COMUNE ROVIGO La partecipata Asm spa esclude dal bando delle Onoranze acquirenti con cause in corso contro di lei, mentre Palazzo Nodari affida un grosso incarico a chi un contenzioso in corso contro di lui ce l’ha

Due pesi e due misure con i privati

Tra ville e giardini 2018

Se da un lato abbiamo Asm Spa, partecipata al 100% comunale, che sceglie di non avere rapporti con tutti coloro che, in passato, le avevano causato problemi, dall’altro abbiamo il Comune che sceglie invece il contrario: siglare un protocollo con chi lo ha già portato in tribunale



Rovigo – Chiaramente parliamo di due situazioni diverse, ma riconducibili sempre alla stessa origine, ovvero il rapporto tra pubblico e privati. Da una parte abbiamo l’azienda partecipata al 100% dal Comune di Rovigo, Asm spa, che nella vendita delle sue quote delle Onoranze Funebri decide di tutelarsi ponendo tra i requisiti richiesti ai possibili acquirenti (per partecipare al bando) che “non abbiano cause in corso e/o lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo, rispettivamente con la società cedente Asm spa”. Un requisito che, in sintesi, esclude dal bando tutti i soggetti che già avrebbero già in passato “creato problemi” alla società partecipata.

Dall’altra parte, invece, abbiamo un maxi finanziamento in arrivo dalla Stato, (per un progetto del valore complessivo di 18 milioni di euro, 13, 5 “regalati” dal Governo) e il Comune sceglie di riqualificare, con quel finanziamento, un’area a maggioranza privata e con questi privati sottoscrive un protocollo. Uno di loro, l’impresa di costruzioni Reale, ha però ancora un contenzioso pendente con il Comune, che probabilmente andrà in Consiglio di Stato il prossimo anno, per un presunto abuso edilizio in pieno centro storico. Reale, infatti, aveva impugnato al Tar l’ordinanza di “annullamento d'ufficio del permesso di costruire” e la “sospensione dei lavori” in merito ad un edificio restaurato ed “innalzato" in piazza Vittorio Emanuele II, e chiedeva al Comune ben mezzo milione di euro di risarcimento. Il Tar respinse le richieste del privato che ora attende l’esito dell’appello in Consiglio di Stato.

Ma non è tutto. Reale fa anche parte del gruppo di imprese che diede vita alla società di scopo Veneto Nuoto per la realizzazione del polo natatorio. E tutti sappiamo (se ne parla da mesi) cosa potrebbe costare al Comune la vicenda. 

Sia ben chiaro, si può fare. Il Comune non aveva alcun impedimento normativo nel procedere con un protocollo con i privati o, in particolare con questo privato. Ma allo stesso modo non avrebbe avuto alcun impedimento normativo ad escluderlo. È una scelta politica ben precisa del sindaco Massimo Bergamin quella di andare a braccetto con un privato con il quale ha in corso più di un “grattacapo” da risolvere. Una scelta politica che parte dalla decisione di riqualificare proprio quell’area, di proprietà dell'impresa Reale.

16 novembre 2017
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