CSA ADRIA (ROVIGO) Spinello scrive all’assessore: “Cuochi impegnati per la festa, non è che agli anziani toccheranno solo omogeneizzati, come spesso ultimamente avviene?”

In casa di riposo scatta il “Caso cena”

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Una nuova polemica sul Csa di Adria, innescata dalla lettera scritta dal consigliere comunale del Pd Gino Sandro Spinello all’assessore Patrizia Osti. Al centro di tutto, l’impiego del personale della struttura - sostiene Spinello - per organizzare una festa alla Casa di riposo



Adria (Ro) - “Caro assessore, credo spetti anche a  te vigilare sui servizi erogati agli ospiti  nella nostra casa di riposo, specialmente quelli per i quali il Comune partecipa al pagamento della retta o quelli che non hanno congiunti in loco”. Comincia così, la lettera che Sandro Gino Spinello, consigliere comunale del Pd, in minoranza in
consiglio comunale ad Adria, scrive all’assessore Patrizia Osti, per segnalare quello che, a suo avviso, è un problema.

“Ti voglio segnalare - spiega - che domani, sabato 22 luglio, viene organizzata alla  Casa di Riposo  di Cavarzere una ‘festa con cena’ aperta anche agli ospiti e ai familiari  del Csadi Adria. Mi risulta che per l’occasione la cucina e i cuochi della nostra struttura vengano  messi a disposizione per l’evento e che  anche i ‘nostri’ manutentori e le ‘nostre’ animatrici saranno impegnati nella preparazione e gestione dell’iniziativa . Questa sicuramente non è  attività  prioritaria del Csa, soprattutto in questo periodo  di conclamate difficoltà finanziarie; difficoltà che stanno avendo pesante  riscontro  sulla qualità delle prestazioni rese, specialmente per carenze di organico”.

“Ti segnalo la questione perché non vorrei che domani per cena  ai ‘nostri’ ospiti venissero somministrati  gli  ‘omogeneizzati’, come è già accaduto nel recentissimo  passato. Tengo a farti presente che la procedura seguita, fino all’arrivo del direttore Mauro Badiale,  prevedeva che all’ospite venisse somministrato cibo omogeneizzato solo se prescritto dal medico attraverso  apposita ricetta, ricetta che veniva conservata  nel reparto di degenza dell’ospite stesso ; ora, invece,  si fa uso di questi alimenti quando ‘emergenze’ non permettono lo svolgimento normale del servizio cucina”.

“Ritengo inoltre opportuno portarti a conoscenza  che, fino all’arrivo di questo nuovo direttore, quando venivano organizzate le cosiddette ‘cene di nucleo’ tra degenti, personale e famigliari, quest’ultimi corrispondevano  una quota di partecipazione pro-capite di otto euro; adesso, invece, tutto è diventato gratuito. Considero questo atteggiamento non particolarmente etico da parte di chi dirige l’ente, vista la gravità con cui viene dipinta la situazione economica”.

“La pesante  situazione finanziaria è stata  indicata come la causa delle consistenti restrizioni  salariali nei confronti dei dipendenti di livello più basso, come lo sono gli operatori di assistenza. Mi auguro che tu non approvi questa nuova stagione inaugurata dagli amministratori del Csa”.

21 luglio 2017
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