EDILIZIA RESIDENZIALE A ROVIGO Nelle graduatorie sono il 56%, ma prima di cambiare il regolamento per l'assegnazione saranno necessari vari adempimenti e alcuni mesi

"Troppe case popolari agli stranieri": niente soluzione immediata

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L'interpellanza era stata presentata a novembre dal consigliere comunale Antonio Rossini (LEGGI ARTICOLO), dopo che era emerso come il 56% dei cittadini in graduatoria per l'assegnazione di un alloggio Ater, ossia una casa popolare, fosse straniero 


 

Rovigo - "Gli stranieri residenti in provincia di Rovigo al 1° gennaio 2016 sono 18.664 e rappresentano il 7,8% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dal Marocco con il 20,6% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dalla Romania (19,3%), dalla Repubblica Popolare Cinese (17,3%), Albania (9,3%) e Repubblica Moldova (6,4%)". E' la premessa dalla quale parte il consigliere comunale Antonio Rossini, nel trattare la questione della predominanza di stranieri nelle graduatorie per il diritto all'assegnazione di alloggio Ater.

Rossini, infatti, sottolinea che "il 56% degli aventi diritto ad alloggio Ater inseriti nella graduatoria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune di Rovigo sono stranieri. Vi è una evidente discrasia tra la percentuale dei cittadini stranieri residenti a Rovigo – circa 8%- e la percentuale del 56% dei medesimi collocati utilmente in graduatoria".

Sulla base di queste risultanze, il consigliere comunale Antonio Rossini aveva domandato al Comune di Rovigo se avesse intenzione di adottare correttivi per riequilibrare la situazione. Ora, è arrivata la risposta del Comune. Risposta che chiarisce come, nell'immediato, non siano possibili azioni che cambino la situazione. Questo alla luce di quanto disposto dalla legge regionale dello scorso novembre, che prevede il riordino della disciplina in materia.

A spiegare le modifiche e le tempistiche, l'assessore ai Servizi sociali Patrizia Borile. La legge di riferimento, che prevede modifiche e omogeneizzazione dei regolamenti è la 39 del 2017 del 3 novembre scorso, con la quale, spiega Borile, "si  avviato un percorso di riordino della disciplina in materia, che contempla diversi adempimenti da porre in essere da parte dei soggetti pubblici competenti, nel rispetto delle tempistiche ivi previste".

Entro 120 giorni dall'entrata in vigore dalla legge, è previsto che la giunta regionale adotti un regolamento che normi le modalità di assegnazione degli alloggi, i punti e i criteri di priorità. Fatto questo, entro 90 giorni dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale del regolamento, saranno i Comuni a doversi adoperare per garantire l'applicazione della legge regionale.

"Solo in quel momento - spiega Borile - il Comune potrà modificare e integrare i criteri per l'assegnazione degli alloggi Erp, nel rispetto delle previsioni normative e in questa occasione saranno prese in considerazione e valutate tutte le proposte avanzate".

12 gennaio 2018
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