AGGREGAZIONE PER INCORPORAZIONE CVS E POLESINE ACQUE La fusione sarà operativa dal 1 dicembre, il credito vantato da Palazzo nodari non potrà essere erogato entro il 30 novembre come dichiarato dal sindaco Bergamin

La liquidazione ai comuni dei crediti sull’acqua sarà più in là

Massimo Bergamin, Adriano Paroli e Piergiorgio Cortelazzo
TedxRovigo

Impossibile per Rovigo, contrariamente a quanto annunciato da Massimo Bergamin, ricevere la liquidazione di circa 3 milioni di euro da parte della neonata Acquevenete spa entro il 30 novembre 2017. Il presidente Piergiorgio Cortelazzo spiega i prossimi passi da fare, da parte del consiglio di amministrazione di Cvs, dei 110 soci di Acquevenete, del prossimo organo amministrativo. La volontà di accorciare il piano di rientro sottoscritto dai comuni del Polesine c'è tutta, ma il lavoro da fare è moltissimo


Rovigo - L'incorporazione di Polesine acque in Cvs è stata sottoscritta dai due presidenti il 9 novembre scorso (LEGGI ARTICOLO), ma bisognerà attendere il primo giorno di dicembre per dare operatività alla fusione. Nel mentre il lavoro da svolgere è importante, soprattutto nella forma, ma anche dal punto di vista gestionale amministrativo, basti bensare alla nuova definizione dell'organigramma aziendale derivante dal passaggio di tutti i dipendenti ex Polesine acque sotto la direzione generale di Monselice.

Il consiglio di amministrazione di Cvs (fino al 30 novembre, Acquevenete dal primo di dicembre) rimarrà in vita e si presenterà dimissionario in assemblea soci, di fronte a tutti e 110 i comuni, che il presidente Piergiorgio Cortelazzo cercherà di convocare entro dicembre, possibilmente prima delle festività, di modo da sottoporre ai 110 soci le sfide da affrontare da subito fino al termine della concessione degli affidamenti che per la ex Cvs arrivano al 2026 e per la ex Polesine acque è il 2038.

L'assemblea dei soci, a 110, sarà chiamata alla ricostituzione dell'organo amministrativo e già da dicembre, "per evitare disparità tra i soci e soci, dove i polesani vantono dei crediti per circa 9,5 milioni di euro, mentre i 58 comuni serviti dalla ex Cvs, ovvero 49 padovani e 9 vicentini non vantano alcunchè - afferma il presidente Piergiorgio Cortelazzo - nei limiti delle compatibilità e disponibilità finanziarie di Acquevenete dovranno essere risolte nel più breve tempo possibile le disparità tra i soci".

Troppo presto per definire una scadenza entro cui risolvere la questione, commenta il presidente, "cercheremo di modificare l'attuale piano di rientro sottoscritto dai soci polesani che vede la scadenza al 2023". Massimo l'impegno del presidente Cortelazzo ad affrontare la questione ereditata dalla vecchia gestione Polesine acque, tanto che "già nei prossimi giorni verrà inviata a tutti i comuni della provincia di Rovigo una comunicazione per la ricognizione del loro credito" mentre sui tempi di liquidazione il presidente aggiunge: "valuteremo caso per caso le esigenze dei singoli nell'immediato, anche perchè se liquidassimo un Comune che non avesse particolari esigenze di spesa a brevissimo, rischieremmo di metterlo nelle condizioni di non poterli nemmeno utilizzare fino all'approvazione del prossimo bilancio previsionale".

Dovrà quindi mettersi l'animo in pace il primo cittadino di Rovigo che ha affermato “la data del 30 novembre è realistica - dalla risposta scritta alla interrogazione del consigliere comunale Fabio Benetti trasmessa il 14 novembre scorso in relazione ai circa 3 milioni di crediti vantati dal comune di Rovigo - in quanto i tempi sono stati dettati dal processo di deposito delle documentazioni per la fusione e la creazione della nuova società”.

 

 

 

22 novembre 2017
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