CASO JACOB COHEN ADRIA (ROVIGO) Confermato il provvedimento d’urgenza del giudice: le commesse vanno garantite, senza riduzioni, per altri 18 mesi a Blueservice. Se Giada Spa ottempererà, futuro garantito per decine di famiglie

Ora è confermato: salvi i 50 lavoratori

Tra ville e giardini 2018

La buona notizia era già arrivata nei giorni scorsi, quando il giudice civile del tribunale di Rovigo aveva emesso, come richiesto dall’avvocato Francesco Zarbo del foro di Rovigo, il provvedimento urgente che imponeva di mantenere le commesse che sono essenziali per i 50 lavoratori dei laboratori di Adria e Cavarzere (LEGGI ARTICOLO)



Adria (Ro) - L’assurdo dovrebbe essere stato evitato. Perché, appunto, pareva assurdo che potessero restare a casa 50 lavoratori che producono abiti per un marchio che va a gonfie vele, sul mercato, una griffe nota e affermata. Purtroppo, il rischio era proprio questo, complice una complessa "triangolazione" di cause e ricorsi, nella quale, però, a mettere un punto fermo ha provveduto il ricorso d’urgenza presentato dall’avvocato Francesco Zarbo di Rovigo, per conto di Blueservice la società titolare dei laboratori di Adria e Cavarzere, che danno lavoro ai 50 dipendenti. Ricorso accolto in prima battuta dal giudice nelle settimane scorse, e ora confermato, nonostante il reclamo della controparte.

La vicenda è complessa e merita di essere spiegate nei dettagli. A monte di tutto, c'è il marchio Jacob Cohen, sinonimo di jeans di lusso. Una griffe affermata e ambita. Da anni, la casa madre ha un rapporto di licenza con Giada Spa, che cura la produzione e lo sviluppo, comunque con la supervisione e, diciamo così, il diritto di veto sul prodotto finale, della Jacob Cohen. Precisazione importante: il marchio è lanciato, vende e non ci sono crisi all'orizzonte. Nonostante questo, come detto, una cinquantina di lavoratori rischiava il posto. Sono quelli di Blueservice Srl, la ditta che produce il prodotto per conto di Giada Spa, nei laboratori di Adria e di Cavarzere.

Tutto comincia, secondo questa ricostruzione dei fatti, quando Jacob Cohen decide di non rinnovare la licenza, alla prossima scadenza, a Giada Spa. Quest'ultima, quindi, comunica a Blueservice il mancato rinnovo del contratto, in vigore ormai da 20 anni, nel quadro di un rapporto di subfornitura. Altra precisazione importante: il mancato rinnovo da parte di Giada avverrebbe quindi da molto prima che questa si veda a propria volta non rinnovata la licenza dalla casa madre.

E’ a questo punto che arriva il ricorso di Blueservice, con l’avvocato Zarbo, subito accolto dal giudice che emette un provvedimento d’urgenza. Il giudice "inibisce a Giada Spa di interrompere le relazioni commerciali con Blue Service Srl e nell'ambito di questo rapporto, di ridurre i propri ordini e commesse al di sotto del quantitativo medio di ordini effettuato da Giada Spa nell'ultimo triennio; per l'effetto, ordina a Giada Spa di proseguire il rapporto contrattale con Blue Service Srl secondo la disciplina di cui al contratto quadro stipulato tra le parti in data 30 settembre 2016 per un periodo di tempo non inferiore a 18 mesi, mantenendo i propri ordini e commesse su quantitativi non inferiori al quantitativo medio di ordini effettuato da Giada Spa nell'ultimo triennio".

Numerosi gli argomenti, che erano stati affrontati dal giudice nell’arrivare a questa decisione. del giudice. Soprattutto, il fatto che da circa 20 anni Bluservice lavori esclusivamente per Giada Spa. In condizioni che, di fatto, le lasciano pochissima autonomia. Ma soprattutto il fatto che, ad avviso del giudice, al momento non vi sia ragione, da parte di Giada, di interrompere il rapporto commerciale, dal momento che, allo stato, è ancora legata alla casa madre da un rapporto di licenza.

Contro questa impostazione, Giada aveva presentato reclamo, rigettato dal giudice. Provvedimento d’urgenza confermato, quindi. E 18 mesi di lavoro garantito, per i dipendenti. A patto che, ora, Giada ottemperi all’ordinanza emessa dal giudice.

28 dicembre 2017
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