IL CASO ROVIGO Un 33enne del Tarantino avrebbe inviato il video via Whatsapp alla sorella della compagna, in Polesine, ma avrebbe usato un'arma a salve. Finisce denunciato per procurato allarme

Si spara e manda il filmato alla fidanzata. Ma è tutto finto

Tra ville e giardini 2018

Ha, secondo le contestazioni, letteralmente inscenato il proprio suicidio. Una finzione che però è costata cara a un giovane



Rovigo - Simula un suicidio sparandosi al petto e manda il videomessaggio alla sorella della fidanzata, in Polesine. E' quanto accaduto, secondo le ricostruzioni, a Manduria, in provincia di Taranto, dove un 33enne è stato denunciato dai Carabinieri per procurato allarme.

L'uomo, secondo le attuali ricostruzioni, per motivi verosimilmente di natura sentimentale, ha inviato, mediante WhatsApp, alla sorella della propria fidanzata residente a Rovigo, un filmato nel quale, dopo aver impugnato una pistola, inscenava un'azione sparandosi al petto e simulando quindi un suicidio.

La ragazza, scossa dal filmato ricevuto, ha dato subito l'allarme telefonando al 112. La centrale operativa dei carabinieri, attivava subito la Compagnia carabinieri di Manduria. Nel centro del Tarantino i carabinieri avviavano immediati accertamenti per rintracciare il 33enne. L'uomo veniva trovato poco dopo nella propria abitazione di Manduria ed era, dicono i carabinieri, in ottimo stato di salute.

Interrogato sul filmato shock, l'uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità sul videomessaggio trasmesso, consegnando spontaneamente l'arma usata per la simulazione, una pistola a salve con relative munizioni. L'arma è stata sequestrata.

7 gennaio 2018
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