IL CASO A VILLADOSE (ROVIGO) Il Comitato Terre Nostre invia una lettera di diffida al Comune per impedire l'insediamento di un impianto da 58mila polli per nove cicli l'anno, per un totale di oltre 500mila animali

Quel mezzo milione di polli che spaventa il paese

Tra ville e giardini 2018

Dopo quella per i visoni, scatta una nuova battaglia ambientalista per il comitato Terre Nostre di Villadose, volta a contrastare l'insediamento di un grosso allevamento di polli. Secondo questa analisi, il paese ha già dato anche troppo, dal punto di vista ambientale



Villadose (Ro) - "Il 12 luglio il Comitato Terre Nostre Veneto e la locale sezione di Terre Nostre Villadose hanno presentato al Comune di Villadose una diffida e una serie di osservazioni volte  ad impedire l’apertura di un nuovo allevamento intensivo di polli in un appezzamento agricolo a un chilometro dal centro del paese". Lo ribadisce Lucia Poazzato, portavoce del comitato.

In particolare, il comitato ambientalista, già noto alle cronache per la campagna contro l’allevamento intensivo di visoni, rileva "problemi relativi a iter procedurale, inquinamento atmosferico, problemi sanitari, distanze da altri allevamenti, che il Comune deve valutare prima di autorizzare tale insediamento".

Ma ci sono questioni, secondo il Comitato, sotto l'aspetto dell’iter procedurale. "Non è stata fatta - prosegue la nota - nessuna assemblea pubblica per presentare il progetto ai cittadini di Villadose e questo è in contrasto con la Convenzione di Aarhus che garantisce il diritto  di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale".

"In merito ai problemi di inquinamento, le  discariche 'Taglietto 0', 'Taglietto 1', 'Taglietto 2' e 'Taglietto 3'   influiscono già pesantemente e negativamente sulla qualità dell’aria e dell’acqua del paese; inoltre a Villadose sono presenti altri impianti impattanti dal punto di vista dell’inquinamento dell’aria sia per l’emissione di sostanze chimiche, di polveri sottili  che di sostanze odorigene moleste: oltre alle discariche già menzionate, allevamento di visoni, allevamenti di suini, altri allevamenti avicoli,  fabbrica farmaceutica, fabbrica di materie plastiche. Le esalazioni odorigene moleste si fanno sentire ormai anche nelle vicine località di Gavello, Pezzoli, Ceregnano".

"Dai risultati delle centraline Aarpav risulta che il nostro territorio è molto inquinato dal punto di vista delle Polveri Sottili PM10 e PM2,5 (che sono causa di tumori e/o patologie all’apparato respiratorio, urinario e ghiandolare): autorizzare un nuovo allevamento in una zona già così martoriata influisce positivamente sull’aumento dell’inquinamento e negativamente sulla salute dei suoi abitanti"

Le dimensioni del nuovo progetto, secondo il Comitato, sarebbero poi veramente importanti. "Secondo il progetto di costruzione del nuovo allevamento avicolo da 58mila capi, i cicli di allevamento sarebbero 9 ogni anno:  significa che ogni anno i capi che entrano ed escono dai capannoni sono 58mila X 9 per un totale di 522mila capi".

"Questo comporta un enorme aumento del traffico pesante su strada pubblica di campagna (via Verdi) già abusata dal traffico pesante a causa della presenza dell’allevamento di visoni e dell’allevamento di maiali. E’ evidente che  acconsentire all’allevamento significa aumentare ulteriormente l’emissione di polveri sottili nell’aria, non solo per l’aumento del numero di capi avicoli, ma – soprattutto - per l’aumento del traffico di mezzi pesanti".

"Terre Nostre contesta, inoltre, che nella relazione tecnica che accompagna il progetto non sia stato presentato un reale studio di impatto ambientale, in quanto non sono menzionati e presi in considerazione  i risultati delle centraline  Arpav, non sono stati considerati tutti gli altri impianti fortemente impattanti già presenti nel paese e non è stato considerato il sostanziale aumento del traffico da mezzi pesanti".

"Per quanto riguarda i problemi sanitari, la zona del Veneto non è estranea a problemi ed epidemie da Influenza Aviaria – è notizia di pochi mesi fa di un allevamento colpito da questa malattia nella zona di Porto Viro e del mantovano mentre la Regione Veneto è costretta ad operare tutte le misure necessarie per contenere l’epidemia: la presenza di ulteriori animali, in elevato numero e densità, aumenta la possibilità  del diffondersi della virosi che potrebbe essere trasmessa anche all’uomo, vista anche la distanza di appena 500 m. da un allevamento di suini, veicolo per la trasmissione del virus all’uomo. Per lo stesso motivo vi può essere un aumento anche di patologie allergiche respiratorie e/o di altre patologie soprattutto all’apparato respiratorio".

 

"Per tutti questi motivi, Terre Nostre Veneto e la sezione di Villadose invitano il sindaco ad applicare  il principio di precauzione che gli compete, inteso a proteggere la salute dei cittadini, della quale lui è il primo garante, e di valutare attentamente le  conseguenze di ordine sanitario che dovessero manifestarsi a breve, medio e lungo termine nella popolazione residente nel territorio comunale e specificatamente nell’area caratterizzata dalle criticità ambientali  indicate".

"Nel contempo diffidano sindaco, amministrazione comunale e responsabile dell’ufficio tecnico del comune a dare il proprio assenso alla costruzione dell’allevamento avicolo, nonché ad autorizzare  e dare esecuzione a futuri progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale".

21 luglio 2017
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