GESTIONE RIFIUTI PROVINCIA DI ROVIGO La Regione rovina i piani di Consorzio Rsu ed Ecoambiente che pensavano di poter aprire il trituratore di Sarzano senza le necessarie autorizzazioni. Riunione urgente a Venezia per chiarire le responsabilità

"Inutile, non autorizzato, difforme e da non aprire"

Tra ville e giardini 2018

Inizio di novembre complicato per Ecoambiente, che riceve una formale diffida dalla Regione a riaprire il contestato impianto di triturazione dei rifiuti di Sarzano, trasmessa anche a Provincia e a tutti i comuni. La Regione vuole mettere i puntini sulle i e convoca Provincia, Arpav e Consiglio di Bacino a Venezia il prossimo 10 novembre. Dopo di loro, nello stesso giorno, verranno "istruiti" anche i vertici di Ecoambiente, gestore del ciclo integrato fino al 31 dicembre 2020 nel bacino di Rovigo




Rovigo - Ecoambiente avrebbe dovuto cominciare a gestire a partire dallo scorso 1 novembre l'impianto di triturazione dei rifiuti di Sarzano (impianto Tmb, cosiddetto separatore) di proprietà del Consorzio dei comuni della Provincia, il Consorzio Rsu azienda speciale, appena sistemato a spese di Ecoambiente.

La giornata non era stata scelta a caso: il 31 ottobre scadeva infatti l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Rovigo a derogare dalla precedente autorizzazione ambientale, rilasciata dalla stessa Provincia e sempre difesa dalla proprietà dell'impianto Tmb e della discarica di Taglietto 1, ovvero il Consorzio Rsu azienda speciale, che prevede l'obbligo di pretrattamento dei rifiuti proprio nell'impianto Tmb di Sarzano prima di entrare in Taglietto 1.

Ma il grande giorno non è arrivato, l'impianto del Consorzio non ha potuto riaprire perché la società si è ritrovata una "diffida ad intraprendere attività di gestione in carenza dei necessari requisiti autorizzativi" giunta nientemeno che dalla Regione del Veneto. Risultato: senza poter riaprire Sarzano, e senza poter ricevere rifiuti a Taglietto 1, se non provenienti da Sarzano, si è creato il blocco del conferimento rifiuti. 

Due giorni di stop, con rifiuti che si sono accumulati sui mezzi di Ecoambiente in attesa di capire dove poter andare a scaricare. Situazione risolta in mattinata di venerdì 3 novembre, con una proroga urgente temporanea rilasciata dalla Provincia ad Ecoambiente per proseguire il conferimento in discarica senza passare per il Tmb di Sarzano. 

Solo apparentemente è stato un un problema burocratico o autorizzativo: leggendo la diffida molto dettagliata, la Regione Veneto "rileva difformità degli orientamenti forniti da Consorzio Rsu e dal costituito Consiglio di bacino rispetto agli indirizzi regionali", proprio sull’intervento di rimessa in funzione del trituratore di Sarzano.

Non solo, la Regione si chiede come mai se dal 2014 l'impianto non era in grado di operare sia stata avviata una pratica di riesame dell'Aia nel 2016 senza una verifica di compatibilità ambientale attraverso una procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) "requisito INDISPENSABILE per riprendere una attività di gestione rifiuti in un impianto mai sottoposto a tale valutazione".

Per girare il coltello nella ferita la Regione aggiunge "la documentazione richiesta a marzo 2017 (relativa all'impianto di Sarzano) non risulta ancora pervenuta ne' d'altra parte è possibile comprendere se e quali interventi siano stati nel frattempo posti in essere e, nel caso, a quale Autorità siano stati rappresentati gli stadi di avanzamento lavori".

Sentito da RovigoOggi.it il dirigente della Provincia di Rovigo Vanni Bellonzi conferma la problematica, ma a suo dire deriverebbe dalla complessità dell'intervento di manutenzione straordinaria, senza accennare minimamente alla diffida regionale né, tantomeno, alla inutilità dell'impianto per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti.

