L'INCHIESTA A ROVIGO Contestato anche un giro di fatture per operazioni inesistenti finalizzato all'evasione. Indagati in 11. E' lo sviluppo di una precedente inchiesta che vede invece uscire di scena i politici del Pd e altri

"Tangenti per lavorare con Asm Set Srl": terremoto giudiziario

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Undici indagati, nell'ambito di una indagine portata avanti dalla Guardia di finanza, coordinata dal sostituto procuratore Sabrina Duò, e che ipotizza un giro di tangenti e di fatturazioni per operazioni inesistenti. Indagine che, nel corso del tempo, ha visto la sua impostazione cambiare, così come modificarsi gli indagati, e che ora arriva al termine, con una notifica della Procura che ha la duplice natura di comunicazione di chiusura delle indagini preliminari per chi già era stato raggiunto da un avviso di garanzia, ma anche di avviso di garanzia per i nuovi indagati. Che non sono pochi


Rovigo - Tangenti per lavorare con Asm Set Srl, in particolare nel settore del fotovoltaico, pagate a Nicola Masiero, 55 anni appena compiuti, originario di Badia Polesine e residente a Folgaria, in provincia di Trento. E un giro di fatturazioni per operazioni in realtà mai effettuate e finalizzato all'evasione delle imposte, collegato non solo a Masiero, ma anche alla ex moglie Elena Grandi, 48 anni, di Rovigo, che è stata anche presidente di Ascom Confcommercio. Queste le ipotesi - così vanno considerate a questo stadio del procedimento - contenute nella comunicazione di chiusura delle indagini preliminari notificata dalla Procura di Rovigo, nella persona del sostituto Sabrina Duò, a 11 persone, con differenti posizioni, ruoli e responsabilità ipotizzate.

Una indagine nata a fine 2014, passata attraverso una prima richiesta di proroga a giugno 2015, deflagrata nell'agosto del 2015, quando arrivarono i primi sequestri di supporti informatici e altro e nei giorni scorsi oggetto di una udienza camerale di fronte al giudice per le indagini preliminari Pietro Mondaini, a fronte della richiesta di proroga della Procura, che ora però, alla luce di questa notifica, non appare più attuale.

In prima battuta l'informazione di garanzia era stata comunicata a Thomas Carraro, 40 anni, imprenditore di Rovigo, all'epoca socio di Elektra Srl, società che lavorava con Asm Set, secondo questa ricostruzione dei fatti; Enrico Taschin, 40 anni, originario di Monselice e residente a Rovigo, socio di Elektra; Elena Grandi; Nicola Masiero; Massimo Nicoli, 57 anni, all'epoca amministratore delegato di Asm Set, oggi direttore; Nello Chendi, 68 anni, ex presidente di Asm Set; Pietro Caberletti, 60 anni, sindaco di Bagnolo di Po, il primo Comune del Polesine nel quale è stato realizzato un grande parco fotovoltaico a terra.

A dare il primo impulso investigativo sarebbe stato un esposto presentato da un ex socio di Elektra. Ex socio che avrebbe avuto anche una lunga serie di contenziosi civili con Elektra, nei quali però non ha visto accolte le proprie ragioni. Da quella prima notizia di reato, gli accertamenti avrebbero però preso una direzione in parte differente. La comunicazione di chiusura delle indagini preliminari ha a sua volta apportato modifiche a quella che appariva l'impostazione originaria. Nella comunicazione, infatti, non figurano più i nomi di Nicoli, Taschin, Chendi e Caberletti. Appare quindi lecito ritenere che la loro posizione sia stata archiviata, esito che non prevede la notifica a carico dell'indagato. In parole povere, al momento di prendere la decisione finale, la Procura ha ritenuto di non contestare loro nulla.

Escono quindi di scena anche i due indagati "eccellenti", esponenti del Pd, la cui iscrizione sul registro degli indagati aveva scatenato un putiferio politico, a fine 2015, con l'allora segretario provinciale del Pd Julik Zanellato che aveva scritto anche una lettera al ministro della Giustizia Andrea Orlando, con quello che era apparso un sostanziale attacco, o comunque una posizione molto critica, verso la Procura rodigina e il suo operato in relazione a questa inchiesta (LEGGI ARTICOLO).

Ora, con la notifica, la Procura scopre le carte. Pare che l'impostazione della indagine sia in parte cambiata, dal momento che il medesimo atto ha, per Masiero, Grandi e Carraro, valenza di comunicazione di chiusura delle indagini, ma per altri otto indagati, quella di avviso di garanzia, dal momento che è la prima volta che ricevono una notifica di questo tipo.

