TRAGEDIA IN TRANSPOLESANA (ROVIGO) Albano Casello, 45 anni, di Lendinara, e  Franco Tridello, 64 anni, di Villanova del Ghebbo, persero la vita il 6 febbraio del 2015, in tarda serata

Operai falciati e uccisi, in cinque vanno a processo

Confartigianato Polesine 11 dicembre 2018

Albano Casello, 45 anni, di Lendinara, e  Franco Tridello, 64 anni, di Villanova del Ghebbo, furono falciati da un tir nella tarda serata di venerdì 6 febbraio del 2015, mentre si trovavano, secondo la ricostruzione dei fatti operata in sede di indagini, al lavoro per riparare buche segnalate come pericolose sulla Transpolesana (LEGGI ARTICOLO). Per quella tragedia la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio di cinque persone. Era stata chiamata in causa, come responsabile civile, anche Anas - assieme ad altre società - in vista di un possibile risarcimento alle famiglie dei due operai. Nella mattinata di martedì 24 ottobre è arrivato il rinvio a giudizio di tutti gli imputati, cinque. Significa che dovrà essere un processo dibattimentale a vagliare l'attendibilità delle accuse ipotizzate a loro carico



Badia Polesine (Ro) - Un rinvio a giudizio, per tutte le accuse ipotizzate dalla Procura. Quest'ultima ipotizzava, a carico di tutti e cinque gli indagati, a vario titolo e con differenti posizioni ipotizzate, l'ipotesi di reato di omicidio colposo, e a uno solo di loro, il datore di lavoro dei due operai falciati e uccisi da un camion nelle tarda serata di venerdì 6 febbraio del 2014 mentre secondo questa ricostruzione dei fatti sistemavano le buche in Transpolesana, contesta anche reati in tema di falso "in quanto formava o faceva formare documentazione falsa attestante la formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro", relativamente ai due operai. Queste le tesi accusatorie che ora dovranno essere vagliate nel corso di un processo dibattimentale che vivrà la prima udienza, molto probabilmente dedicata alle formalità, il prossimo 4 aprile.

Al centro dell'udienza preliminare, celebrata nella giornata di martedì 24 ottobre, la doppia tragedia in Transpolesana che vide, oltre due anni fa, due operai dipendenti, secondo questa ricostruzione dei fatti, di una ditta polesana, Albano Casello, 45 anni, di Lendinara, e  Franco Tridello, 64 anni, di Villanova del Ghebbo, venire investiti da un tir, nella tarda serata del 6 febbraio scorso mentre erano al lavoro, in Transpolesana, per la riparazione di buche segnalate come pericolose. Entrambi morirono sul colpo.

Dopo tutte le indagini del caso, svolte dai carabinieri assieme al personale Spisal, sono state cinque le persone per le quali la Procura ha chiesto il processo. M. P., 62 anni, di Mesola, conducente del camion; L. V., 52 anni, di Villanova del Ghebbo, datore di lavoro dei due operai: E. G. L. D. C. D., 42 anni, di Mestre; F. A., 56 anni, di Mestre; A. M., 66 anni, di Treviso; questi ultimi tre funzionari Anas.

Il primo viene chiamato in causa, appunto, come conducente; il secondo perché, secondo questa ricostruzione dei fatti, la ditta aveva ricevuto in appalto da Anas i lavori di sistemazione su quel tratto di strada; i funzionari di Anas in quanto Anas era committente dei lavori.

I familiari dei due deceduti si sono costituiti parte civile, assistiti dagli avvocati Maria Alessandra Labia per i parenti e congiunti di Casello e dagli avvocati Luigi Migliorini e Federico Bardelle per i familiari e congiunti di Tridello. Questi ultimi si sono costituiti nei confronti di Anas, individuata come responsabile civile, ma non del datore di lavoro. A difendere gli imputati sono, invece, gli avvocati Lorenzo Locatelli per il conducente del camion, Marco Petternella di Rovigo per il titolare della ditta polesana, mentre Anas è assistita dagli avvocati Daniele Ripamonti e Gregorio Cavalla.

24 ottobre 2017
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