RUGBY PRO12 A Parma che non tirasse una buona aria era noto da tempo, ma la federazione ha ufficializzato la chiusura della società privata e il reintegro delle Zebre. Rovigo deve trovare un accordo con il Benetton per non rimanere fuori dai giochi

Zebre: ritorna tutto in mano alla Fir, ma lo era già

Roberto Tenga, ex Rovigo, indosserà la maglia delle Zebre (se si chiameranno ancora così)
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Ennesimo pasticcio. Due anni fa l’annuncio della privatizzazione di una franchigia federale che ha di fatto rafforzato i rapporti sono con alcuni club, ora la mancanza di fondi e l’intervento della Fir per salvare la faccia a livello internazionale per non perdere il posto in Pro12. Per il Viadana in dissesto finanziario qualche anno fa si crearono le Zebre, adesso? Tutto come prima, e per il campionato di Eccellenza la FemiCz Rovigo ha visto invece ridursi il contributo federale. Forse era meglio puntare su una franchigia sola e spendere i soldi per i settori giovanili dei club e per promuovere il massimo campionato dello stivale, invece di buttare all’aria 8 milioni di euro all’anno in un torneo che le squadre italiane non vinceranno mai.


Parma - Assomiglia alla vicenda Viadana, ma per il club mantovano la Fir non ha mosso un dito qualche anno fa, anzi lo ha fatto creando le Zebre di Parma. Una franchigia che partecipa al campionato del Pro12 con il Benetton Treviso, all’inizio una gestione completamente federale con investimenti importanti (4 milioni di Euro a stagione a testa), poi due anni fa la decisione di privatizzare la franchigia federale cercando partner commerciali, ma mantenendo lo stesso contributo. Parma ha fallito, anzi le Zebre. Dopo 24 mesi non ci sono le risorse necessarie per andare avanti, un campionato celtico con compagini irlandesi, gallesi e scozzesi che hanno budget nettamente superiore, impossibile competere. Ci è riuscito solo il Benetton Treviso in una formidabile stagione, per il resto è stato bui pesto. 

Una scelta federale che ha impoverito il campionato, i migliori giocatori azzurri militano a Parma (fino a quando ci resterà) o a Treviso, i più fortunati all’estero. Il progetto prevedeva la partecipazione di due squadre in un campionato superiore per far crescere il livello della Nazionale, purtroppo i fatti non hanno dato ragione alla Fir. Adesso la Federazione italiana rugby si ‘riprende’ le Zebre, o meglio, verrà costituita una nuova società di cui la Fir ne avrà il pieno controllo, lo sottolinea con una nota di mercoledì 21 giugno “La nuova società sarà interamente partecipata dalla Federazione stessa con l'obiettivo di rispettare gli accordi vigenti e garantire la partecipazione di due squadre italiane al Guinness PRO12 sino al 2020”. Da settimane il puntuale ufficio stampa della franchigia parmense non dà segni di vita, eppure si lavora sotto traccia prendendo accordi con atleti e rassicurando gli stessi cercando di evitare che prendano la strada francese o inglese.

Asse Zebre - Calvisano - Fiamme Oro sempre più forte, molti nuovi innesti provengono proprio da queste società del campionati di Eccellenza: Sami Panico, Luhandre Luus, Matteo Minozzi (castigatore del Rovigo in finale poche settimane fa), Renato Giammarioli, Roberto Tenga (ex FemiCz Rovigo e da un anno alle Fiamme Oro), Riccardo Raffaele. Operazione di mercato mai ufficializzate, ma sarà così. Lo stesso tecnico federale Gianluca Guidi, ex Zebre e Calvisano, ha preso la strada di Roma firmando un accordo triennale con il Gs Sportivo della Polizia di Stato. Un tecnico molto apprezzato, due scudetti con il club bresciano battendo il Rovigo in casa e fuori sono un bel biglietto da visita da presentare a Ponte Galeria. 

Se le Zebre saranno interamente “partecipate dalla Fir”, è chiaro che si creerà una anomalia con il Benetton Treviso che riceverà i contributi, ma dovrà camminare anche con le proprie gambe trovando dei fondi extra (come ha già fatto). A questo punto la FemiCz Rovigo, che negli ultimi anni aveva deciso di uscire dal sistema celtico dei permit player, dovrà necessariamente ritornare sui propri passi. Un riavvicinamento con il Benetton Treviso è necessario per avere la possibilità in futuro di avere a disposizione giocatori che ambiscono al salto di qualità, anche se il sistema delle porte girevoli al Battaglini non è mai piaciuto (soprattutto negli ultimi tempi). Diversamente i migliori, o presunti tali, transiteranno sempre più spesso in altre società di Eccellenza (soprattutto quelle in 'quota' Zebre), quelle che aderiscono alla filiera Accademia - Franchigia - Nazionale: la somma di queste componenti per gli atleti genera un bel gruzzolo (non certo paragonabili ad altri sport ovviamente), difficile rinunciarci per amore di colori di cui spesso non si conosce il valore. Questo è il sistema in vigore, prendere o lasciare. 

Giorgio Achilli

 

21 giugno 2017
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