SCUOLA GENITORI ROVIGO Daniele Novara al teatro Duomo spiega come si possono curare i bambini con l’educazione

[VIDEO] “Togliamo il cellulare ai bambini. Li avremo più sani e felici”

Andrea Zanforlin
Tra ville e giardini 2018

L’intervista video al pedagogista di fama internazionale Daniele Novara, contiene le risposte alle domande più comuni dei genitori: che fare dunque quando il bimbo è disattento a scuola, quando l’adolescente è disordinato in casa, quando ai figli scappano parolacce e offese. Novara fa chiarezza sull’uso di tablet e smartphone: assolutamente no fino ai 3 anni, 20 minuti al giorno fino a 7, massimo 30 minuti al dì dai 9 anni. Sull’accesso all’uso di Facebook e WhatsApp dei bambini è ancora più chiaro e categorico. L’incontro-evento al teatro Duomo del 27 aprile scorso con i genitori di Rovigo si legge qui sotto.



Rovigo - “Curare con l’educazione”. Daniele Novara, il pedagogista e ricercatore di fama internazionale, a Rovigo il 27 aprile al teatro Duomo ribadisce il concetto espresso al convegno nazionale del Centro psicopedagogico per la gestione dei conflitti (Cppp) di Milano, tenutosi l’aprile scorso, quando radunò tutti gli specialisti più quotati a livello nazionale per fare il punto sulle certificazioni delle difficoltà di apprendimento dei bambini nella scuola italiana (LEGGI ARTICOLO).

Disagi, disturbi vari, messi tutti in fila dagli adulti fanno sì che un bambino venga messo fuori uso. “Dsa, dislessie a gogo, disgrafie, autismo… le certificazioni vengono richieste al minimo problema. Vai a togliere poi l'etichetta di dislessia ai bambini che hanno solo difficolta nel leggere!” spiega Novara. “Si sta diffondendo in Italia la tendenza ad isolare i disturbi, un esempio per tutti le nascita delle case per l’autismo. Mentre i casi, che come specialista affronto con il mio centro, ci mostrano come i bambini abbiano capacità di compensazione straordinarie, i bambini imparano nello stare con gli altri”. “Nella disabilità ci entri, ma non riesci più ad uscire da una 104. Per il bambino diventa una etichetta”.

Novara è simpatico e coinvolgente. “Curare con l'educazione significa mettere le basi, il minimo sindacale del progetto educativo volto all’automa e felicità del bambino”. I bambini devono dormire nel proprio letto dai 3 anni, pulirsi da soli nel bagno già a 4 anni, ridurre drasticamente l’uso della tecnologia: massimo 30 minuti per un bambino di 9 anni e non ammetterlo sotto i 3 anni. 

La natura dei bambini non è cambiata nel tempo. “I bambini sono vivaci, quelli che stanno seduti sempre e che ascoltano sempre i genitori hanno qualche problema. La difficoltà è quella della nostra generazione di insegnanti e genitori di collegarsi con lo stato mentale dei bambini. L’amico immaginario dei bimbi dove è finito? Andiamoci cauti a sterminare il pensiero magico dei bambini. E’ stato dimostrato da uno studio che chi ha avuto l’amico immaginario ha avuto più successo nella vita”.

Che fare dunque?  “Dobbiamo salvarli con l’educazione, con i basilari e con il contatto con la natura. Il nascondino è un gioco psicomotorio straordinario, mi nascondo e faccio tana, altroché autostima. L’altalena è la sfida col cielo”. E quando sono adolescenti è il padre il front office educativo dei figli, la mamma passa in secondo piano.

Oltre a questo Novara affronta un tema importante quello del presunto “dialogo con i figli”. “Nel percorso educativo i bambini non vanno trattati come adulti. Certi genitori se lo impongono come programma e prendono i bambini alla lettera. Questa è una modalità problematica per la loro crescita, perché loro sono immaturi. Come fanno a riflettere, come per esempio nei time out che qualcuno propina, seduti nella sedia isolati per tre minuti? Secondo voi cosa riflettono? Se ci mettiamo a combattere l’indolenza, l'illegalità, la bugia, la litigiosità combattiamo il loro mondo! Hanno l’umore fluttuante? Ebbene sì fino a 24 anni è normale. Fino a questa età la a corteccia prefrontale continua a formarsi”.

Novara è severissimo con l’uso di smartphone e iPad e tv e giochini elettronici. “Ditemi voi come può essere attento un bambino a scuola se si fa tre ore al giorno di giochini”. Gli viene chiesto come regolarsi. “Il regolamento di Facebook parla chiaro: no al di sotto dei 13 anni; WhatsApp dai 16 in su”.

L’accesso al web non è facile da controllare per questo è meglio vietarlo e dosarlo ai minimi termini, anche per non incappare nella dipendenza. “Film horror e pornografici sono un trauma senza precedenti per un bambino 9 anni” spiega Novara. Fino al “la festa della prima comunione non può essere una débacle educativa” riferendosi al regalo per antonomasia dei 9 anni: il cellulare.

“Se vogliamo evitare che i nostri figli si ammalino dal punto di vista neuropsichiatrico dobbiamo lasciarli essere bambini: correre, giocare, in mezzo alla natura, con gli altri bambini. Costruiamo una alternativa alla medicalizzazione psichiatrica”. 

Al termine l’attore Andrea Zanforlin ha letto la storia di Bruno Tognolini “Il ghiribizzo” accompagnato dalla chitarra di Annamaria Baldo. Infine un coinvolgente “Ci vuole un fiore” cantato da Lorenza Remondi e da tutto il gruppo Il principe che ha organizzato l’incontro assieme all’istituto comprensivo Rovigo 2, presente la preside Maria Vigna, e al patrocinio del Comune, rappresentato dal vice sindaco Ezio Conchi.

2 maggio 2017
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