti ed ora si allineerebbe ai diktat del partito contro i suoi cittadini. La perdita di posti di lavoro è drammaticamente vera, e il caso della mensa oltre a colpire gli operatori colpisce anche l'indotto del territorio”. 

Per il consigliere bisogna andare in Regione al più presto con una proposta precisa per il territorio e l’ospedale, con un'idea condivisa di Delta se si vuole dare un futuro al territorio: “Bisogna chiedere che siano mantenuti tutti i reparti e le apicalità, - continua Barbierato - il personale medico e paramedico necessario al turn over sia in ospedale che nel territorio e che vengano potenziati i servizi nel territorio e tutti i servizi oggi in difficoltà, come la psichiatria e la neuropsichiatria infantile”.

Ibc propone inoltre di chiedere che l’ospedale di Adria rimanga centro traumi di zona e non presidio di pronto soccorso per traumi, chiedendo un'organizzazione dell'urgenza-emergenza per la provincia almeno come quella della provincia di Belluno “che ha due Ctz e un Pst, - spiega - mentre per noi è previsto un Ctz e due Pst. Una persona che viene da fuori città e che abbia scelto di curarsi ad Adria (per vari motivi personali, per il trattamento ricevuto, ecc.), fino a novembre 2016, veniva in ospedale al mattino, faceva gli esami del sangue, e, una volta esaminati dall’oncologo, gli veniva somministrata la terapia chemioterapica per via endovenosa. Adesso viene in ospedale, ma non può ricevere la cura nello stesso giorno perché il farmaco viene inviato da Rovigo, quindi deve ritornare il giorno dopo per fare la sua chemioterapia. Continuiamo a sostenere che non è cambiato nulla per i cittadini?”. 

27 febbraio 2017
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