GIORNATA MONDIALE FAI ROVIGO Un grande successo le visite all'ex manicomio di Granzette e all'ex zuccherificio del Censer

I nostri tesori che non sono più nascosti

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Una iniziativa che ha riscosso un grandissimo successo, quella varata a Rovigo in occasione della Giornata del Fai, con due visite guidate proposte ai rodigini e non solo



Rovigo - Dire che l'idea è piaciuta è dire poco. L'ex manicomio di Granzette è stato letteralmente preso d'assalto dai visitatori e non meno successo ha avuto la visita guidata all'ex zuccherificio del Censer. Due appuntamenti che sono stati proposti nell'ambito della Giornata dei Fai.

Grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 apprendisti ciceroni, sono stati aperti oltre mille siti: chiese, ville, giardini, aree archeologiche, avamposti militari, interi borghi. Si tratta di tesori di arte e natura spesso sconosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend con un contributo facoltativo.

Ogni regione ha i propri appuntamenti, ogni località le sue sorprese e anche quest’anno il catalogo delle aperture è molto vario e ricco di proposte sorprendenti. Il Veneto è la regione più visitata con più di 60 milioni di turisti l’anno. Per quanto riguarda Rovigo saranno due i siti che si potranno visitare: l’ex zuccherificio in zona Censer e l’ex ospedale psichiatrico. 

L’ex zuccherificio nacque agli inizi del '900 ad opera della società italiana per l'industria dello zucchero e rimase operante fino al 1978. Le strutture appaiono "ricche" e dimostrano come la tecnologia costruttiva fosse una vera e propria opera d'arte. L'edificio è in mattoni con finiture all'esterno a faccia a vista. Originaria la costituzione di una sorta di piazza, sulla quale si aprono le singole unità funzionali. Gli edifici sono stati soggetti a vendita e nel 1991 si costituì Cen.Ser. SpA. I progetti di recupero hanno sottolineato la qualità dell'esistente. Alcuni edifici, oggi, sono sede dei centri universitari, congressi, fieristico e sede di laboratori e aziende scientifici.

L’ex ospedale psichiatrico invece è un luogo della memoria, un luogo in cui il tempo è sospeso dal 1997, anno della definitiva dimissione a seguito dell'applicazione della legge Basaglia. La Provincia di Rovigo progettò il complesso nel 1906 ma, a causa dei costi, dei ritardi e dell'utilizzo dell'area durante la I° guerra mondiale, non fu aperto fino al 1930. Da quel giorno la struttura si animò di tante vite e storie personali. La planimetria è organizzata secondo uno schema a ferro di cavallo, per consentire il controllo visivo dei padiglioni. Alcuni pazienti hanno dipinto alcuni interni con affreschi e graffiti. Bello il parco, caratterizzato da alberi secolari.

27 marzo 2017
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