ELEZIONI COMUNE PORTO VIRO (ROVIGO) Roberto Luppi, fatto fuori dal gruppo elettorale di Maura Veronese a sua insaputa il giorno della consegna delle liste, ha convocato la città per spiegare le sue intenzioni

Reputazione e verità chiederanno il conto

Il documento politico che le forze politiche avrebbero dovuto sottoscrivere
L'accettazione di candidatura di Roberto Luppi per la lista di Maura Veronese sindaco di Porto Viro
L'autentica della firma fatta dal consigliere provinciale Ceccarello di Adria
Tra ville e giardini 2018
Affascina, ma non convince la strategia di Roberto Luppi che attenderà l'esito delle prossime elezioni amministrative di Porto Viro prima di presentare, eventualmente, ricorso contro la lista che vede Maura Veronese candidata sindaco. "Sono convinto non ce la faranno, perché il passaparola è la più grande arma in politica, insieme alla verità" afferma l'escluso in extremis esponente di Forza Italia, sacrificato perché inflessibile sul metodo da seguire: accordi politici chiari prima della campagna elettorale


Porto Viro (RO) - Il Luppi perde il pelo, ma non il vizio, di fare politica, di comunicare le proprie idee per Porto Viro; idee che potranno solo essere prese a prestito da altri futuri amministratori, ma non da lui, escluso, al momento della presentazione della lista di candidati consiglieri per Maura Veronese sindaco (LEGGI ARTICOLO).
"Il passaparola e la reputazione sono le armi più forti che un politico può avere" dice Roberto Luppi, lezione che dice di aver imparato in 30 anni di politica attiva condita dalle passioni personali e dalle diverse esperienze lavorative.

30 anni che sono bastati in termini di esperienza per ricostruire a Roberto Luppi il suo "puzzle" condito da documenti, alcuni in bozza come premessa, altri sottoscritti, altri ancora modificati che hanno spiegato per filo e per segno, date e luoghi, della nascita della lista di Maura Veronese, dall'idea iniziale e le connessioni politiche al mondo imprenditoriale locale, alla circostanza di essere tagliato fuori in occasione della presentazione all'ufficio elettorale del comune di Porto Viro dei documenti per partecipare alle prossime elezioni amministrative di giugno.

Il riassunto lascia l'amaro in bocca: "Vorrei vedere come ti sentiresti tu" commenta Luppi a chi fa osservazioni sul fatto che si sta comportando come un bambino che piagnucola perché gli hanno tolto il giocattolo.
"Dimostro documenti alla mano il tradimento subito dall'amico fraterno Doriano Mancin, posso dimostrare come la lista della Maura Veronese non rispetti minimamente il principio di pari dignità tra le forze politiche che la compongono" afferma Luppi con forza nel proclamare "la sua verità".

Il momento di rottura comincia l'8 maggio quando avviene l'incontro politico con Maura Veronese, Doriano Mancin, un imprenditore locale ed una delegazione della Lega nord. "Troppi candidati consiglieri, ma quanti sono? - chiede Luppi - Ma chi sono i tuoi?", chiede rivolto al candidato sindaco Veronese.
"Da una risposta poco convincente chiedo di fare accordi subito, per i miei candidati consiglieri, per i componenti di giunta, per la presidenza del consiglio" afferma Luppi.
"Non volevo che Porto Viro facesse una nuova esperienza come quella di Thomas Giacon. Patti chiari e amicizia lunga". 

L'accordo politico originario tra Doriano Mancin e Maura Veronese prevedeva sostanzialmente che con Veronese sindaco, Mancin sarebbe stato il suo vice.  Questo ha data 9 marzo, contiene dei dettagli, ma non sarebbe sufficientemente chiaro, è un inizio su cui lavorare.

Le revisioni successive parlano di una lista con 5 consiglieri a lei e 4 al gruppo di Doriano Mancin,  2-3 candidati consiglieri alla Lega da portare in consiglio indipendentemente dal risultato raggiunto alle elezioni, ovvero sarebbero dovuto subentrare le rinunce di accettazione di carica dei consiglieri eletti prima di loro nel caso in cui le urne li avessero esclusi.  Questa clausola viene poi bocciata e si fa un nuovo accordo, ancora a più favore di Veronese.

Il gruppo civico della Veronese si allarga nelle settimane successive anche alle forze politiche, Forza Italia compresa, rappresentata proprio da Luppi, anche se nel frattempo il coordinatore Bartolomeo Amidei aveva già dichiarato l'appoggio del partito a Geremia Gennari. L'accordo definitivo prevedeva quindi Mancin espressione di un movimento civico e Luppi come rappresentante di Forza Italia.

L'ultima revisione dell'accordo comprensivo della esplicitazione delle deleghe da assessori vedeva Veronese alla cultura, al commercio e necessariamente ai lavori pubblici; Doriano Mancin al bilancio, agli enti di secondo grado ed alle partecipate.

Luppi osserva che, comparando i risultati elettorali delle scorse amministrative, a cui partecipavano sia Mancin che Veronese, il primo avrebbe perso praticamente tutto il proprio pacchetto di consensi conquistato, in virtù dei candidati consiglieri inseriti in lista questa volta, gettando al vento le quasi 1.700 preferenze del 2014 e non potendo quindi, sulla carta, esprimere alcun assessore, mentre Veronese, con un assetto simile alla scorsa tornata elettorale sarebbe potuta passare dalle 1.600 a 1.200 preferenze. "Una disfatta per il gruppo di Doriano, di cui anch'io facevo parte, comprensibile solo con il suo premio personale a vicesindaco - commenta Luppi che aggiunge - scelta suicida considerando che la Maura vale solo 7 preferenze, praticamente non vale niente, non lo dico io, lo dicono i numeri".

La soluzione del puzzle porta la lista di Veronese ad escluderlo dalla tornata elettorale, la sua accettazione di candidatura viene ignorata ed il suo nome non compare tra i candidati consiglieri in appoggio a Maura Veronese sindaco. Da qui la profonda delusione, il tradimento subito è l'inizio della battaglia contro un gruppo che ha avuto l'ardire di escludere il reuccio delle preferenze di Porto Viro.

Terminato l'aspetto, lungo, di calcolo con il pallottoliere elettorale Roberto Luppi chiude la serata ricordando Giacomo Matteotti, un martire, vero, della politica e della lotta politica, affermando: "Ho avuto offerte anche come assessore esterno, ma ho detto no, perché un politico che si mette in vendita non vale niente. Le idee e le persone non si comprano".

L'appuntamento con Luppi è al 12 giugno, risultati alla mano, per capire cosa abbia portato in termini di consenso la due ore di serata "Attenti al lupo, la verità di Roberto Luppi", ma soprattutto per sapere chi sarà il prossimo sindaco dell'importante città del Bassopolesine.
3 giugno 2017
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