IL CASO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ROSOLINA (ROVIGO) Il consigliere della Lega Nord, Pako Massaro, torna all’attacco sui difetti di convocazione del consiglio tenutosi il 6 giugno 

“Mi riservo di impugnare la seduta”

Il consiglio comunale, dopo il rinvio dovuto ad un difetto di comunicazione (LEGGI ARTICOLO), si è svolto nella serata di martedì 6 giugno. Ma il consigliere Pako Massaro, accusato di essere la causa del rinvio, dopo aver spiegato i fatti (LEGGI ARTICOLO), ha scritto al presidente del consiglio comunale sollevando un altro vizio nella convocazione di un consiglio che invece di essere rinviato, nel caso di specie, doveva essere annullato e poi riconvocato. “Il presidente mi ha dato ragione ma ha proseguito lo stesso. Mi riservo di impugnare la seduta e far annullare tutti gli atti deliberati”



Rosolina (Ro) – “Io sono mancato al consiglio comunale perché avevo mandato una pec con una disamina che il presidente ha accolto (il fatto che in consiglio del primo di giugno andava annullato e poi riconvocato e non rinviato) ma poi ha deciso di proseguire i lavori consiliari lo stesso. La mia assenza mi permette di riservarmi un’impugnazione della seduta e la richiesta di annullamento di tutti gli atti deliberati per difetto dell'atto di convocazione”. Sono le parole di Pako Massaro, consigliere di minoranza della Lega Nord, che non ha preso parte al consiglio comunale nella sera di martedì 6 giugno, giudicando errata la convocazione del consiglio. 

Il consigliere ha scritto una disamina al presidente del consiglio che la avrebbe accolta decidendo comunque di proseguire i lavori. Ecco il contenuto della pec che il consigliere ha mandato al presidente, spiegando i motivi dei suoi dubbi sulla legittimità della convocazione del consiglio comunale del 6 giugno. “Il documento pervenutomi via pec in data 1 giugno 2017 non è regolare per diverse ragioni. Avevo chiesto di posticipare o anticipare il consiglio perché in quel periodo ero occupato e non raggiungibile. Non ho avuto nessuna comunicazione, anzi mi è stato riferito che il messo mi aveva cercato per la notifica, ma era già mercoledì 30 maggio 2017 e poi il giorno successivo mi sono andato a fare notificare l'atto in Comune”.

“Mi è stato recapitato un documento il giorno 30 maggio 2017 ore 16.54 via pec, non da me autorizzato e visto il 31 maggio 2017, che il consiglio comunale del 1 giugno 2017 veniva rinviato il giorno 6 giugno 2017. Preso atto che il documento inviatomi non è un rinvio si precisa quanto segue: per rinviare per un consiglio comunale bisogna che l'assemblea si apra, e poi con seduta aperta proporre l'eventuale rinvio, motivando. Nel caso di specie non si è neanche tenuto il consiglio comunale convocato. Si aggiunga che gli ordini del giorno del consiglio comunale del primo giugno 2017 e del 6 giugno 2017 sono differenti. Si aggiunga poi che la firma è di altra persona, rispetto al primo. Per questi motivi nello specifico caso il consiglio dell’1 giugno si sarebbe dovuto prima annullare e poi convocarne un altro con 2 atti distinti”. 

“Sono a chiedere che si voglia perseguire la convocazione del consiglio comunale nelle more della legge in caso contrario sarò costretto a chiedere l'annullamento di tutti gli atti deliberati in tale seduta agli uffici delle istituzioni preposte. Ricordo inoltre che gli argomenti all'ordine del giorno hanno una consequenzialità come da regolamento e che l'ultimo ordine del giorno pervenutomi non segue i dettami prescritti. Per tutto quanto sopra sono a chiedere di convocare un nuovo consiglio comunale affinché nessuna decisione in quella sede assunta possa essere in futuro impugnata”. Ma il consiglio si è svolto lo stesso. Probabile quindi che, se volesse mantenere le promesse, Massaro impugni la seduta e faccia annullare tutti i punti votati dal consiglio.

7 giugno 2017
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