ALLARME A CASTELMASSA (ROVIGO) Negli ultimi tempi, tante segnalazioni relative ai pescatori di frodo. Si teme possano essere collegati al rogo all'approdo dei pescasportivi

FOTO E VIDEO La paura corre sul fiume

Tra ville e giardini 2018
Lui, Roland, austriaco, sta tornando dopo che, nella giornata di Santo Stefano, i carabinieri gli hanno comunicato che il suo "Wallerkamp - Campo al siluro" è stato oggetto di un incendio (LEGGI ARTICOLO), verosimilmente doloso. Il suo investimento, un approdo per pescasportivi, attrezzato con un piccolo locale, ha rischiato seriamente di andare distrutto. Il timore è che possa essersi trattato di un raid messo in atto dai pescatori di frodo, che non gradiscono chi opera per la legalità sul Grande Fiume

Rovigo - Per fortuna c'erano loro. Giorgio Zerbinati e gli amici, che stavano bevendo una birra sui gradini della rampa che porta all'argine, verso le 23 della notte di Natale. "Abbiamo sentito un tonfo sordo, quasi metallico. Poi un motoscafo che partiva. Poi, una serie di scoppietti come di petardi. Tutto in rapida successione. Poi, siamo saliti sull'argine, abbiamo visto un fuoco e, mano a mano che vi avvicinavamo, abbiamo capito che era un incendio".

Erano le fiamme che avevano attaccato l'ex ristorante Litus, chiuso da un anno circa. Nella stessa struttura aveva investito un austriaco, di nome Roland, con lo scopo di creare un angolo dedicato ai pescasportivi, attrezzato con approdo e un locale. Una meta gettonata da quanti amano passare un weekend, una giornata, o un periodo a piacere sul fiume, dedicandosi, di preferenza, alla pesca al siluro.



L'idea, allo stato, per quanto non ci siano certezze, è che qualcuno ce l'avesse con Roland e che l'incendio sia doloso. Un attentato, in parole povere. Le conseguenze avrebbero potuto essere rovinose: se Giorgio e gli amici non fossero state in zona, le fiamme avrebbero distrutto tutto, provocando l'affondamento del locale. Per fortuna c'erano e hanno lanciato loro l'allarme. 

Erano da poco passate le 23 della sera di Natale. Quattro i mezzi dei vigili del fuoco intervenuti per spegnere il fuoco, con un intervento durato sino alle sei del mattino. Durante lo spegnimento si deve essere infiltrata acqua nelle cisterne di galleggiamento, tanto che è stato necessario un successivo intervento all'alba, per evitare l'affondamento del locale.

Tutto è stato posto sotto sequestro penale, nell'ambito delle indagini portate avanti dai carabinieri della Compagnia di Castelmassa. Pare che una delle porte sia stata forzata, segno che i piromani hanno voluto avere la certezza di provocare il massimo del danno, sistemando gli inneschi dove ritenevano meglio.

Probabile che la presenza di un presidio di legalità sul Po desse fastidio. A quanto starebbe emergendo, infatti, Roland in varie occasioni avrebbe collaborato con guardie ittiche e tutti coloro che amano il Grande Fiume, segnalando movimenti sospetti, forse di pescatori di frodo dell'Est Europa che depredano il fiume, pescando con metodi proibiti e provocando gravissimi danni all'ecosistema. Una piaga contro la quale, in Polesine, ma anche nel Mantovano e in altre province attraversate dal Po, si lotta da tempo.

Una situazione che, nell'ultimo periodo, avrebbe conosciuto un forte peggioramento: basti pensare che, a luglio, nel Mantovano alcuni pescatori sarebbero stati presi addirittura a fucilate (LEGGI ARTICOLO). E, nelle ultime settimane, sarebbero stati numerosi i romeni, domiciliati in Polesine, intercettati nel Mantovano mentre si stavano dedicando, secondo le contestazioni, a operazioni compatibili con la pesca di frodo o, comunque, col trasporto di quanto pescato in questa maniera.



 
26 dicembre 2017
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