IL CASO A VILLADOSE (ROVIGO) Le associazioni ambientali Essere Animali, Lav e il Comitato Terre Nostre ritengono infondate le dichiarazione dell’allevatore di visoni dopo la presenza di un esemplare libero in paese 

La Lav: “Disponibili ad occuparci di visoni fuggiti"

Tra ville e giardini 2018

Si tratta di un’assurdità secondo le associazioni Essere Animali, Lav e il Comitato Terre Nostre di Villadose l’arrivo del visone dalla Romagna a Villadose, dove proprio è situato un allevamento di questi animali, come invece affermato dal proprietario dell’allevamento 


Villadose (Ro) - “L’affermazione dell’allevatore è pura fantascienza, un tentativo di svincolarsi dalle proprie responsabilità che non può reggere”.

Le associazioni Essere Animali, Lav e il Comitato Terre Nostre di Villadose, da tempo impegnati in una campagna di sensibilizzazione e di iniziative legali contro l’allevamento di visoni, precisano che in tutta Italia si contano solo una ventina di altri allevamenti, tutti distanti parecchi chilometri dal luogo di ritrovamento del visone rinvenuto a pochi metri dall’allevamento di Villadose (LEGGI ARTICOLO).

“Innanzitutto da tempo diversi abitanti di Villadose lamentano la presenza di visoni sicuramente fuggiti dall’allevamento. - afferma - Inoltre, in riferimento a quanto detto su una liberazione di visoni compiuta da ignoti a Ravenna, affermare che l’animale dalla Romagna abbia raggiunto il Polesine è assurdo e in ogni caso palesemente in contrasto con ciò che solitamente affermano gli allevatori di visoni, e cioè che di fronte a queste liberazioni i visoni sono destinati a morire in pochi giorni”.

“Noi sappiamo che non è vero, molti visoni liberati sopravvivono e diventano una colonia fissa nel territorio, creando diversi problemi ambientali, - continuano le associazioni - oltre che aggressioni ad altri animali, in quanto sono una specie selvatica, alloctona e carnivora. Anche per questo, oltre che per ovvie motivazioni etiche, siamo impegnati nel chiedere una legge nazionale che vieti questi allevamenti. E’ vero quindi che i visoni possono sopravvivere ad una liberazione, ma è assolutamente improbabile che compiano centinaia di chilometri per arrivare, guarda caso, proprio di fronte ad un altro allevamento”.

“Inoltre, diversamente da quanto dichiarato dall'allevatore, la segnalazione non è stata fatta al Comitato Terre Nostre, ma, nella tarda serata del 3 gennaio, al 1515, il numero di telefono dell'emergenza ambientale dei Carabinieri Forestali. Quanto alla successiva fuga del visone prendiamo le distanze dalla posizione dell'allevatore ed anzi ringraziamo la polizia provinciale per essere prontamente intervenuta. - concludono - Ribadiamo che ci rendiamo disponibili ad occuparci in futuro di altri visoni fuggiti. Anche in questo caso infatti eravamo già in contatto con un rifugio disposto ad ospitare e salvare l’animale che in allevamento, dopo una vita trascorsa in una gabbia di pochi centimetri, viene gettato in una camera a gas e poi scuoiato per diventare una pelliccia”.

 

 

 

5 gennaio 2018
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