ASSEMBLEA LAVORATORI PALAZZO CELIO ROVIGO Presenti il parlamentare Diego Crivellari e il senatore Bartolomeo Amidei. I dipendenti: “Questo è un lento morire, non servono solo i soldi ma anche una prospettiva”

L’onorevole del Pd: “Abbiamo sbagliato, la Provincia serve eccome”

Tra ville e giardini 2018

Stufi di sentirsi sotto attacco, rappresentati nell’ideologia comune come lavoratori sfaticati, e sconcertati dal possibile futuro dell’ente per il quale lavorano tutti da molti anni. I dipendenti della Provincia, che aderiranno allo sciopero nazionale di venerdì 6 ottobre, esprimono il loro rammarico di fronte ai rappresentanti parlamentari del territorio. I sindacati: “Pronti a rilanciare l’ente ma serve l’aiuto di tutti. Partiamo dal segretario generale, ne basta uno condiviso tra Comune e Provincia”. Crivellari: “Avete ragione, la gente ha bocciato la riforma con il referendum, ora dobbiamo ridare dignità all’ente”


Rovigo – “Noi lo diciamo ancora dal 2014, ma ora è il momento che qualcuno ci ascolti. Con il bilancio che piange, le strade da sistemare e i lavoratori che, nonostante il cliché del dipendente svogliato, hanno voglia di lavorare e riportare alla luce l’ente dopo una riforma che l’ha ammazzato, è il momento di reagire. Cominciamo con gli incarichi inutili come quello del direttore generale e poi scegliamo di avere un unico segretario generale condiviso tra Comune e Provincia”. Al termine di una assemblea sindacale dei lavoratori della Provincia, molto partecipata e seguita dall’onorevole Diego Crivellari e dal senatore Bartolomeo Amidei, i sindacati e le Rsu lanciano una proposta per l’ente. Che comincia dalla riduzione delle spese sostenute dall’ente per la segretaria e direttrice Maria Votta Gravina. E poi si passa al vero e proprio rilancio dell’ente che secondo i sindacati deve essere condiviso dal territorio e potrebbe comprendere nuovi servizi utili ai Comuni. 

“Questo è un lento morire – dice un dipendente rivolto ai rappresentanti politici presenti – Qualcuno abbia il coraggio di dircelo in faccia, siamo stufi di sentirci dire che non ci sono soldi, servono riforme con testa e coda. Io mi occupo di edilizia scolastica, non c’è nessuno che si difenda. A nessuno di noi interessa il blocco dei siti internet. Siamo sempre in meno con tanto lavoro da fare e senza soldi. Stufi di demagogie varie. Diteci quale sarà il futuro di questo ente”. 

E Diego Crivellari, parlamentare del Pd, risponde: “State pagando gli effetti di una legge abortita ma vi posso assicurare che ora c'è una volontà di invertire la tendenza. Il destino dell'ente? Non ho una risposta definitiva ma ammetto che abbiamo sbagliato. Nella Provincia ora ci credo, siamo costretti a crederci dopo il referendum che ha bocciato la riforma dell’ente. E mi rendo conto che i piccoli Comuni non possono continuare da soli senza Provincia. I tagli non hanno portato una riduzione dei costi ma solo un senso di incertezza. Questa è una autocritica che ora si deve tradurre in una risposta concreta. Speriamo e solleciteremo il Governo a fare una riflessione simile”.

Il tempo che ci rimane come Provincia non è molto – commentano sindacati ed Rsu – Abbiamo venduto e se non vendiamo altra parte del patrimonio non sappiamo più come fare ad esistere”. “Ora abbiamo avuto il riconoscimento di rappresentanti di opposizione e governo – commentano Paolo Zanini, Cgil fp e Cristina Garbin, Uil fpl, al termine dell’assemblea – Hanno promesso di dare ruolo nuovo e importante alle province. Noi vogliamo coinvolgere i consiglieri per analizzare progetti concreti per rilanciare l’ente. Contro una infamante campagna riusciamo a resiste solo se sfidiamo l’opinione pubblica a colpi di rilancio. Partiamo dal mettere insieme le figure di segretario e direttore senza incidere sui servizi, proponiamo un segretario unico e continuiamo con le mobilitazioni che ci danno più forza nella contrattazione. Siamo pronti a sfidare Comuni e amministrazione provinciale per ragionare sull’aumento dei servizi, noi siamo disponibili”.

 

 

2 ottobre 2017
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