SANITA’ ROVIGO L’ex assessore provinciale alla salute Guglielmo Brusco attacca i direttori dell’Ulss 5: “Non vi parlano dei posti letto tagliati, della mancanza di personale e dei 62milioni di euro destinati ai privati”

“Tagli, tempi d’attesa e soldi: i numeri che vi nascondono”

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All’ex assessore provinciale alla Salute ed esponente di Rifondazione Comunista Guglielmo Brusco il bilancio di fine anno dell’Ulss 5 Polesana (LEGGI ARTICOLO) proprio non quadra. “I direttori non hanno parlato del taglio dei posti letto, della carenza di personale, della verità sulle liste d’attesa e soprattutto dei soldi destinati ai privati”  


Rovigo – “Se dicessi che a fine anno i direttori Antonio Compostella e Edgardo Contato hanno dato i numeri sarei scortese e non in linea con l’atmosfera del periodo natalizio. Però non posso neanche tacere e, con la speranza di avere la possibilità di illustrarli alla cittadinanza, alcuni altri numeri li darò proprio io”. Inizia così la nota dell’ex assessore provinciale alla salute Guglielmo Brusco che interviene alla luce del bilancio di fine anno presentato dai direttori generale e sanitario dell’Ulss 5,  per illustrare alla cittadinanza numeri che, a suo dire, non sarebbero stati correttamente illustrati. Numeri che non farebbero per nulla sorridere.

“Ad esempio – spiega Brusco – non ho ben capito perché, 9 milioni 663mila euro di deficit 2016, definiti dai direttori sopraccitati nel decreto 621 Ulss 18 del 30 maggio 2017, siano diventati nella conferenza stampa di fine anno, tenuta dai direttori dell’Ulss 5, circa 13 milioni di euro, cifra che se ben ricordo era invece più o meno l’ammontare del deficit dell’Ulss 18 per l’anno 2015. Per quanto riguarda poi le assunzioni, credo che ci troviamo di fronte a numeri altamente insufficienti rispetto alle necessità e ai 436 dipendenti equivalenti in meno segnalati dallo stesso Compostella nel suo decreto di ricognizione della pianta organica, al 31 dicembre 2016”. 

“Per quanto riguarda le liste di attesa, devo confessare che io ascolto più seriamente quanto mi dice in merito, tanta gente comune. Tra le cose più frequenti che mi vengono riferite, la più preoccupante sostanzialmente è questa: ho chiesto al Cup i tempi per una visita o per una prestazione. Nella struttura pubblica avevo tempi d’attesa molto lunghi. Sono andato allora dallo stesso medico a pagamento o dai privati, ottenendo quasi subito la visita o la prestazione che volevo. Ascoltando tanta gente, inoltre, viene anche da pensare: perché da qualche anno non riesco più a vedere su internet i calendari di tutte le visite e prestazioni prenotabili con il Cup? Perché ora riesco a vedere solo quello che riguarda una specifica prestazione segnata in una ricetta? È trasparenza questa? È con questi meccanismi oscurantisti e con le visite ed esami cosiddetti ‘Zaia’ (quelli al di fuori dell’orario normale e che costano di più alla comunità) che si vuol far credere alla gente che le cose vanno bene? Dateci la possibilità di vigilare su quanto è previsto per la popolazione e diteci intanto se il rispetto delle liste d’attesa da voi dichiarato, è dovuto ai tempi previsti per ambulatori e ospedali pubblici o grazie alla ben remunerata (dalla Regione Veneto di Zaia con le nostre tasse) attività di cliniche e centri medici privati”.

E diteci perché avete già previsto 62 milioni di euro annui per i gestori privati della sanità polesana, addirittura fino al 2019. Ma perché continuate a pagare decine di milioni di euro ogni anno per prestazione che si potrebbero fare tranquillamente negli ospedali ed ambulatori pubblici, debitamente organizzati? Gli spazi ci sono. Il personale bisogna assumerlo. Ma poi, tutto si potrebbe fare all’interno dei servizi dell’Ulss 5, con probabilissimi, ingenti risparmi”.

“Per finire a proposito di numeri, Compostella ci dica anche quanti posti letto per acuti ha già tagliato negli ospedali di Rovigo, Adria e Trecenta. Dica a Zaia, invece di andare a far la parata nel reparto ostetrico-ginecologico di Rovigo,  di far ripartire il servizio di ostetricia e ginecologia al San Luca di Trecenta (praticamente chiuso proprio da lui e dal duo Compostella-Contato). Il taglio previsto di posti letto per acuti negli ospedali pubblici, era superiore ai 170, mentre per i privati hanno previsto addirittura un complessivo aumento. L’ultimo aumento in ordine di tempo è quello per la clinica privata di Santa Maria Maddalena che si è vista aggiungere altri 17 posti letto per utenza extraregionale, quasi la metà del taglio previsto ad esempio per i posti per acuti dell’ospedale di Adria. Questi sono alcuni numeri che la dirigenza dell’Ulss 5 non ha dato, sono veri e certamente non frutto di intento propagandistico”.

 

 

2 gennaio 2018
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