POLTICA ROVIGO Dopo Bartolomeo Amidei interviene Valter Roana per difendere le posizioni di chi ha sempre creduto nel partito di Silvio Berlusconi e non lo strumentalizza per riceverne vantaggio

Forza Italia a Rovigo è un partito malato

Tra ville e giardini 2018
Per preparsi alle prossime elezioni politiche del 2018 Forza Italia diventa un partito inclusivo piuttosto che esclusivo. Queste le direttive agli azzurri: dalla Camera dei deputati il segnale di accettare gli ex leghisti di Tosi, in Polesine, si comincia a ricomporre il gruppo elettorale che sosteneva Bruno Piva. Dopo il j'accuse di Bartolomeo Amidei contro le promesse disattese da Massimo Bergamin, ritorna a farsi sentire l'ex coordinatore comunale di Forza Italia Valter Roana che se la prende con chi starebbe "assaltando la diligenza". Se la malattia nel partito è evidente, tentare di curarlo potrebbe essere il colpo fatale


Rovigo – I sintomi tra gli azzurri di Silvio Berlusconi sono evidentissimi, la malattia è ormai conclamata, una sindrome rancorosa all’apparenza indebellabile fatta di sgambetti e ripicche con un decorso clinico che porterà ad uno stravolgimento dello scenario politico polesano.
 
L’ultima goccia che, invece di spegnere i fuochi, ha acceso la miccia, è stata la costituzione del club Forza Rovigo da parte di Giacomo Sguotti, consigliere comunale di Rovigo a cui ha aderito anche la figlia Alessandra, assessore di Massimo Bergamin, che si è pure iscritta al partito di Berlusconi pur di essere del club, primi sostenitori del sindaco eletto, con Andrea Bimbatti e Stefano Bellinazzi (LEGGI ARTICOLO).
 
Bellinazzi, dopo aver sposato l’idea di Alessandro Duò e di Alberto Rao di appoggiare la politica di Julik Zanellato e Nadia Romeo proprio contro la coalizione Forza Italia e Lega Nord del 2015, a fine giugno di quest’anno, in occasione dell’inaugurazione della sede di Fratelli d’Italia a Canda, ha incontrato per una chiacchierata politica i due referenti provinciali del partito: Valeria Mantovan e Daniele Ceccarello. Sembra siano stati proprio loro, lasciando tiepida la discussione politica di vederlo neo iscritto al partito di Giorgia Meloni, a spingere Bellinazzi verso lidi a lui più consoni, soprattutto in una fase, quella di Forza Italia attuale, inclusiva piuttosto che esclusiva.
 
Una Forza Italia talmente inclusiva che il deputato della Bassapadovana Roberto Caon, della lista di Flavio Tosi, si è visto accettata la richiesta di adesione al Gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera, ed è quindi prevedibile che, al Senato, possa capitare la stessa cosa per la senatrice Emanuela Munerato, eletta con i voti della Lega Nord, passata alla lista di Tosi, e sicuramente incompatibile con la politica salviniana del partito. Anche in consiglio comunale a Rovigo vi è un esponente di Tosi, Antonio Rossini, che è in minoranza solo per uno “scherzo” elettorale del metodo D’Hondt visto che è stato iscritto sia alla Lega Nord che a Forza Italia.
 
Il senatore Bartolomeo Amidei, commissario provinciale del partito, negli ultimi giorni non ha lesinato parole nei confronti di chi vorrebbe compiere l’assalto alla diligenza, esautorarlo, cambiare per esempio il vicesindaco di Rovigo Ezio Conchi, proporre nomine di partito senza consultarlo, dettare agenda e linea politica escludendolo a piè pari, come per esempio sul caso fusione con Cvs.
Dopo Amidei, Valter Roana, ex referente comunale di Forza Italia prima del commissariamento, si dimostra solidale con i colleghi di Padova ed a Rovigo che hanno mantenuto in vita Forza Italia nei momenti di massima difficoltà, e si ritrova oggi gli stessi che hanno messo in crisi il partito bussare alla porta da cui se ne sono andati per carenza di opportunità personali.
“C’è chi è rimasto sulle barricate ed ha portato avanti il partito nella speranza di ricostruire il sogno tracciato da Silvio Berlusconi 20 anni fa – commenta Valter Roana – e poi ci sono i profughi, quelli tanto amati dal sindaco Bergamin, senza patria e senza bandiere, che hanno tradito per seguire il proprio interesse e che vorrebbero rientrare oggi senza nemmeno chiedere permesso”.
Impietosa la conclusione di Roana: “Faccio parte sicuramente del gruppo degli ingenui, come tradito, ma i traditori rimangono comunque degli infami”.
 
La cura proposta da Roana, che concentra il problema Forza Italia in particolare su Rovigo e sulla nefasta influenza di Alessandro Duò sul sindaco Bergamin, vede in primis la necessità di lasciare fuori dal partito Paolo Avezzù, spinto da troppi interessi personalistici e con una interminabile lista di persone a lui vicine da “sistemare”. Bisognerebbe poi, sempre secondo Roana, impedire che persone in passato o nel presente vicine a Duò possano in qualche modo interferire nella vita politica di Forza Italia in quanto questo genere di infiltrazione non porta, a suo dire, nulla di buono. L’ultima riflessione di Roana è tutta interna a Forza Italia e riguarda proprio la corretta gestione dei ruoli di commissariamento del partito: “Il commissario regionale Adriano Paroli sia rispettoso dei ruoli, stia nei suoi ranghi, la smetta di dare corda a Massimo Bergamin che, pur di saltare Amidei fa oggi quello che faceva ieri con Piergiorgio Cortellazzo. Questi giochetti, del dividere le parti, saltando i ruoli, tipici di Bergamin mi disgustano. La cura del partito deve passare per forza nel rispetto delle regole”.
 
Se questa è la cura… viene spontaneo chiedersi se il paziente potrà sopravvivere.
6 agosto 2017
Studio legale Fois 468x60




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