POLO NATATORIO ROVIGO La proposta del commissario Claudio Ventrice fu inviata all’Ancitel l’11 settembre 2015. Il parere dell’ente, che non disponeva di tutti i documenti e che lo stesso sottolineò non essere vincolante, venne usato da Bergamin per blocca

Nel 2015 non si approfondì la questione, oggi si rischia di pagare almeno il doppio

Tra ville e giardini 2018

L’ipotesi del commissario straordinario Claudio Ventrice che avrebbe potuto chiudere il caso Polo Natatorio (LEGGI ARTICOLO) a “soli" 3 milioni e 600mila euro venne bocciata dal servizio online della rete di comuni italiani. Bocciata nonostante il quesito fosse incompleto, a detta dello stesso Anci, e la risposta altrettanto e il parere non vincolante. Tutte le trattative, riprese dopo due anni dal sindaco Bergamin attraverso il legale civico, oggi trattano cifre moltiplicate rispetto a quelle predisposte dal commissario Ventrice. Secondo l’assessore Garbo, prima di essere zittita dal sindaco, i conti potevano arrivare a 13 milioni e 240mila euro (LEGGI ARTICOLO


 

Rovigo – Un quesito incompleto posto su un modulo predefinito con una risposta che lo stesso ente interpellato giudica “limitata ai dati ed agli elementi fornitici”, bloccò di fatto il proseguo della trattativa transitoria proposta dal commissario straordinario Claudio Ventrice per la risoluzione del caso Polo Natatorio. La proposta del commissario, all’arrivo del sindaco Massimo Bergamin fu sottoposta al parere dell’Anci, nello specifico all’Anci Risponde, un servizio online di sostegno alle amministrazioni messo a disposizione dall’ente che fa da rete dei Comuni italiani. Un parere, chiaramente, non vincolante da un ente che fornisce servizi in “abbonamento” dal quale il neo sindaco leghista voleva recedere, perché inutili e costosi. "Dell’Anci me ne frego” sosteneva Bergamin (LEGGI ARTICOLO).

Ma ritorniamo al punto della questione. Il commissario straordinario Claudio Ventrice propose ad Unipol, finanziatore del progetto di realizzazione del Polo Natatorio, una ipotesi transattiva del valore di 3 milioni e 600mila euro circa che avrebbe, secondo il commissario, e sempre qualora la banca e la società realizzatrice del project Veneto Nuoto avessero accettato i termini, permesso al Comune di pagare il debito di Veneto Nuoto nei confronti di Unipol e permesso anche l’uscita da una convenzione per nulla favorevole all’ente pubblico. Questo perché, come si legge anche nel quesito inviato all’Anci Risponde, “nel corso del 2014 l’istituto finanziatore ha rappresentato al Comune l’avvenuta surroga per il caso di insolvenza protratta”, una clausola della convenzione che obbliga il Comune a subentrare nel pagamento delle rate di Veneto Nuoto qualora la società non provvedesse da sola, “diffidando il Comune a sanare l’esposizione maturata pari a 4milioni e 545mila euro”. Ecco perché il commissario preparò una ipotesi conciliativa.

Nel merito della proposta del commissario, l’Anci stesso esprime difficoltà nel dare un giudizio, mancando “l’intero corpus” documentale. E sebbene ritenga che “l’ipotesi conciliativa, in linea di principio”, rispetti “i caratteri di una legittima giuridica percorribilità”, in fondo al suo parere paventa una possibile “violazione amministrativa”, o meglio un possibile danno erariale. Ma conoscendo bene la proposta del commissario, che non viene tra l’altro all’interno del quesito specificata nei dettagli, (ad 'Anci Risponde' il Comune dice semplicemente che si provvederà al pagamento in denaro del valore dell’area in origine ceduta a Veneto Nuoto, ma non come) e conoscendo la vicenda che vedeva l’area oggetto di cessione nell’ex piscina Baldetti e non certo nell’area dove ora sorge il Polo Natatorio (come avrebbe, si legge tra le righe, erroneamente capito Anci) sorriderebbe di fronte alla presunta bontà di tale parere, che si ripete essere non vincolante.

Eppure questa risposta, basata su un possibile “equivoco” dell’area in questione e su una documentazione non completa, bastò al sindaco Massimo Bergamin per bloccare la trattativa avanzata dal commissario. Comune che poi ne propose un’altra se non dopo 2 anni e della quale ad oggi, risulta quasi impossibile carpirne i dettagli vista la “clausola” di segretezza imposta dal sindaco stesso.

 

13 novembre 2017
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