SALUTE ROVIGO Le malattie cardiache killer sono più rischiose in chi pratica sport. Tema al centro dell'incontro di lunedì 4 dicembre con il dottore Gaetano Thiene

Morte improvvisa sotto sforzo, la prevenzione si può fare

Tra ville e giardini 2018

Occorre promuovere campagne di screening poichè la prevenzione sulle malattie cardiache è ferma al palo: questo il concetto espresso da Gaetano Thiene direttore dell'unità operativa complessa di patologia cardiovascolare dell'azienda ospedaliera di Padova che ha esaminato i rischi che corrono gli atleti durante un incontro in casa di cura Città di Rovigo



Rovigo - Sono killer silenti che uccidono in particolare i giovani atleti. Colpiscono aorta, miocardio, valvole cardiache, canali ionici ed il sistema di conduzione: eppure basterebbe un semplice elettrocardiogramma per smascherare una buona metà delle malattie cardiache a rischio di morte improvvisa. 

“Un giovane su 10 pratica sport agonistico. – ha detto Gaetano Thiene direttore dell'unità operativa complessa di patologia cardiovascolare dell'azienda ospedaliera di Padova durante l’incontro di lunedì 4 novembre in casa di cura Città di Rovigo – Gli atleti sono a rischio di morte improvvisa tre volte di più rispetto a chi non pratica sport: questo perché le malattie cardiache killer si manifestano in particolare sotto sforzo”. 

La prevenzione passa attraverso più livelli, anche se oggi la visita per l'idoneità sportiva rappresenta forse l'unica occasione che si presenta per sottoporsi ad un elettrocardiogramma. “L’ecg rimane lo strumento principale di prevenzione – ha sottolineato Thiene - ma non l'unico. Ci si può sottoporre ad ecocardiogramma oppure a indagini genetiche che consentono di identificare i soggetti portatori di malattie genetiche che coinvolgono il sistema cardiovascolare. Poi ci sono le tecnologie di terzo livello, come ad esempio la risonanza magnetica  che “vede” non solo la struttura del cuore, ma anche la composizione tissutale del muscolo”. 

Fin qui, gli atleti. Poi ci sono i giovani che muoiono all'improvviso non necessariamente mentre compiono uno sforzo. “In generale, la morte improvvisa colpisce un giovane ogni 100 mila nella fascia di età fino ai 35 anni. E la causa più frequente è, per quanto sia difficile da credere –  ha sottolineato Thiene - l'arteriosclerosi coronarica. E' evidente la necessità di promuovere campagne di screening generale: se le effettuiamo con il cancro, perché non le si fanno anche nel cardiovascolare? Purtroppo, lo screening cardiovascolare è ancora negletto. Oggi è di fondamentale importanza individuare precocemente le patologie killer e diffondere l'utilizzo del defibrillatore, mentre, in prospettiva, il futuro sarà la terapia genica”.

5 dicembre 2017
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