RUGBY SEI NAZIONI 2017 Conor O’Shea, ct della Nazionale italiana, parla chiaro dopo disastro. Riuscirà a fare ciò che vuole, o sarà intrappolato dal sistema federale?

Il momento delle decisioni mai prese

Conor O'Shea e Sergio Parisse (foto Daniele Resini)
Strenne in Piazza Natale 2018

Conor O’Shea: “Gli investimenti devono essere fatti nell’interesse esclusivo della Nazionale. E’ l’Italia l’unica cosa che conta. Le decisioni che dovremo prendere faranno male a qualcuno, ma Irlanda, Galles, Scozia hanno fatto scelte difficili per il rugby di club, investito sulle franchigie”. 

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Murrayfield (Scozia) – “Sono un positivo, vedo sempre il bicchiere mezzo pieno. Ma non sono uno stupido, non sto qui a prendere tempo. Ho fiducia in questo gruppo, resto convito che possiamo diventare un’ottima squadra. Ma gli investimenti devono essere fatti nell’interesse esclusivo della Nazionale. E’ l’Italia l’unica cosa che conta. Le decisioni che dovremo prendere faranno male a qualcuno, ma Irlanda, Galles, Scozia hanno fatto scelte difficili per il rugby di club, investito sulle franchigie. E’ facile fare questi cambiamenti, a patto di volerlo. Sarà difficile? Sì, ma è fattibile e deve essere fatto. Qualcuno dovrà mettere il proprio ego da parte nell’interesse della maglia azzurra”.

Conor O’Shea chiude il suo primo RBS 6 Nazioni alla guida dell’Italrugby col cucchiaio di legno, ma non perde l’ottimismo e la voglia di continuare a lavorare al rilancio del rugby italiano: “Sono ancora più fiducioso e determinato di quando ho iniziato questo progetto. Sarà dura? Sì, sarà dura ma dobbiamo cambiare il sistema, creare le giuste condizioni attorno a questo gruppo di giocatori o continueremo a giocare contro i favori del pronostico” ha detto il CT azzurro nella conferenza che ha fatto seguito alla sconfitta per 29-0 contro la Scozia di oggi a Edinburgo.

“E’ molto difficile parlare di una sconfitta come questa, perché non credo che ci siano 29 punti di differenza tra queste due squadre. A metà tempo, sotto per 15-0, potevamo rientrare in partita e nei primi 15-20’ della ripresa abbiamo dominato nel possesso ed in ogni fase del gioco. Ma non abbiamo mai segnato. Il rugby è un gioco dove l’aspetto psicologico è fondamentale, se non segni perdi fiducia ed è quello che ci è successo oggi. Ed è successo perché manca la fiducia, manca l’abitudine: è qui che dobbiamo migliorare, dobbiamo prendere le opportunità quando ci si presentano. Sappiamo dove vogliamo andare ed il gap non è insormontabile” ha aggiunto O’Shea.

“Ci sono tanti giovani nella nostra squadra, e spero abbiamo imparato da questo Torneo quanto ho imparato io. Ci sono aspetti positivi e cose da cambiare, ma dobbiamo essere capaci di controllare meglio noi stessi sul campo. Ringrazio la squadra, ha lavorato incredibilmente duro in questi mesi, ma oggi non hanno attorno a loro il sistema di cui hanno bisogno per giocare in modo equo contro gli avversari. Sta a noi costruire questo sistema attorno a loro”.

“Se si guarda ai risultati – è intervenuto capitan Parisse – è molto difficile vedere gli aspetti positivi, ma da capitano, da atleta che vive questo gruppo dal di dentro, vedo la crescita ed i progressi di questi mesi. Io sono un giocatore che si interroga sempre sulla propria performance, sui propri errori, sugli aspetti del gioco da migliorare. Mi auguro tutti lo facciano, perché uscire dal campo oggi sconfitti per 29-0 è dura. Nel secondo tempo siamo partiti bene, avremmo potuto e dovuto segnare ma non ci siamo riusciti, e questo ha avuto un impatto sulla fiducia della squadra in campo”. 

"Ora Conor ed il suo staff si incontreranno, faranno le loro valutazioni. Tanti giocatori hanno avuto le loro opportunità, starà ai tecnici valutare con chi continuare a lavorare e chi merita ulteriori opportunità a questo livello"

 

 

18 marzo 2017
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