COMUNE ROVIGO Acquevenete restituisce a Palazzo Nodari 1 milione e 400mila euro: così si sblocca parte dell’avanzo di amministrazione. Emergono anche novità legate al caso piscine ma si mantiene il riserbo. I consiglieri dovranno votare comunque

Variazioni di bilancio per transare sul polo natatorio. Carte segrete ma si vota

Tra ville e giardini 2018

Una corsa contro il tempo quella del Comune di Rovigo, che deve fare modifiche al suo bilancio entro il 30 novembre e vuole risolvere la questione del polo natatorio entro la fine dell’anno. L’ipotesi portata avanti dall’amministrazione potrebbe valere circa 3 milioni di euro. Intanto, mercoledì 29 novembre arriverà in consiglio comunale una variazione di bilancio dell’ultimo secondo grazie allo sblocco di parte del credito vantato dal Comune nei confronti di Acquevenete


Rovigo – Babbo Natale, per il Comune di Rovigo, si chiama Acquevenete (la nuova società di gestione dell’acqua nata dalla fusione tra Polesine Acque e Cvs) che durante la ricognizione dei crediti vantati dai Comuni soci di Polesine Acque (LEGGI ARTICOLO) accoglie la supplica di Palazzo Nodari che chiede in ginocchio il ritorno di parte del credito entro il 2017. Acquevenete legge la letterina e acconsente: non rientrano così i 3milioni di euro, come promesso dal sindaco Massimo Bergamin, entro il 30 novembre (LEGGI ARTICOLO), ma il primo cittadino si può consolare con l’arrivo di circa 1 milione 400mila euro entro la fine dell’anno in corso. 

Un bel regalino sotto l’albero di Natale che consente al Comune di sbloccare quota parte dell’avanzo di amministrazione 2016 bloccato a causa della necessità di cassa per la trattativa del caso polo natatorio, per il quale Unipol, finanziatrice del project financing per la realizzazione della nuova piscina, avrebbe chiesto al Comune di Rovigo di pagare il debito di Veneto Nuoto (le rate non pagate) nei suoi confronti. Trattative ancora in corso, come si legge in tutte le delibere che stanno comparendo come funghi tra i corridoi di Palazzo Nodari, per lo più segrete. Ma, si legge, che saranno concluse entro la fine dell’anno.

Ma ritorniamo al dunque. L’arrivo dei soldi di Acquevenete permette al Comune di Rovigo di sbloccare 487mila euro che all’ultimo momento sono stati inseriti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale che si terrà nelle serate di mercoledì 29 e giovedì 30 novembre, sotto forma di variazione di bilancio destinata a saldare i “debiti” nei confronti delle scuole paritarie, del Cur, dell’Accademia dei Concordi, del sociale che ancora attendevano i loro contributi. I consiglieri, dunque saranno chiamati a votare una variazione che destinerà 70mila euro all’Accademia, 30mila euro al Cur, 160mila alle scuole materne private, 8mila alle manifestazioni natalizie, 58mila euro all’avvocato civico, 6mila euro di spese di consulenze disposte dal giudice, 13mila agli edifici erp, e ancora 10mila euro al completamento finanziamento Tosca, 47mila euro di contributi agli indigenti, 10mila all’Associazione San Vincenzo/Oznam, 21mila euro di spese di spedizione verbali della polizia locale, ed altre spese di importi inferiori.

L’avanzo di amministrazione 2016 consisteva in totale di circa 1milione e 100mila euro. Ne restano dunque 600mila. Che sommati al milione e 400mila euro già accantonati per il lodo Baldetti fanno 2 milioni di euro di competenza 2017. Nella delibera di variazione di bilancio si legge anche che nel 2018 arriveranno altri 940mila euro da Acquevenete che consentirebbe, sommato ai due milioni precedentemente conteggiati, “di dare integrale copertura finanziaria all’ipotesi di transazione che riguarda il polo natatorio”. Una ipotesi transattiva che porterebbe, si legge in una ulteriore delibera di giunta, ad una “conciliazione di tutte le posizione giudiziarie di contenzioso attualmente aperte”. Questa ulteriore delibera è stilata dalla giunta per dare mandato agli uffici comunali di cambiare i capitoli di bilancio contenenti questi soldi, da spesa corrente a investimenti, spendibili dunque per la transazione.

Insomma, si ipotizza, unendo varie parti di delibere sempre troppo poco chiare, che l’ipotesi di transazione per la questione polo natatorio abbia un valore di circa 3milioni di euro. Ma è una ipotesi, perché su questa vicenda si mantiene il segreto anche nei confronti di chi sarà chiamato ad alzare la mano in consiglio comunale e a prendersi responsabilità pesanti per l’intera cittadinanza.

 

 

28 novembre 2017
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