PERSONALE COMUNE ROVIGO Siamo all’ultimo tassello del puzzle sulla questione del salario accessorio dei dipendenti, iniziato con l’ispezione del Mef. Scambio di lettere tra sindaco Bergamin e dirigente Cavaliere: “Ora vediamo se l’amministrazione regge”

Duello finale sui dipendenti: qualcuno ci rimetterà la faccia

Da sinistra Cavaliere, il segretario generale Cavallari, il dirigente Cittadin, il sindaco Bergamin e l'assessore Saccardin, sullo sfondo i dipendenti del Comune in consiglio
Gavello convegno

Il sindaco dice una cosa, il dirigente ne vuol fare un’altra. Nel mezzo, lavoratori e sindacati stufi di attendere una risposta e sullo sfondo una maggioranza politica che potrebbe vacillare. È la situazione del Comune di Rovigo sulla vicenda del Mef, che a giorni potrebbe giungere alla battuta finale. I sindacati attendono entro mercoledì prossimo la risposta dell’amministrazione: la delibera di ricostruzione del fondo del salario accessorio conterrà i 129mila euro annui, come indicato dal sindaco Massimo Bergamin, su richiesta dei sindacati (LEGGI ARTICOLO), oppure ai dipendenti resteranno solo le briciole di un fondo per la produttività frantumato?


Rovigo – Siamo giunti al capitolo finale di una vicenda che sembrava non trovare soluzione. Un capitolo finale che potrebbe chiudere la storia o lasciare spazio per un sequel. Parliamo della produttività dei dipendenti del Comune di Rovigo che da anni, 5 per la precisione, non ricevano un centesimo fuori stipendio per il raggiungimento dei risultati, “stessi risultati che fruttano invece ai dirigenti fior di quattrini”, spiegano i sindacati. Ma dalla famosa verifica del Mef che aveva rilevato irregolarità nella distribuzione del fondo del salario accessorio, nel 2012, il fondo è bloccato e i dipendenti non percepiscono la produttività.

Dopo mesi di trattative, richieste di pareri ad ogni organo possibile immaginabile, scambi di email tra assessori, sindaco e dirigenti, incontri con i sindacati, dovremmo essere giunti al punto si svolta. Ripercorriamo gli ultimi passaggi. Dopo un incontro con i sindacati, il sindaco Massimo Bergamin ha scritto al dirigente del personale, Alfonso Cavaliere, di procedere all’inserimento nella bozza di delibera per la ricostruzione del fondo a partire dal 2012, anche i 129mila euro all’anno chiesti dai sindacati che facevano parte di una controdeduzione degli uffici comunali alla verifica del Mef. Questo il primo giugno. Il 6 giugno, Cavaliere risponde al sindaco spiegando la sua contrarietà all’inserimento di quei soldi nel fondo che giudica “un passaggio illegittimo”, nonostante le controdeduzioni al Mef, che parlavano di quella cifra, le avesse fatte proprio il suo ufficio. Il dirigente, nella risposta al sindaco, aggiunge anche la sua perplessità sulla decisione del sindaco che sarebbe, a suo dire, frutto di pressioni sindacali. Il sindaco allora risponde con un sollecito, il 13 giugno, in cui riformula la stessa richiesta al dirigente, sottolineando come nella sua veste possa intrattenere gli incontri che ritiene più opportuni, anche con i sindacati, chiaramente.

Insomma, ora è uno scontro acceso tra la politica e la struttura comunale. Uno scontro del genere non si era mai visto prima – spiega Paolo Zanini, Cgil fp – Vediamo fino a che punto è forte questa amministrazione. Ora siamo alla prova dei fatti: il sindaco ha dato disposizione di fare la delibera, non ha chiesto al dirigente un parere. Ma per vincere la battaglia qualche testa dovrà saltare. Tra l’altro l’assessore al personale, Antonio Saccardin, che dovrebbe essere dimissionario da tre mesi (LEGGI ARTICOLO), non sembra esattamente in linea con il pensiero del primo cittadino. Il primo ostacolo che dovrà affrontare il sindaco, dunque, sarà proprio la sua giunta”. E se la giunta non sarà unita sulla decisione? Il sindaco sarà costretto a fare un passo indietro, mangiandosi la faccia e dando “vittoria” al dirigente, pur di salvare la sua maggioranza?

“Il personale del Comune di Rovigo è sotto organico e per questo già in sofferenza – spiega Francesco Malin, Cisl fp – il carico di lavoro è sempre più pesante e non ricevono neppure un po’ di produttività. E poi vogliamo ricordare che non siamo l’unico Comune ad aver subito la verifica del Mef ma negli altri hanno già risolto da tempo la questione con i piani di razionalizzazione”. “Il silenzio del segretario generale in questo momento è sconcertante – spiega infine Cristina Garbin, Uil fpl – E le hanno anche aumentato lo stipendio. I dirigenti continuano a prendere le indennità e prendono soldi per il raggiungimento degli obiettivi che senza i dipendenti non raggiungerebbero mai. Però al resto del personale neanche un centesimo in più”. 

La parola “fine” dovrebbe arrivare entro mercoledì 21 giugno, quando è fissata l’assemblea con i lavoratori, momento durante il quale i sindacati vorrebbero dare una risposta definitiva ai lavoratori. Se si procederà secondo la volontà del sindaco, probabilmente la vicenda sarà chiusa. Altrimenti, è molto probabile che il sequel di questo film si sposti in un’aula di tribunale dove i lavoratori potrebbero impugnare la scelta del Comune, che metterebbe da parte per loro solo le briciole.

Roberta Boldrin

15 giugno 2017
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