ECOAMBIENTE ROVIGO Nel silenzio generale l'azienda provinciale si trasformerà nella Ecogest del Consorzio Rsu. Da luglio 2017 sarà impossibile tornare indietro

Il sindaco abbandona i cassonetti intelligenti: +738mila euro per il porta a porta

Tra ville e giardini 2018

Operazione maquillage per la delbera della Tari del Comune di Rovigo del prossimo consiglio comunale di approvazione del bilancio previsionale. Rovigo abbandona il progetto dei cassonetti intelligenti, e sposa la linea di trasformare Ecoambiente in Ecogest con il servizio di raccolta porta a porta a partire dalle frazioni da luglio 2017, recupera i soldi che erano già stati inseriti nel piano finanziario 2016 per l'ammortamento per l'acquisto dei bidoni (si sarebbe dovuti partire già ad ottobre 2016), recupera anche ulteriori 326mila euro tramite un emendamento del sindaco ed avviene il miracolo contabile: maggiori costi per Ecoambiente e minore richiesta in bolletta ai cittadini.
Il presunto risparmio sta in piedi solo se il servizio porta a porta viene calcolato esclusivamente nelle frazioni del capoluogo e solo per 6 mesi, con inevitabili aumenti per i prossimi 12 mesi del 2018 in cui non si potrà di certo tornare indietro nel servizio.
I sindacati erano stati avvisati (LEGGI ARTICOLO) della rimodulazione del servizio, ma nessuno aveva dato loro l'ufficialità.
La cosa che fa maggiormente specie è la scelta dell'amministrazione comunale del capoluogo di rinunciare ad oltre 700.000 euro di risparmi già preventivati e deliberati in consiglio comunale nel 2016 ed attesi nel 2017 con il progetto dei cassonetti (LEGGI ARTICOLO). Peccato, non se ne accorgerà nessuno, ma i mancati risparmi sono di fatto dei costi aggiunti, ovvero degli aumenti per i cittadini




Rovigo - "Il sindaco sono io e mi assumo le responsabilità di quello che faccio, perchè io ci metto la faccia" un ritornello sentito più volte dal giorno dell'insediamento di Massimo Bergamin a primo cittadino del capoluogo.

Il sindaco Bergamin, attivo fin da subito sull'aspetto della gestione dei rifiuti attraverso l'azienda provinciale di proprietà per tre quarti del Comune di Rovigo, Ecoambiente, è arrivato a disattendere l'indirizzo del proprio consiglio comunale che aveva approvato il progetto dei cosiddetti cassonetti intelligenti proprio per abbattere i costi di raccolta, aumentare la differenziata ed evitare l'ammasso di bidoni carrellati fuori dalle singole utenze. Invece del "progetto calotte" di Ecoambiente approvato dal Comune di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) il capoluogo torna indietro di 20anni e si affida al servizio porta a porta stile Ecogest aumentando i costi.
L'incremento ipotizzato è del +3% in bolletta, ma addirittura con un giallo dell'ultim'ora: i conti del Comune non tornano, i costi sono ancora più alti e necessitano di un aggiustamento. 

Attraverso il piano Tari, in approvazione in consiglio comunale il 30 e 31 marzo prossimi, ed il maxi emendamento di aggiustamento da 326.606,00 euro presentato personalmente da Bergamin al presidente Paolo Avezzù, si scopre che i 326mila euro dell'emendamento del sindaco verranno recuperati da un fondo vincolato pluriennale di attuale capacità di euro 1.495.904,45 e verranno investiti per aumentare la spesa di raccolta dei rifiuti per euro 155.692,36 ed abbassare la maggiorazione contributiva richiesta ai cittadini per il servizio di euro 170.913,64. Maggiore spesa + Minore incasso fanno esattamente i 326.606 euro prelevati dalla disponibilità del fondo di accantonamento.

Il Bergamin sindaco fino a dicembre 2016 aveva ricevuto il mandato dal consiglio comunale di attivare la raccolta attraverso i cassonetti intelligenti, dotati di microchip e tessera personale per gli utenti di modo da far contenere la spesa complessiva per Ecoambiente nel 2017 in euro 6.775.801 (6.159.819,15 più Iva).
Il Bergamin post accordo con Pierluigi Tugnolo di dicembre 2016 invece porta in approvazione in consiglio comunale un progetto completamente diverso: nessun bidone a calotta intelligente, nessun microchip, addio alla tariffa puntuale, avvio della raccolta porta a porta in frazione a partire dal 1 luglio 2017 per un costo preventivato pari ad euro 7.358.000.
In pratica il sindaco chiede al consiglio di autorizzarlo a spostare 326mila euro per compensare minori entrate per 170mila e maggiori spese per 156mila. Questo porterà il totale del costo del servizio a euro 7.513.692, compensando il costo totale per i cittadini con un minore fondo per le bollette impagate. Perchè?

Per la Tari 2017 i numeri che sono stati presentati per il Consiglio Comunale sono assai diversi dalle previsioni illustrate dall'allora presidente di Ecoambiente, oggi assessore, Luigi Paulon l'anno scorso (LEGGI ARTICOLO).

Il progetto calotte doveva dare un minimo contributo nel 2016, essendo previsto partisse da ottobre 2016 in poi, avendo un costo per il 2016 pari a € 6.762.542,39 più Iva 10% ovvero 7.438.796, ma le previsioni erano di costo del servizio 2017 pari a € 6.159.819,15 più Iva ovvero 6.775.800 l'anno, contro un costo senza progetto di € 6.935.285,63 più Iva ovvero 7.628.813.

In soldoni, la debacle del sindaco sulla gestione di Ecoambiente costa solo per il 2017 un incremento di costi per euro 737.891, tra mancata attivazione dei cassonetti intelligenti e maggiori costi per il porta a porta, considerando che quest'ultimo sarà operativo solo nel secondo semestre. Per cui l'anno prossimo, l'incremento sarà ancora maggiore.

Attuare il porta a porta di per se avrà due effetti: aumentare i costi di raccolta, permettere di diminuire di molto il secco da avviare in discarica. Ma mentre il primo effetto è certo, il secondo sembra addirittura dannoso, perché confligge con le politiche sulla discarica: se non serve la discarica, perché la paghiamo?


Piccolo riassunto dei costi presentati al Comune di Rovigo

- Se il servizio fosse rimasto inalterato: 7,438 milioni di euro come nel 2016;
- Se il servizio fosse quello deliberato in consiglio comunale nel 2016 con i cassonetti intelligenti: 6,775 milioni di euro nel 2017
- Servizio porta a porta nelle frazioni solo per metà anno: 7,358 a cui aggiungere l'emendamento del sindaco ovvero 7,514 milioni di euro

Richiesta di approvazione Tari 9,135 milioni - 0,170 per emendamento del Sindaco ovvero 8,965 milioni.

28 marzo 2017
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