RUGBY ECCELLENZA I ritorni a Rovigo non sono mai stati fortunati, ma Umberto Casellato ha un conto in sospeso, e dopo aver vinto lo scudetto con il Mogliano, e con la doppia esperienza in Pro12, ci arriverà più maturo

Il binomio McDonnell-Casellato potrebbe rivelarsi una sorpresa

Joe McDonnell ed Umberto Casellato
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Umberto Casellato è sicuramente uno dei personaggi più interessanti tra i tecnici italiani anche se questa categoria non è che goda di buona considerazione visto che la panchina della nazionale azzurra è da tempo immemorabile terra di conquista di allenatori stranieri e che alla guida delle due franchigie, salvo qualche esperimento mal riuscito nel passato, ci sono stati, e ci sono tutt'ora, tecnici foresti. Con la FemiCz Rovigo conquistò le semifinali scudetto quando ancora il campionato comprendeva il colosso Benetton. 

leggi l’articolo sull’esonero di Jason Wright


Rovigo - Nella storia della società rossoblù i tecnici di “ritorno” sono sempre stati dei casi rari e non si sono mai rivelati una scelta felice. Il caso più eclatante riguarda una delle icone del rugby rodigino e nazionale, quello di Mario “Maci” Battaglini che tornò sulla panchina del Rovigo, dopo averlo guidato come giocatore-allenatore nel periodo dei primi scudetti degli anni '50, nel 1966 in uno dei periodi più difficili del club di Viale Alfieri. “Maci” e il Rovigo si lasciarono qualche anno più tardi e non lo fecero nel migliore dei modi. Capita quando le cose non vanno bene. L'altro allenatore che fu protagonista di un andata e ritorno sulla panchina dei bersaglieri fu lo scozzese Nairn McEwan. Arrivò la prima volta nel 1982/83 e rimase a Rovigo per due campionati. Venne richiamato una decina d'anni più tardi a sostituire l'australiano Grant Andrews, esonerato poco oltre la metà del campionato. McEwan chiuse la stagione senza infamia e senza lode e non si meritò la conferma. 

Adesso sembra ormai cosa fatta il ritorno in Polesine di Umberto Casellato, un ex eccellente che sulla panchina rossoblù visse una stagione, quella del 2009/10, positiva sul piano dei risultati ma piuttosto controversa nei rapporti con la dirigenza tanto che a fine anno il tecnico trevigiano e la società rodigina ritennero opportuno salutarsi senza nemmeno troppo rammarico. Dopo essersi seduto su panchine importanti (quella del Mogliano nell'anno dello scudetto, poi quella delle Zebre come vice, quella del Benetton Treviso come head coach e infine quella delle Fiamme Oro nella scorsa stagione) Umberto Casellato sembrerebbe in procinto di trasferirsi alla FemiCz Rovigo per sostituire l'esonerato Jason Wright. Difficile pensare che l'ex mediano di mischia del Benetton Treviso e della nazionale possa essere il “copia e incolla” del ruolo svolto dal tecnico neozelandese rimasto a Rovigo poco più di una stagione. La personalità e la figura di Casellato non si addicono a questa operazione. Il binomio McDonnell-Casellato, però, potrebbe rivelarsi una sorpresa. Come si dava per scontato, prendendo un granchio colossale visto come è finita, che l'abbinamento di due tecnici neozelandesi potesse risultare la migliore delle soluzioni per la FemiCz Rovigo per l'uniformità di idee e di metodi d'allenamento, allo stesso modo l'improbabile, almeno sulla carta, matrimonio tra la calma di McDonnell e l'istrionismo vulcanico di Casellato, in teoria destinato al fallimento, potrebbe, invece, risultare vincente. 

Attualmente il tecnico trevigiano è impegnato con il Colorno, dove svolge la funzione di Direttore Tecnico, ma pare che la chiamata da Rovigo abbia avuto su di lui un forte appeal. Casellato ha sempre riconosciuto che la sua esperienza alla guida della formazione rossoblù abbia rappresentato uno dei momenti chiave della sua carriera di tecnico e non ci vuole molto a capire che abbia una voglia matta di tornare al Battaglini per concludere un lavoro che aveva iniziato diversi anni fa. Arrivò a Rovigo in un momento particolare, il presidente era Susanna Vecchi, quando, dopo due brillanti stagioni, se ne andò Massimo Brunello che aveva riportato la FemiCz Rovigo nei play off dopo moltissimo tempo. Un divorzio, quello con il tecnico di Arquà Polesine, che l'ambiente rossoblù faticò a comprendere e il peso di quella situazione ricadde inevitabilmente sulle spalle del nuovo tecnico. L'inizio di campionato non fu dei migliori fino ad arrivare alla sconfitta interna con il Venezia (12 a 16) nella prima giornata di ritorno. Quello fu il punto della svolta per la FemiCz Rovigo di Casellato che infilò una striscia di otto vittorie, comprese quelle nei derby con il Benetton Treviso (34 a 28) e con il Petrarca (27 a 13), che permisero ai rossoblù di qualificarsi per le semifinali dove uscirono per la peggiore differenza punti nel doppio confronto con il Viadana (16 a 25 all'andata e 22 a 18 al Battaglini). Nonostante un campionato dal bilancio positivo (13 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte) a fine stagione le strade della FemiCz Rovigo e di Umberto Casellato si divisero per ragioni non del tutto spiegate. Al suo posto arrivò Polla Roux. Casellato è sicuramente uno dei personaggi più interessanti tra i tecnici italiani anche se questa categoria non è che goda di buona considerazione visto che la panchina della nazionale azzurra è da tempo immemorabile terra di conquista di allenatori stranieri e che alla guida delle due franchigie, salvo qualche esperimento mal riuscito nel passato, ci sono stati, e ci sono tutt'ora, tecnici foresti. Un aspetto che, piaccia o no, da la misura del livello degli allenatori italiani ritenuti, in particolar modo dalla stessa Federazione, non idonei a guidare le massime espressioni del nostro rugby. Se Casellato farà bene o male a Rovigo, qualora dovesse arrivare, è difficile capirlo considerata l'imprevedibilità del personaggio e il particolare contesto che troverebbe in viale Alfieri. Di sicuro non ci sarà da annoiarsi.

Roberto Roversi

 

26 ottobre 2017
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