ISTITUTI POLESANI FICAROLO (ROVIGO) L'accusa punta il dito sulla rivalutazione di 61 ospiti della struttura che nel 2006 videro rivalutata le loro condizioni, con una maggiore spesa di circa 6 milioni per il pubblico

Pazienti "aggravati" e maggiori costi: chieste le condanne

DOMINA fuori tutto

Nella mattinata di venerdì 23 giugno è stata celebrata la prima parte dell'udienza preliminare a carico di 13 indagati, tra Ulss e Istituti Polesani di Ficarolo, per una presunta truffa ai danni dell'azienda sanitaria (LEGGI ARTICOLO)



Rovigo - Per dei 10 dei 13 indagati l'accusa ha chiesto in rito abbreviato la condanna a due anni, per la presunta truffa che sarebbe stata messa a segno ai danni dell'Ulss 18. Per altri due si è discusso il rinvio a giudizio, mentre per l'ultimo arriverà il non luogo a procedere, dal momento che è morto nel frattempo.

Uno scenario che vede coinvolte, appunto, 13 persone, ognuna di seguito identificata con quello che, all'epoca, era il suo ruolo: M. M., legale rappresentante degli Istituti Polesani; A. M., direttore generale dell'Ulss 18; A. P., direttore dei servizi sociali dell'Ulss 18; E. R., direttore sanitario dell'Ulss 18; E. T., direttore del Dipartimento di salute mentale dell'Ulss 18; G. P., direttore della Struttura operativa complessa distretti sociosanitari Ulss 18; S. R., direttore Soc assistenza primaria Ulss 18; M. Z., responsabile Svama (schede per la valutazione multidimensionale delle persone adulte e anziane), dipendente Ulss 18; C. A., medico psichiatra Ulss 18; T. G., medico curante agli Istituti polesani; F. B., assistente sociale agli Istituti Polesani; L. L., psicologo agli Istituti Polesani; M. S., psicologo agli Istituti Polesani.

E R. ed S. R. non hanno avanzato richiesta di rito abbreviato, ad eccezione degli altri indagati, mentre M. S. si è spento nel periodo intercorso tra le indagini preliminari e l'udienza preliminare.

Sono chiamati in causa, a vario titolo e con differenti ruoli ipotizzati, con riguardo alla rivalutazione di 61 pazienti degli Istituti Polesani di Ficarolo, struttura privata, ma convenzionata col pubblico, specializzata nell'assistenza a persone con problemi psichiatrici. 

I 61 pazienti, secondo la tesi accusatoria, nel 2006, a seguito di esame di apposita commissione, vennero rivalutati da media intensità ad alta. Il che significa maggiore esborso per lo Stato, trattandosi di degenti ospitati in convenzione: a carico del Servizio sanitario nazionale, che si appoggia a strutture private ma convenzionate - gli Istituti appunto - che vengono poi rimborsate. Dal 2006 a ottobre 2014 (data dell'ultimo pagamento), in questo modo secondo la Procura lo Stato sarebbe indotto con l'inganno, dal momento che le schede Svama erano false, a pagare 6.699.610 euro. Queste le tesi investigative.

Questo in virtù del fatto che il costo di degenza di un paziente psichiatrico varia - e non poco - in funzione dell'intensità del disturbo, ossia della sua gravità.

La Procura, in fase di indagini preliminari, aveva anche domandato misure cautelari, che il giudice per le indagini preliminari aveva negato. A suo avviso, infatti, il reato di truffa, sulla base degli elementi in mano agli inquirenti, sarebbe ben difficilmente contestabile. Perché al centro di tutto ci sono giudizi medici soggetti "come ogni disciplina complessa, a diversi punti di vista a seconda del grado di cultura scientifica o dell'orientamento o, in ogni caso, a seconda dei margini di discrezionalità comunque concessi nell'ambito della scienza medica".

Al termine della discussione, di fronte al giudice per le udienze preliminari Silvia Varotto, con la pubblica accusa affidata al pubblico ministero Sabrina Duò, hanno preso la parola le difese, tra gli altri gli avvocati Filippo Sgubbi, Marco Petternella, Anna Osti e Marco Linguerri, che non sono però riuscite a parlare tutte. L'udienza sarà quindi aggiornata a una prossima data.

L'argomento centrale delle difese è che l'opinione della commissione attorno alla quale ruota l'indagine sarebbe poi stato confermato, negli anni successivi, anche da altre commissioni alle quali nulla è stato contestato.

23 giugno 2017
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