L'incredibile, più volte evidenziato, è che l'Aia provinciale della nuova discarica di Taglietto 1 prevedeva proprio il pretrattamento esclusivamente nell’impianto di Sarzano, non in un altro, e questa prescrizione di fatto ha consentito alla proprietà, il Consorzio Rsu azienda speciale, di aver beneficiato di un vantaggio economico per anni, tramite una concessione d'uso dell'impianto, anche se non funzionante dal 2014, solo perché necessario da prescrizione Aia.

Non fosse bastato lo spreco dei canoni pagati inutilmente per un impianto fuori uso, Ecoambiente, ovvero i cittadini contribuenti, si sono dovuti fare carico di oltre 1,6 milioni di euro di interventi di manutenzione straordinaria sull'impianto Tmb del Consorzio.

Non solo, Ecoambiente per trovare una giustificazione nel continuare a finanziare il Consorzio Rsu azienda speciale ha addirittura sottoscritto un contratto di affitto di ramo d'azienda per garantire l'uso degli impianti industriali del Consorzio Rsu lasciando la proprietà in capo al Consorzio dei comuni, di modo che, dopo Ecoambiente (in affidamento fino al 31 dicembre 2020), possa eventualmente subentrare eventualmente un nuovo altro gestore.

La scusa raccontata più e più volte dal direttore tecnico del Consorzio Rsu azienda speciale Eugenio Boschini, sindaco di Castelmassa, sempre presentato ai colleghi sindaci come "ingegner Boschini", è che vi sarebbe addirittura un obbligo comunitario al pretrattamento dei rifiuti e che vi sarebbero delle chiare indicazioni di Legge che "obbligano" al pretrattamento meccanico.

Alle parole di Boschini non ha mai creduto, nè l'ex presidente di Ecoambiente Luigi Paulon e nemmeno il successore Ornella Astolfi, ma, essendo Ecoambiente società in-house, è bastata la delibera positiva del socio di maggioranza assoluta, il Comune di Rovigo rappresentato da Massimo Bergamin, per appesantire i cittadini polesani di 1,6 milioni per ripristinare l'impianto del Consorzio, con buona pace del suo attuale assessore, Luigi Paulon, che aveva cercato, come ha potuto, di contrastare la sciocchezza dell'investimento inutile (LEGGI ARTICOLO). Bergamin in assemblea soci lo aveva infatti sconfessato, e pochi giorni dopo Paulon si dimetteva e passava in giunta.

Oggi la Regione si esprime in modo chiarissimo: "Questa direzione non comprende quale necessità vi sia a trattare presso l'impianto di Sarzano tutti i rifiuti non differenziati della provincia di Rovigo", evidenziando  ancora una volta l'inutilità dell'impianto, richiamando la normativa vigente in materia di rifiuti e ricordando che nel bacino di Rovigo non serve alcun pretrattamento, poichè la percentuale di raccolta differenziata supera il 65%, come lo scorso anno d'altronde, ma soprattutto perchè è la qualità del rifiuto a fare la differenza. Ovvero, ricorda la Regione, così come quando ha autorizzato il conferimento in discarica a Sant'Urbano (PD), se la componente umida nel secco è inferiore al 15%, il rifiuto può essere conferito tal quale. "L'eventuale pretrattamento del rifiuto non costituisce o contribuisce alla riduzione dei rischi per la salute umana o per l'ambiente connessi al conferimento in discarica, ma, anzi, può rappresentare INUTILE AGGRAVIO sia in termini economici che di consumo di energia".

Nell'inaugurare l'era post Pierluigi Tugnolo la Regione invita a Venezia Provincia, Arpav e Consiglio di bacino il prossimo 10 novembre per una "riunione tecnica considerate le criticità finora espresse" ed, a seguire il primo incontro, anche Ecoambiente del presidente Alessandro Palli e dell'amministratore, che ha pagato i lavori di Sarzano, Ivano Gibin.

4 novembre 2017
Studio legale Fois 468x60




Correlati: