OMICIDIO DI CAPODANNO BADIA POLESINE (ROVIGO) Parla Giorgio Pasqualini, sotto accusa per le coltellate rivelatesi mortali per Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara

"Ha scavalcato la finestra, col volto coperto. Ero terrorizzato

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Dopo quella incentrata sulla ricostruzione della scena dell'omicidio e alla consulenza medico legale (LEGGI ARTICOLO) nel processo aperto per l'omicidio di Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara, ucciso a coltellate la notte di Capodanno in un appartamento di via Finzi a Badia Polesine (LEGGI ARTICOLO), dove vive Giorgio Pasqualini, 69 anni (LEGGI ARTICOLO), con un passato di cuoco. A marzo 2016, Pasqualini era finito in carcere (LEGGI ARTICOLO), per presunti episodi di spaccio al dettaglio di modici quantitativi di cocaina. Aveva limitato la pena a due anni e si trovava, attualmente, in regime di detenzione domiciliare. Pasqualini subito dopo i fatti era stato posto in stato di fermo con l'ipotesi di reato di omicidio volontario. Il fermo si era poi tramutato in detenzione: tuttora, il 69enne è in carcere. Quella notte avrebbe ucciso a con varie coltellate Lorenzo Ferracin, 45 anni, che stava attraversando un periodo molto, molto difficile della sua vita. Ad agosto aveva dato vita a una manifestazione a Lendinara, chiedendo aiuto e spiegando che dopo lo sfratto viveva in strada (LEGGI ARTICOLO).  Era separato, ultimamente si spostava in bici, non avendo auto

Badia Polesine (Ro) - "Erano venuti altre volte a rubare, ma io non c'ero mai. E' il terrore peggiore di ognuno, trovarsi davanti uno sconosciuto, col volto coperto. Ho avuto paura volesse farmi del male. Ha scavalcato la finestra della cucina, me lo sono trovato davanti. Gli urlavo di andarseme, ma lui continuava a venire avanti". E' la testimonianza resa da Giorgio Pasqualini, a processo di fronte alla Corte di Assise di Rovigo per l'omicidio di Capodanno, avvenuto 352 giorni fa a Badia Polesine.

"Stavo dormendo - racconta - Quando mi sono svegliato per forti colpi che provenivano dalla porta". "Ha aperto la porta?", chiede l'avvocato. "Ma scherziamo - prosegue l'imputato - Mi stavo avviando verso la porta quando ho sentito due o tre colpi fortissimi, credo calci, per fortuna la porta ha retto".

Poi, un chiarimento magari marginale, ma curioso. Pasqualini, noto come "Zio Coca", ha precisato che il suo soprannome non deriva assolutamente dal fatto che avesse a che fare con la droga - pur trovandosi, al momento dell'omicidio, in regime di detenzione domiciliare proprio per una vicenda di cocaina - ma si tratterebbe di un soprannome con una etimologia del tutto differente, risalente addirittura al 1916, quando la cocaina, perlomeno in Italia, era di là da venire.

Per quanto riguarda l'omicidio, Pasqualini non ha negato la colluttazione, affermando però di non avere mai avuto intenzione di uccidere, con fendenti, Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara, ossia colui che si sarebbe, secondo questa ricostruzione, introdotto nella sua abitazione con una pistola giocattolo e un coltello. Il fendente mortale, con un coltello, sarebbe allora stato vibrato casualmente, mentre i due erano avvinti nella lotta.
 

L'ipotesi di reato, per Pasqualini, è quella di omicidio volontario, con l'unica aggravante dei futili motivi. Per la figlia di Ferracin si è costituito parte civile l'avvocato Marco Del Piccolo di Rovigo, per tre dei quattro fratelli l'avvocato Adino Rossi di Badia Polesine. A difendere l'imputato, l'avvocato Franco Capuzzo di Padova. Non ha scelto riti alternativi: dibattimento.

Evidentemente, la difesa ritiene ci siano carte da giocarsi a processo, e carte buone. Del resto, la linea è sempre apparsa questa: nessuna volontà di negare di avere impugnato un coltello e colpito; la fondamentale precisazione, però, di averlo fatto per difesa. Per difendersi dalla aggressione di una persona più giovane, alta e prestante, che avrebbe fatto irruzione in casa da una finestra. Stringendo in pugno una pistola. In effetti, in quell'appartamento i carabinieri sequestrarono una pistola giocattolo. Si dovrà capire, nel corso del dibattimento, da dove provenga, se effettivamente quella notte qualcuno la stesse impugnando.

Il processo era cominciato nella mattinata di mercoledì 25 ottobre, era partita la prima udienza del processo in Corte d'Assise, presieduta dal giudice Pietro Mondaini (LEGGI ARTICOLO). Il processo era poi entrato nel vivo nella mattinata di mercoledì 8 novembre, quando erano stati ascoltati alcuni vicini che hanno spiegato di avere udito rumori di colluttazione nella ultima notte del 2016, ma di non avere dato particolare peso alla questione (LEGGI ARTICOLO).

Rispondendo alle domande del president Angelo Risi, Pasqualini ha detto che quella sera aveva assunto un modico quantitativo di cocaina. Ha negato di avere mai riconosciuto Ferracin, avendolo visto solo un anno e mezzo prima, quando il 45enne ancora non aveva la barba. Non ha neppure escluso che Ferracin avesse un debito di droga con lui, ma molto modesto di circa 100 euro. "Gli davo la cocaina qualche volta, quando mi pregava - ha detto l'imputato - Figuriamoci se, se lo avessi riconosciuto, sarebbe andata a finire così. Gli avrei chieso 'Ma cosa fai, cosa stai facendo!". Pasqualini hai poi spiegato di avere subito circa cinque furti, l'ultimo dei quali quando si trovava in prigione.

"Ma una volta che l'aggressore era immobile - ha chiesto il presidente  - Non le è venuta la curiosità di liberare il viso dell'aggressore per capire chi fosse?". "Assolutamente no - la risposta - Ero paralizzato dalla paura. Cotinuavo a fare telefonate per mobilitare i soccorsi".

E' stato quindi ascoltato un giovane che quella notte trascorreva il Capodanno da una amica vicina di Pasqualini, ma non sono emersi spunti particolari per ricostruire quanto accaduto quella notte. Le testimonianze sono quindi state chiuse da un artigiano che ha confermato come già in passato avesse sistemato cardini di sicurezza sulla porta di Pasqualini, presa di mira dai ladri.

A quel punto l'istruttoria dibattimentale è stata chiusa e la Corte ha ritenuto che una udienza dovrebbe essere sufficiente per la discussione, udienza quindi fissata per mercoledì 14 febbraio. Con la possibilità comunque di fissarne una successiva per eventuali repliche.

18 dicembre 2017
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