COIMPO ADRIA (ROVIGO) Accolte le richieste della Procura, col sostituto Sabrina Duò, via libera anche al giudizio per la responsabilità delle due società toccate dalla devastante tragedia del 22 settembre 2014

Via libera al processo bis sulle quattro morti

Baccaglini VW locator

La Procura lo aveva chiesto (LEGGI ARTICOLO), la Procura lo ha ottenuto: è il "processo bis" per la tragedia avvenuta il 22 settembre del 2014 all'interno dell'azienda Coimpo, quando quattro lavoratori vennero uccisi da una nube tossica che, secondo questa ricostruzione, si sarebbe sviluppata mentre alcuni fanghi da depurazione venivano trattati con acido



Adria (Ro) - Sarà un processo non alle persone fisiche, dal momento che questo è già in corso (LEGGI ARTICOLO). In seguito alla decisione del giudice per le udienze preliminari Silvia Varotto, ci sarà anche un processo bis, per la cosiddetta "responsabilità amministrative", che vede imputate unicamente le due società toccate, il 22 settembre del 2014, dall'immane tragedia che si verificò alla Coimpo di Ca' Emo, Adria, e della Agribiofert, che sorge comunque nel perimetro della prima. 

 

Quel giorno, a quanto ricostruito dalle indagini, persero la vita quattro lavoratori, soffocati da una nube tossica sviluppatasi mentre in una vasca venivano trattati fanghi da depurazione. 

 

In pochi istanti morirono in quattro. Nicolò Bellato, 28 anni, di Bellombra, ragionere di Coimpo; Paolo Valesella, 53 anni, di Bindola (Adria), operaio Coimpo; Marco Berti, 47 anni, di Sant'Apollinare, dipendente Coimpo; Giuseppe Baldan, 48 anni, di Liettoli, località di Campolongo Maggiore, camionista. Baldan era l'autotrasportatore che secondo le risultanze delle indagini aveva appena portato il carico di acido. Fu il primo ad accasciarsi, a fianco del camion. Bellato e Berti cercarono di salvarlo, partendo di corsa su un pick up, ma non riuscirono ad essere più veloci delle esalazioni. Valesella, che lavorava poco più discosto, fa raggiunto poco dopo dalla nube e ucciso.

A giudizio si trovano otto persone, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo Otto le persone alle quali, a giugno 2015, il sostituto procuratore Sabrina Duò aveva notificato la chiusura delle indagini. G. P., 64 anni, di Noventa Padovana, A. P., 39 anni, di Noventa Padovana, G. L., 26 anni, di Adria, chiamati in causa come amministratori di Coimpo; R. S., 54 anni, di Villadose, amministratore di Agribiofert, l'azienda che secondo la ricostruzione della polizia giudiziaria è affittuaria della vasca in questione, comunque di proprietà Coimpo; M. C., 60 anni, di Adria, dipendente Coimpo; M. F., 39 anni, di Ferrara, direttore tecnico di Agribiofert; M. L., 54 anni, originario di Adria ma residente in Romania, direttore tecnico di Coimpo; A. A., 57 anni, di Dolo (Venezia), legale rappresentante della ditta della quale risultava dipendente l'autotrasportatore deceduto.

Il nuovo processo domandato ora dalla Procura riguarda la cosiddetta "responsabilità amministrativa degli enti", che consente di portare a processo, oltre alle persone fisiche, anche le società, per determinate tipologie di reati, tra i quali appunto l'omicidio colposo. La prima udienza è stata fissata di fronte al giudice Valentina Verduci il prossimo 10 aprile.

In quella sede si valuterà anche una eventuale riunione con il processo principale. Come detto, gli imputati sono unicamente le due società, non persone fisiche. Peculiari anche le sanzioni che possono essere comminate dal giudice: si tratta di somme di denaro, o anche di interdittive, ossia di periodi di  sospensione dell'attività lavorativa.

1 marzo 2017
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

ebook baseball

La tua privacy per noi è importante!


Proseguendo nella navigazione acconsenti al trattamento dei dati essenziali per il funzionamento del servizio. Ti chiediamo inoltre il consenso per il trattamento esteso alla profilazione e per il trattamento tramite società terze.
Leggi di più Acconsento