ELEZIONI POLITICHE 2018 (ROVIGO) Oltre a Massimo Bergamin, anche il presidente della Provincia, e primo cittadino di Ceneselli, Marco Trombini, sarebbe pronto a candidarsi, ma con Fratelli d’Italia

Sarà una campagna elettorale con la fascia da sindaco

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Non più solo Massimo Bergamin e Sandra Passadore (LEGGI ARTICOLO), tra i possibili candidati polesani per le elezioni politiche del 2018 emerge anche il nome di Marco Trombini, presidente della Provincia e sindaco di Ceneselli pronto a correre per Fratelli d’Italia. E per chi si chiede se il primo cittadino Massimo Bergamin sia ancora in tempo per candidarsi, nonostante la fascia da sindaco che indossa, la risposta è sì


Rovigo – Cominciano a delinearsi i volti dei nostri rappresentanti del territorio che si presenteranno alle elezioni politiche del 2018. Diego Crivellari sarebbe il nome, la riconferma più che altro, scelto dal Pd per la Camera con una candidatura quasi certa nel collegio uninominale (LEGGI ARTICOLO); il sindaco di Rovigo, volto televisivo della Lega Nord, Massimo Bergamin che concorrerebbe per il suo partito con una candidatura al Senato sempre nel collegio uninominale, oltre ai volti di donne del centro destra, Forza Italia per l’esattezza, pronte alla candidatura per la Camera verosimilmente nei collegi uninominale per Sandra Passadore (presidente del Csa di Adria) e proporzionale per Cristina Folchini (presidente di Asm Set).

Ma spunta anche un altro nome illustre tra i possibili candidati: quello del presidente della Provincia e sindaco di Ceneselli Marco Trombini. Il Presidente e primo cittadino dovrebbe correre con Fratelli d’Italia.

Per quanto riguarda la candidatura di Massimo Bergamin, qualora le elezioni fossero indette anticipate, basta anche solo di qualche giorno, rispetto alla scadenza naturale della legislatura (cosa ormai quasi data per assodata), potrebbe tranquillamente iniziare la sua campagna elettorale con la fascia da sindaco al petto. Verrebbe infatti a mancare la regola per la quale un sindaco, per candidarsi, sarebbe obbligato a dimettersi 180 giorni prima delle elezioni regolari. Bergamin avrebbe infatti, in questo caso, la possibilità di scegliere, se eletto in Parlamento, se andarci o rimanere sindaco. Una scelta prevista a posteriori per la quale avrebbe tempo ben 30 giorni, dopo l’eventuale elezione in Senato, per decidere. 

E che ne sarebbe del Comune di Rovigo? Andrebbe in mano ad un “reggente”, normalmente il vicesindaco che lo condurrebbe fino alla prossima tornata elettorale, ovvero quella di maggio/giugno 2019. Ecco dunque che per “tagliare la testa” al vicesindaco Ezio Conchi, ormai non più gradito dal suo partito Forza Italia (LEGGI ARTICOLO), c’è un po’ di tempo in più. E anche un po’ di ragionamento in più da fare, sapendo che chi eventualmente lo andrà a sostituire potrebbe trovarsi a governare la città per almeno un anno. 

 

3 novembre 2017
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