Due i filoni dell'inchiesta, non scollegati tra loro. Prima, quello relativo alle fatture per operazioni inesistenti, che avrebbero consentito ai destinatari di abbattere le imposte iscrivendo nella dichiarazione dei redditi passività in realtà mai sostenute. Secondo la ricostruzione della Procura, allora, Masiero, sia come libero professionista che come direttore tecnico di Asm Set dall'estate del 2009, operante nella realizzazione di impianti fotovoltaici e da fonti rinnovabili, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti destinate alla ditta G & T, con legale rappresentante per un periodo la ex moglie Grandi. Si parla di una somma, tra 2011 e 2013, quanto ad anni di imposta, di circa 280mila euro, quanto a imponibile. 

Masiero, però, sarebbe stato anche amministratore di fatto della G & T,  che poi cambiò nome, della quale Grandi era stata amministratore per un periodo e Stefano Zennaro, 53 anni, di Rovigo per un altro. A tutti e tre, quindi, viene contestato il reato relativo all'avere inserito, nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012, 2013, e 2014, i passivi relativi alle fatture in questione.

Esisterebbe poi un secondo giro di fatture per operazioni insistenti ipotizzato dalla Procura. In questo caso sarebbero emesse, per gli anni di imposta dal 2011 al 2013, da G&T, per un imponibile complessivo di oltre 400mila euro. Ipotesi di reato contestata a Masiero e Grandi. Destinatarie sarebbero state le seguenti ditte: Esseimpianti Srl con sede legale a Lendinara; Elektra Srl con sede legale a Rovigo, società della quale Grandi, secondo questa ricostruzione, deteneva una quota pari al 25% del capitale sociale; Globo Asfalti Sas, con sede legale a Rovigo; Celen Srl, con sede legale a Lendinara; Conergy Srl Spa in liquidazione, con sede legale a Vicenza; Schuco International Italia Srl con sede legale a Padova; Torri Solare Srl, con sede legale a Quinzano D'Oglio (Brescia); Nrg Agrivis con sede legale a San Zeno di Naviglio, Brescia. Il maggior numero di fatture di questo tipo sarebbe stato emesso a Elektra e Esseimpianti.

E infatti i loro due legali rappresentanti sono stati indagati per avere iscritto le relative passività nelle proprie dichiarazioni relative agli anni di imposta in questione. Andrea Sterza, 51 anni, di Lendinara, amministratore di Esseimpianti per un imponibile complessivo di  circa 90mila euro quanto a imponibile; Carraro, amministratore di Elektra, per un imponibile nell'ordine dei 250mila euro circa.

Si viene poi al filone delle tangenti, che vari imprenditori sarebbero stati indotti da Masiero a versare per lavorare con Asm Set Srl. I fatti sarebbero ipotizzati e contestati sino all'ottobre del 2013. Qui, tutto ruoterebbe attorno a Masiero, dall'estate del 2009 con le mansioni di direttore tecnico di Asm Set, col compito di individuare i fornitori e stringere gli accordi del caso per la realizzazione degli impianti energetici da fonti rinnovabili. Avrebbe, in buona sostanza, indotto a versare tangenti i fornitori di beni e servizi ad Asm Set, in cambio del buon esito dell'affare. Tangenti sia per la prestazione di servizi (da parte di Elektra, Globo Asfalti, Celen, Esseimpianti) e di beni (con Conergy Italia, Nrg Agrivis, Schuco International, Torri Solare), sempre nell'ottica della realizzazione degli impianti fotovoltaici. Le tangenti avrebbero avuto un valore  pari al 15 - 20% dell'importo del lavoro o della fornitura da affidare, secondo la Guardia di finanza, e sarebbero state contabilizzate come fatture formate da Masiero relative a consulenze fittiziamente prestate dalla G&T alle ditte in questione.

Per avere pagato queste tangenti si trovano indagati Carraro per Elektra; Stefano Marchetto, 45 anni, per la Globo Asfalti; Saltarelli Michele, 30 anni, di Badia Polesine ma residente  ad Abano Terme, per la Celen; Sterza per la Esseimpianti; Giuseppe Sofia, 57 anni, di Vicenza, per la Conergy; Alessandro Cremonesi, 50 anni, di Rovato, Brescia, per la Nrg Agrivis; Franco Zonta, 55 anni, di Mirano, per la Schuco International Italia; Michele Torri, 30 anni, di Quinzano d'Oglio, Brescia, per la Torri Solare. Viene loro contestato il versamento delle somme - tangenti - che sarebbero stati indotti a pagare per il buon esito dell'affare.

Gli indagati, sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Andrea Cirillo, Debora D'Aquino, Michela Ferrati, Michele Brizzolari. Ora, inizia la fase, successiva alle indagini preliminari, nella quale gli indagati e le difese avranno la facoltà di chiedere di essere ascoltati dalla Procura o dalla polizia giudiziaria o di depositare memorie finalizzare a dimostrare già in questa fase la propria estraneità ai fatti contestati. Contestazioni che, allo stato, vanno considerate ipotesi.
28 ottobre 2017
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